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Orietta Berti si racconta: “A Sanremo canterò la mia storia d’amore”

Nell'intervista esclusiva Orietta Berti commenta il ritorno a Sanremo: "Il mio pensiero andrà a Faletti". Poi svela il segreto per un amore duraturo.

Orietta Berti Sanremo
Orietta Berti Sanremo

Amante della sua Cavriago, in provincia di Reggio Emilia, è da sempre profondamente attaccata alla sua terra. Osvaldo Paterlini, con il quale è sposata dal 1967, è l’amore della sua vita e dalla loro unione sono nati Omar e Otis. Ora fa persino la nonna della sua piccola Olivia.

Orietta Berti è una delle migliori interpreti nello scenario musicale nostrano e a Sanremo sarà portabandiera della melodia italiana. In 55 anni di carriera ha maturato una grande esperienza e una fine sensibilità. Lo si sente dalla sua voce delicata e allegra, una voce di chi ne ha vissute tante e mantiene sempre un profondo attaccamento alla vita. Una voce amorevole, contornata dall’inconfondibile accento emiliano che dà tenerezza e conforto.

Orietta Berti torna al Festival di Sanremo 2021, 55 anni dopo il debutto e a 29 anni dall’ultima volta. All’Ariston presenta il brano “Quando ti sei innamorato”. Il brano è di Francesco Boccia, Ciro Esposito, autori al Festival
di Sanremo 2015 di Grande Amore de Il Volo e Marco Rettani, già autore di Laura Pausini, Alessandra Amoroso, Michele Zarrillo e Patty Pravo. Sul suo ritorno ha dichiarato: “Vado volentieri e mi piace l’idea che ci siano tanti generi musicali.

Io rappresenterò la canzone italiana., ma sarò insieme a tanti altri artisti che proporranno generi diversi, attuali e moderni, in un bel Festival dove la musica sarà declinata in tante note”. Dopo il Festival, Orietta Berti presenta un cofanetto contenente le canzoni più belle. “È stata un’idea del mio manager, oltre che amico, Pasquale Mammaro che ha creduto nella mia candidatura al Festival come occasione (anche) di festeggiare il mio matrimonio artistico con la musica”.

Il segreto della lunga e produttiva carriera di Orietta è racchiuso nella forza della famiglia. “Mio marito Osvaldo mi è sempre stato accanto così come i miei figli. Decidiamo sempre tutti insieme”. Nell’intervista esclusiva Orietta Berti ha parlato delle aspettative su Sanremo, del suo brano e dell’amore per la sua famiglia.

Orietta Berti torna a Sanremo

Orietta Berti ha parlato del suo ritorno all’Ariston, spiegando: “Il mio manager mi ha convinta. Stavo già lavorando per preparare un cofanetto con 6 album per festeggiare i miei 55 anni di carriera. Nell’ultimo cd ci sono ben 6 canzoni di Pasquale Mammaro. Il 19 novembre mi sono ammalata di Covid-19. In quei giorni c’erano le ultime candidature per Sanremo, ma io non avevo alcuna intenzione di partecipare. Lui ha deciso di proporre le sue canzoni. Tra le sei, hanno selezionato “Quando ti sei innamorato”. Quando Pasquale mi ha informato che sarei andata a Sanremo, non ero entusiasta, perché non stavo proprio bene. Anche mio marito stava male. Non avevo lo spirito giusto. Poi mi ha chiamata anche Amadeus, rassicurandomi che da novembre a marzo avrei fatto in tempo a riprendermi e partecipare al Festival. Avevano ragione loro: se deve uscire il mio cofanetto per festeggiare i 55 anni di carriera, non c’è modo migliore di celebrare il momento andando al Festival.

Quindi ha sottolineato:Il Festival è un evento importantissimo, quest’anno sarà anomalo ma ugualmente speciale. Non ci sarà il pubblico, non potremo andare al ristorante. I cantanti mangeranno in camera e faranno le interviste dalla stanza dell’albergo. Io alloggerò a Bordighera. Bisogna prepararsi in camera, arrivando all’Ariston puntuali, all’orario fissato e non in anticipo. Sarà questa la più grande difficoltà: sarà un po’ un disagio. Ma per fortuna ci saranno le sarte disponibili per sistemare i vestiti un po’ stropicciati. Questo Festival si ricorderà: avere il pubblico è tutto per un artista. L’orchestra quest’anno sarà davanti a noi: avranno bisogno di tantissimo spazio, per mantenere il distanziamento. 18 file di poltrone saranno appositamente tolte. Le sonorità saranno bellissime: il pubblico dal vivo godrebbe di uno spettacolo meraviglioso. Ma noi che saliremo su quel palco dovremo ricordare che dietro la telecamera ci sono migliaia di persone. Lockdown e coprifuoco hanno relegato tutti in casa: gli ascolti dei programmi televisivi sono così aumentati. La musica darà conforto a tutti gli appassionati”.

Sulle polemiche per l’assenza del pubblico e per l’apertura dell’Ariston a scapito di altri teatri, Orietta Berti ha commentato: “Sanremo è anche un evento televisivo, per questo è giusto che il teatro sia aperto. Inizialmente si è pensato di optare per il pubblico pagante, ma poi si è considerata un’idea troppo rischiosa per il possibile contagio”.

Orietta Berti ha confidando le sue emozioni per il ritorno sul palco di Sanremo: “Ritengo che le emozioni ci debbano sempre essere. Un interprete se non è emozionato non potrà emozionare il pubblico. Io sarò sicuramente emozionatissima: dopo 29 anni, tornare su quel palco mi emoziona. L’ultima volta ero con Giorgio Faletti, che ora non c’è più. Era un mio carissimo amico. Una persona di grande umanità, estremamente gentile e simpatico. Il primo ricordo andrà a lui. In quel Festival mi sono divertita tanto, l’ho vissuto con grande serenità, anche se non siamo arrivati in finale. Forse proverò le stesse emozioni di 29 anni fa. Sanremo è sempre un gradino molto alto per un cantante e finalmente potrò cantare dal vivo con una grande orchestra. In questi mesi di lockdown ho continuato a lavorare, ma è da tanto che non mi esibisco. Mi manca il pubblico“. Di questi tempi, la parola d’ordine è speranza. Speranza di tornare alla vita normale. Ora la speranza è il vaccino. Al momento sono immune al Covid-19, perché sono già stata contagiata, ma aspetterò il mio turno e mi vaccinerò“. Poi ha commentato la delicata e difficile situazione generata dall’emergenza coronavirus: “Invecchiando, si prova più ansia e più paura rispetto a un giovane. Quando io e Osvaldo ci siamo ammalati, siamo stati controllati, perché i medici venivano due volte a settimana a visitarci. Inoltre, avevamo tutti gli strumenti per tenerci monitorati autonomamente, come il saturimetro. Ci sono stati giorni in cui i medici avrebbero preferito ricoverarci. Ma io e mio marito abbiamo insistito per restare a casa. In ospedale saremmo stati divisi e soli. Per fortuna ce l’abbiamo fatta”.

Orietta Berti Sanremo

“Quando ti sei innamorato”

Il brano racconta un grande e importante incontro, quello della vita: sentimenti ed emozioni che possono nascere da ragazzini per diventare poi una vera passione di cui non si può fare a meno e che dura per tutta la vita. “Potrebbe essere la storia di ciascuno di noi, innamorati di un unico grande amore: sicuramente la mia”. A causa della pandemia sarà un’edizione particolare, sicuramente nuova e diversa. A tal proposito, ha commentato: “È sempre un palco importante, ma quest’anno, per chi come me soffre per non aver potuto cantare, è un paradiso. Quest’anno poi, è un’edizione storica, importante e di rinascita. È sempre una grande emozione: il palco del teatro Ariston è proiettato sul mondo e la manifestazione è seguita da milioni di persone”.

“Da un incontro è nata una passione che ha cambiato completamente la mia vita. Osvaldo è il mio punto di riferimento da sempre. È una canzone melodica nella quale in molti potranno riconoscersi. Porterò a Sanremo la tradizione, che una grande fetta di pubblico ancora ama”, ha aggiunto Orietta Berti parlando di “Quando ti sei innamorato”, la canzone che presenterà a Sanremo.

Orietta Berti Sanremo

Ma dopo 54 anni di matrimonio, qual è per lei il segreto per una relazione di amore così duratura, pura, profonda e speciale? “Per me e Osvaldo è stato molto utile lavorare sempre insieme, stando l’uno con l’altra 24 ore su 24. Io sono gemelli, mio marito capricorno. Lui è molto più serio e timido rispetto a me. I gemelli sono più spensierati, cambiano idea più volte al giorno. Per noi due c’è stato un inizio difficile, poi uno dei due deve cedere: c’è sempre chi ama di più, ma bisogna imparare a scendere a compromessi e accantonare l’egoismo. Poi i caratteri diventano quasi uguali. Vivere sempre insieme aiuta molto. Da giovani c’è la passione che brucia tutto, ma più avanti con gli anni subentra un rispetto e una tenerezza profondi. Andando in là con gli anni c’è paura di perdere la nostra metà. Quando ci siamo ammalati di Covid, inconsciamente ho sperato di andarmene prima io, se le cose fossero peggiorate. Non avrei sopportato l’enorme dolore per la perdita di mio marito. Quindi ha sottolineato: “La passione cambia negli anni, ma è un sentimento che resta molto bello in ogni fase della sua evoluzione”. Ai più giovani, che spesso faticano a intraprendere relazioni solide, dà un consiglio importante. “Capita di conoscere relazioni in cui uno dei due coniugi scappa dopo pochi mesi di matrimonio. Questo accade perché non si parla e non si affrontano i problemi, che restano così irrisolti. Nelle relazioni serve giungere a un chiarimento, ha giustamente sottolineato. “In amore bisogna chiarire subito. Altrimenti restano dubbi che diventano rimorsi, poi degli ostacoli insormontabili. A mio marito ho sempre detto: “Chiariamo subito se non siamo della stessa idea”. A volte serve discutere. Nella vita ogni giorno c’è un problema e bisogna sempre affrontare delle sfide”.

Il look a Sanremo

Orietta Berti ha svelato anche il look che sfoggerà a Sanremo. Porterò abiti colorati di Nicolò Cerioni, con il quale ho già fatto diversi video e che a Sanremo vestirà Maneskin, Achille Lauro e non solo”, ha raccontato.

Dopo una prova “con della carta speciale”, ci sarà un’altra prova con “vere stoffe” il 23 febbraio, esattamente una settimana prima dell’inizio del Festival.

Orietta Berti Sanremo

I prossimi progetti di Orietta Berti

“Adesso mi dedico a questo bellissimo lavoro che è Sanremo”. Ma precisa che dopo il Festival non mancheranno gli impegni e Orietta dovrà rimandare anche il riposo.

“La domenica subito dopo il Festival sarò da Mara Venier a Domenica In. La settimana successiva non avrò un giorno libero, dovendo promuovere il mio nuovo cofanetto: nel sesto cd ci saranno 22 inediti, nel quinto tutti i miei duetti, comprese le sigle per le trasmissioni televisive che ho realizzato negli anni”, ha spiegato. Tuttavia, “non sarà facile avere un riscontro, non potendo ancora esibirmi live. Ma Sanremo sarà simbolo di ripartenza: è una macchina che muove tanti lavoratori che sostengono il mondo dello spettacolo. Oltre al problema economico, psicologicamente non poter lavorare è demoralizzante. Un pensiero va ai miei collaboratori e ai miei musicisti”.

“Dall’inizio del lockdown sto lavorando tanto e mi sento una ragazza di vent’anni. Ho anche la fortuna di avere ottimi collaboratori: in questo mestiere bisogna sapere ascoltare e dare retta a chi ha tanti anni di esperienza. Riesco così a lavorare nel modo giusto. Il mio pubblico sa che io sono sincera e al mio pubblico devo tutto. L’80% della mia carriera lo devo al pubblico che mi ha accompagnato negli anni, di generazione in generazione”, ha aggiunto.

Orietta Berti Sanremo

Il nuovo libro: tra infanzia, amore e carriera

Nell’ultimo libro, “Tra bandiere rosse e acquasantiere”, edito da Rizzoli, Orietta ripercorre la sua vita e
scopre che la musica sarebbe diventata il suo lavoro. Una bambina cresciuta tra i comizi del PCI nella storica roccaforte rossa e la messa la domenica che scopre di avere una voce meravigliosa. Incoraggiata dal papà inizia a cantare e da allora non smetterà più, vendendo oltre 16 milioni di dischi, lasciando una traccia indelebile nel mondo musicale e in quello televisivo con canzoni e programmi strepitosi. “Ho iniziato il firma copie nel 2020, ma le restrizioni che impediscono liberi ingressi anche nelle librerie mi hanno costretto a interrompere. Ho rimandato questa bella occasione per incontrare e ringraziare i miei fan”.

Parlando della sua infanzia, ha ricordato: “Quando ero piccola mi sono confrontata con una fetta d’Italia che oggi non esiste più. All’epoca la politica in Italia era molto sentita. Oggi invece ci raccontano tante favole. La politica, quando io ero piccola, era una speranza per il futuro. Negli anni del dopoguerra, la miseria era tantissima, ma la gente si aiutava. C’era la solidarietà e la bontà d’animo. Se un vicino di casa aveva bisogno di un aiuto, veniva aiutato, anche se appartenente a un altro partito. Adesso siamo diventati egoisti e il nostro amico più fidato è il pc o il computer. Di persona non ci si vede più e alle cene al ristorante si sta sempre con il cellulare in mano. Mi innervosisce molto questa situazione. Oggi siamo schiavi del telefonino. I dispositivi tecnologici sono utili per le emergenze e il lavoro, ma non potranno mai sostituire il contatto umano“.

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