Lucca: il ragazzo del video minacciato di morte
Lucca: il ragazzo del video minacciato di morte
Cronaca

Lucca: il ragazzo del video minacciato di morte

Lucca

Il ragazzo ha capito i suoi errori ma per qualcuno è troppo tardi; sui social viene minacciato di morte

Il programma delle Iene è riuscito ad intervistare il giovane ragazzo di Lucca che ha offeso e intimidito il suo professore mentre veniva ripreso in un video dai suoi compagni.

Le minacce di morte

Il bullo è stato intervistato dalle Iene, in seguito al video, diventato virale, dove minacciava il suo professore, durante una lezione. I provvedimenti contro questo gesto insensato e, privo di ogni logica, sono stati già presi: l’istituto scolastico ha deciso per la bocciatura e la sospensione di tre ragazzi.

Il giovane però, ora, deve fare i conti con le reazioni delle persone comuni: ha ricevuto diverse minacce, sia sui social, sia sul telefono, “ora la gente mi riconosce, come se avessi ucciso una persona“. Le intimidazioni sono molto frequenti, arrivano ogni due minuti, e molto pesanti “Vieni a Lucca che ti si ammazza“; le sue parole sono state riportate anche da un articolo del TgCom24. Le offese però non riguardano solo il bullo ma anche la sua famiglia, definita nei commenti “di merda”; i genitori ovviamente sono distrutti dopo questa vicenda, forse è stato proprio il profondo rammarico della coppia che ha fatto nascere nell’animo del giovane il sentimento del pentimento, “quando provavo a chiedergli scusa, sentivo il cuore piangere”.

Il ragazzo di 15 anni ai microfoni della trasmissione ha raccontato di aver capito i suoi sbagli e di essersi anche vergognato per i suoi gesti “perché ho fatto delle cose che se ci penso ora non rifarei“. Il quindicenne è andato anche a chiedere scusa alla vicepreside, con la quale si è trattenuto un’ora a parlare, ha provato anche a mettersi in contatto con il professore, per chiedergli scusa ma l’uomo non ha accettato l’incontro.

Le parole rivolte dal ragazzo al professore e, riprese nel video, sono davvero irriverenti, offensive e prive di ogni rispetto: “Sei un coglione, mettiti in ginocchio”. Il quindicenne ha tentato di giustificarsi spiegando che un po’ tutta la classe si prendeva gioco dell’insegnante perché l’uomo non si era mai fatto rispettare, inoltre ha definito il gruppo dei suoi compagni “una classe senza regole“. I comportamenti irriguardosi nei confronti del docente, secondo i racconti del bullo, avvenivano quotidianamente e molto probabilmente anche in altre classi.

Il piccolo bullo ora dovrà fare i conti con una denuncia a suo carico e un processo che inizierà a breve.

La punizione e l’inizio del provvedimento giudiziario sono serviti al quindicenne per riflettere sulle proprie azioni. Questo episodio accende ancora una volta i riflettori sul difficile ruolo dell’insegnate e sul poco riconoscimento che ha nel nostro paese.

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