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Le macabre leggende su “La Sedia del Diavolo” di Roma

Dai riti ed i culti medievali fino ai seguaci di Marco Dominici: tutto quello che c'è da sapere sul famoso e macabro monumento romano.

Di origine romana, il Monumento situato nel cuore del quartiere africano della capitale è diventato celebre per le numerose leggende e storie che l’hanno accompagnato nel corso dei secoli. Infatti, quella che ora viene chiamata “Piazza Elio Callistio”, un tempo era descritta come uno dei luoghi più macabri e controversi di Roma. Non a caso, la piazza capitolina era stata intitolata con un titolo oscuro: “Piazza della Sedia del Diavolo”.

La storia che continua ad affascinare e a sorprendere gli appassionati arriva dai tempi dell’Antica Roma. Nel II secolo dopo Cristo, l’imperatore Adriano decise di costruire un sepolcro in onore del proprio schiavo affrancato Aelius Callistio. Dopo il crollo della facciata, in epoca medievale, questo monumento passò alla storia per le credenze popolari, le quali sostenevano fosse proprio il trono dove sedeva il Diavolo.

Le storie ed i racconti più macabri

Il crollo della facciata del sepolcro ha completamente trasformato il monumento: a prima vista, infatti, sembra essere proprio un gigante trono.

Le connotazioni demoniache, però, sono nate in epoca medievale, quando il monumento era lontano dalla città e abbandonato a sé stesso. È proprio nelle più buie e macabre notti romane che il monumento si è trasformato in luogo demoniaco.

Fu proprio nel Medioevo che si iniziò a credere che alcuni diavoli avessero distrutto una parte del monumento per far si che Satana si potesse sedere e governare il mondo. Per questo motivo, per secoli e secoli l’edifico venne utilizzato per osservare culti e praticare orge o riti religiosi. Uno dei più recenti è avvenuto nel XVIII secolo dai seguaci di Marco Dominici: questo rito profetizzava l’avvento di Satana.

Un altro occulto e spaventoso mito sul rudere di origine romana sostiene che sulle mura del monumento sia incisa la parola ‘Kabala’. La stranezza? Questa parola veniva utilizzata dall’alchimista Zum Thurm come formula magica. La leggenda narra che quest’ultimo riuscì ad ottenere la possibilità di esprimere un desiderio qualunque.

Per questo motivo, si narra che bussando con un pugno chiuso sui mattoni della parete sussurrando la formula “Voglio cambiare la storia”, si possa cambiare completamente la propria vita.

Fabio Rossi, varesotto classe 95. Cresciuto con un pallone sottobraccio, un grande amore per lo sport a cui affianca una passione per cinema e musica.


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Fabio Rossi

Fabio Rossi, varesotto classe 95. Cresciuto con un pallone sottobraccio, un grande amore per lo sport a cui affianca una passione per cinema e musica.

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