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Lele Mora racconta: “In carcere mi è apparso Padre Pio”

L'ex agente dei vip ripercorre la sua vita, dall'intuizione di Peppa Pig al Lele Club, il primo locale gay in Italia.

Lele Mora Padre Pio
Lele Mora Padre Pio

Quando si parla di Lele Mora non si pensa immediatamente a un uomo contrito e devoto in preghiera. Eppure un momento di vicinanza al divino c’è stato anche nella storia dell’ex agente dello spettacolo. Lo ha raccontato ai microfoni del Corriere della Sera, ripercorrendo la propria vita dall’infanzia a Bagnolo di Po, in provincia di Rovigo, fino ai successi e al tribunale. Ed è proprio quando si trovava dietro le sbarre che ha avuto la visione mistica: “In carcere mi è apparso Padre Pio“.

L’apparizione in carcere

Stava guardando la televisione prima di addormentarsi e quella sera sul piccolo schermo c’era uno speciale di Massimo Giletti proprio sul frate pugliese. Nella notte Padre Pio è apparso a Lele Mora per dirgli, con voce roca: “Ce la farai“.

Lo ha incoraggiato a resistere, perché la scarcerazione era vicina e perché le prove terrene sono la chiave per meritarsi il Paradiso.

Da Peppa Pig al Lele Club

L’ex agente dello spettacolo si commuove al ricordo dell’apparizione, mentre ripensa con meno affetto e tenerezza agli anni della sua infanzia, trascorsa nei pressi della casa colonica di famiglia. Mentre gli altri bambini si divertivano a schiacciare l’uva nei tini per fare il vino, lui temeva sempre di rimanervi intrappolato. Un incubo ricorrente che ancora abita le sue notti. La sua vera giovinezza, l’apice della sua esistenza, l’ha raggiunta solo più tardi: “Se devo pensare alla mia giovinezza, dico Porto Cervo“, l’estate del 2005. “Hai predente quel film con Brad Pitt, o Johnny Depp, in cui lui nasce vecchio e diventa giovane dopo?”, continua paragonandosi a Benjamin Button.

Le prime intuizioni che lo hanno portato al successo, però, risalgono a qualche decennio prima. Tutto è cominciato con Peppa Pig e con la decisione di portarla in Italia, nei suoi negozi di giocattoli (tanto numerosi da non riuscire a contarli, afferma lui). Nel 1975 è la volta del Lele Club di Verona, il primo locale gay d’Italia, aperto dalle 18 a mezzanotte: “Venivano monsignori e politici. La sera tornavo a casa coi sacconi neri della spazzatura pieni di soldi“.

Nata in provincia di Monza e Brianza, classe 1994, è laureata magistrale in "Lettere moderne" presso l’Università degli Studi di Milano. Prima di collaborare con Notizie.it, ha scritto per la rivista Viaggiare con gusto.


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Lisa Pendezza

Nata in provincia di Monza e Brianza, classe 1994, è laureata magistrale in "Lettere moderne" presso l’Università degli Studi di Milano. Prima di collaborare con Notizie.it, ha scritto per la rivista Viaggiare con gusto.

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