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Mafia, arrestato l’ex primario del Civico di Palermo Giuseppe Guttaduro

Blitz anti mafia del Ros dei Carabinieri e della Dda, arrestato l’ex primario di Palermo Giuseppe Guttaduro, organico al mandamento di Brancaccio

Il Ros dei Carabinieri ha arrestato Giuseppe Guttaduro

Operazione antimafia dei Carabinieri del Ros, a Palermo, dove è stato arrestato l’ex primario del Civico di Palermo Giuseppe Guttaduro. L’uomo, conosciuto come il soprannome di “U’ Dutturi”, è stato messo ai domiciliari, mentre suo figlio Mario Carlo è stato ristretto in carcere.

Ordinanze a piede libero anche altri cittadini del capoluogo siciliano. 

Mafia, arrestato Giuseppe Guttarduro, “U’ Dutturi” che dottore lo è per davvero, anzi, primario

Secondo una presunzione di reato della Procura antimafia suggellata in provvedimento di cautela dal Gip di Palermo Guttaduro sarebbe stato mediatore in affari loschi e in particolare di un canale di traffico di stupefacenti con il Sud America. Il fermato venne coinvolto nell’inchiesta sulle talpe nella Dda che vide rubricato anche l’ex presidente della Regione Totò Cuffaro

La mappa della famiglie e del mandamento per cui l’arrestato avrebbe operato in associazione

La magistratura ha ricostruito molto fedelmente le skill geografiche dei due fermati. Sono indicati come appartenenti alla famiglia di Cosa nostra di Palermo-Roccella che ha spot di governo  malavitoso nel mandamento di Brancaccio-Ciaculli. Guttaduro ha “parentele acquisite” importanti: è infatti fratello di Filippo Guttadauro, cognato del boss latitante Matteo Messina Denaro. Secondo le ipotesi di reato che ne hanno motivato il fermo di cautela Guttadauro, da Roma avrebbe “mantenuto i contatti con l’organizzazione mafiosa di riferimento anche attraverso il figlio Mario Carlo, che avrebbe fatto da trait d’union con gli altri indagati”. 

Droga da Sud America ed Albania ed un assistente di volo complice per lo scambio carico-denaro

In fascicolo c’è anche un documento sul presunto intervento del medico per risolvere i contrasti che erano sorti a Palermo “sull’esecuzione di lavori da realizzare in un’importante struttura industriale nella zona di Brancaccio”. Censito anche il suo ipotetico ruolo in un traffico di stupefacenti con un commercio finanziato da alcuni palermitani ed un canale per l’acquisito della cocaina con il Sud America e con un albanese per il rifornimento di hashish.

Un assistente di volo avrebbe dovuto trasportare 300 mila euro in Brasile quando il carico dal Sud America fosse arrivato in Olanda.

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