In un gesto che ha scatenato una vivace polemica, Massimo Sabbatini, professore di latino e greco al liceo classico Francesco Vivona di Roma, ha inviato una lettera ai suoi ex studenti per congratularsi con loro dopo l’esame di maturità. Nel messaggio, oltre ai saluti finali, il docente ha espresso la sua preoccupazione per le atrocità compiute nella Striscia di Gaza e ha invitato i ragazzi a non dimenticare le responsabilità di chi ha reso possibile quello che definisce uno sterminio.
La lettera, sebbene rivolta a studenti che avevano già concluso il loro percorso scolastico, ha suscitato l’attenzione dell’Ufficio scolastico regionale del Lazio che ha deciso di avviare un’ispezione. Questo ha dato origine a un’ondata di indignazione e solidarietà da parte di colleghi, studenti e famiglie. L’audizione del professore è prevista per il 28 luglio.
Solidarietà e raccolta firme
La solidarietà verso il docente è stata immediata. I colleghi del liceo Vivona hanno parlato di un momento drammatico per la scuola. Messaggi di sostegno sono arrivati da decine di altri istituti, seguiti dalle famiglie e dagli stessi studenti ed ex studenti, che hanno dichiarato di non voler fare i delatori.
A sostegno del professore è stata lanciata una raccolta firme sul sito in difesa della libertà di espressione che ha già superato le 11 mila adesioni.
La vicenda in Parlamento
La vicenda è approdata anche in Parlamento. La deputata del Partito Democratico Patrizia Prestipino, ex docente del Vivona, insieme ad altri venti parlamentari del Pd, ha criticato l’iniziativa, domandando al ministro: Siamo in democrazia o in dittatura?. Sulla stessa linea Peppe De Cristofaro (Alleanza Verdi e Sinistra): Non è in discussione solo la libertà di insegnamento, ma la libertà di espressione.
Da parte sua, la deputata del Movimento 5 Stelle Stefania Ascari, ha presentato un’interrogazione al ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, chiedendo di chiarire quali siano le motivazioni che hanno determinato l’avvio dell’ispezione al liceo Vivona e se corrisponda al vero che, durante gli accertamenti, studenti e personale scolastico siano stati ascoltati con modalità tali da creare un clima di pressione o intimidazione.
Il contenuto della lettera
Nella lettera, Sabbatini ricorda gli anni trascorsi insieme agli studenti sottolineando che quel periodo si è svolto mentre si compiva lo sterminio nella Striscia. Invita quindi i ragazzi a non dimenticare la sorte della popolazione civile, né le responsabilità di chi, scrive, ha reso possibile tutto questo, restando ignavo e senza intervenire. Il professore esorta gli ex studenti a conservare questa memoria anche quando entreranno nel mondo del lavoro e, magari, ricopriranno incarichi di responsabilità.
Nel testo si richiama anche la poesia La primavera hitleriana di Eugenio Montale, in cui l’innocenza delle vittime è contrapposta all’entusiasmo della folla che celebra quelli che diventeranno i futuri carnefici. Una poesia che denuncia il ruolo della propaganda e del consenso nel rendere possibile la violenza. Sabbatini cita le ultime parole che Virgilio dice a Dante nel Purgatorio quando il poeta afferma di essere ormai purificato e libero di scegliere il bene con la propria ragione. La lettera si conclude con un tono leggero e affettuoso: Ci vediamo al cinema o ci scambiamo libri. Se qualcuno è bravo a tennis, possiamo giocare. Ma bravo, sennò mi annoio.
