La maledizione di Sylvia Likens: una storia di torture domestiche
La maledizione di Sylvia Likens: una storia di torture domestiche
Curiosità

La maledizione di Sylvia Likens: una storia di torture domestiche

Sylvia Likens

La storia inverosimile di una violenza incredibile a cui è stata sottoposta Sylvia Likens fino alla morte, senza alcun motivo

La storia di Sylvia Likens è di sicuro una delle più atroci, se non la più macabra in assoluto, che si sia mai verificata. Una vita da non credere, in ambienti tra i più degradati, trascorsa in Indiana, dove la donna è nata. Un racconto incredibile, ma vero, di una vita trascorsa nelle torture, da parte di tutti. Un forte scossone agli Usa interi e a tutto il mondo sulla violenza subita fin da giovane da una ragazza, diventata donna e morta per le troppe botte prese. La conseguente “maledizione” secondo cui gli artefici di tanto dolore hanno pagato con la morte prematura. Di Sylvia rimane un piccolo monumento in un parco di Indianapolis, inaugurato nel 2001. La vicenda ha ispirato diverse opere letterarie e almeno due film.

Inizio anni ’60: la storia di una ragazza normale

Sylvia Likens

Stiamo parlando di una delle storie più atroci di cronaca nera, avvenuta in Indiana, nel massimo degrado.

Qui è nata Sylvia Likens, che a sedici anni era una ragazzina come tante altre, perfettamente normale. Una serie di vicissitudini negative e una madre criminale, insieme a due amici hanno portato la giovane ad una vita infame, al limite dell’impossibile e alla conseguente morte.

La vittima è lei Sylvia Likens e alla sua storia si sono ispirati diversi artisti e sono stati girati almeno un paio di film. Orrore e incredulità per quello che è accaduto alla ragazzina, la cui unica colpa è stata quella di nascere in una famiglia disastrata ed essere affidata in seguito a un altro nucleo familiare ancora peggio.

Lebanon, Indiana, 3 gennaio 1949

Sylvia Likens

Sylvia Likens è nata a Lebanon, Indiana, il 3 gennaio 1949. Suo padre Lester Likens e sua madre Betty Grimes erano due giovani spiantati. Due cuori e una capanna, senza arte nè parte, che campavano di espedienti ed erano genitori di altri due gemelli, Diana e Danny, nati nel 1947.

Nel 1950 la famiglia aumenta con la nascita di altri due gemelli, Jenny e Benny.

Mentre i genitori per sfamare le cinque bocche cercavano lavori occasionali, i ragazzini vivevano con la nonna. la famiglia cambiava spesso casa, finchè Lester trovò lavoro stabile. Egli era operaio in una giostra itinerante, lasciò la famiglia e si separò dai figli. Sylvia Likens, con i quattro fratelli rimase con la madre Betty a Indianapolis. Lester spediva i soldi alla famiglia, ma spesso arrivavano in ritardo. I due gemelli più grandi andarono a vivere da soli. Betty si arrangiava come meglio poteva con gli altri tre figli. Nell’anno 1965 venne arrestata perchè aveva rubato in un negozio.

La nuova famiglia di Sylvia Likens

Sylvia Likens

Naturalmente il povero Lester era nomade e non poteva portare con sè dei tre figli, quindi pensò di affidarli a un’amica. Il suo nome era Gertrude Van Fossan e l’aveva conosciuta durante uno dei tanti lavori fatti, in lavanderia.

La donna era conosciuta come Gertrude Baniszewski, il nome del suo ex marito.

Lei era infatti divorziata, madre di sei figli. Per un periodo era stata con un delinquente molto più giovane di lei. Gertrude dal compagno aveva subito ogni tipo di violenza. Infine fu lasciata da lui, dopo la nascita di un altro figlio. L’età dei figli di Gertrude spaziava tra gli 8 e i 17 anni, l’ultimo aveva pochi mesi. Lester aveva almeno dato una casa ai suoi figli, che frequentavano la stessa High School delle figlie più grandi di Gertrude.

20 dollari alla settimana per i figli

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Lester promise 20 dollari alla settimana a Gertrude affinchè potesse mantenere i suoi figli, ma i soldi arrivarono solo qualche volta. Gertrude cambiò atteggiamento probabilmente per questo motivo con i figli di Lester. Lei era una donna arrabbiata con il mondo intero, di natura fragile e malaticcia, almeno in apparenza.

La figlia più grande di Gertrude, di 17 anni rimase incinta e questa fu la classica goccia che fece gtraboccare il vaso.

Sylvia Likens iniziò in quel momento il suo calvario. Dapprima Gertrude l’accusò di avere rubato delle caramelle, poi iniziarono gli insulti e le accuse di prostituzione. Silvya aveva detto di essersi infatuata di un suo compagno di scuola. Gertrude iniziò a sfogare tutta la sua rabbia contro la giovane, che picchiò brutalmente e prese a calci nella pancia, dopo averla accusata di essere rimasta incinta del primo venuto. Infine non contenta Gertrude incitò i suoi figli a trattare male Sylvia e a spingerla dalle scale.

Le ragazze facili e GertrudeSylvia Likens

Sylvia Likens

Paula e Stephanie erano considerate ragazze facili nella loro scuola e Gertrude incolpò Sylvia Likens di avere sparlato di loro. Coy Hubbard, il ragazzo di Stephanie, aizzato da Gertrude iniziò a picchiare e aggredire Sylvia in ogni occasione.

Lo stesso fecero i ragazzi del quartiere che Gertrude arrivò a portare a casa, perchè nessuno li vedesse. Sylvia era prigioniera in casa e non andava più a scuola.

La tenevano nuda e legata, mentre Gertrude, i suoi figli e gli altri ragazzi le spegnevano le sigarette sul corpo, la scottavano con l’acqua bollente. A lei veniva messo il sale sulle ferite, era costretta a mangiare gli escrementi e le inserivano le bottigliette della Coca Cola nella vagina. persino la sorella minore, vittima della poliomielite, che l’aveva resa invalida fu costretta a picchiare Sylvia.

Jenny avverte la sorella Diana

La sorella maggiore Diana, sposata, che abitava poco lontano fu avvertita dalla minore Jenny. Diana, benchè stentasse a credere al racconto di Jenny, si recò a vedere la situazione, ma Gertrude non la lasciò entrare, accusandola di volere rubare. Anche i vicini di casa segnalarono ai servizi sociali ciò che di strano stava accadendo nell’abitazione vicina.

Fu inviata un’infermiera, che Gertrude accettò e le mentì dicendole che Sylvia era scappata e non si trovava più. In realtà la poveretta era legata e imbavagliata in una delle stanze del seminterrato.

Sylvia non riceveva molto cibo ed era costretta a bere la sua urina. Jenny raccontava che la sorella non riusciva a produrre più lacrime, talmente era disidratata. Il 22 ottobre 1965, Gertrude insieme ad un amico delle figlie, Richard Hobbs incise sull’addome di Sylvia la frase “Sono una puttana”. Questo usando un ago arroventato, mentre con un bullone arroventato le marchiarono un “3”sul petto. Gertrude, forse stanca di tanta pazzia, avrebbe voluto portare Sylvia in una zona boschiva e abbandonarla lì, lasciandola morire di stenti.

La lettera di Sylvia Likens

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Per questo fine Gertrude aveva fatto scrivere a Sylvia una lettera, minacciandola con una spranga di ferro. Nella missiva la povera donna attribuiva le angherie subite a una banda di ragazzi con cui si prostituiva. Sylvia capì il rischio che stava correndo ed essendo ancora libera, dopo avere scritto la lettera, tentò di fuggire. Arrivò alla porta, ma fu ripresa e portata nel seminterrato, dopo essere stata picchiata più violentemente del solito. Coy Hubbard continuò a picchiarla con un manico di scopa.

Questa volta avevano esagerato, Sylvia non superò le ultime botte. Il 26 ottobre 1965 di sera Stephanie e Richard Hobbs, che avrebbero dovuto lavarla, mettendola vestita in una vasca, la ritrovarono riversa sul materasso, come l’avevano lasciata la sera prima. Dall’autopsia emerse che era deceduta, in seguito a una emorragia cerebrale. Gertrude, dopo avere visto il corpo esanime, ordinò a Richard di chiamare le forze dell’ordine da una cabina telefonica. Gertrude consegnò la lettera ai poliziotti, quella in cui Sylvia incolpava gli inesistenti ragazzi.

L’ultima bugia di Gertrude

Gertrude accusò i ragazzi inesistenti di avere trascinato Sylvia dentro un’auto. Jenny stessa chiese ai poliziotti di portarla con loro e che avrebbe detto la verità sulla sorella. I poliziotti aprirono il seminterrato e, visto il corpo di Sylvia, perquisirono la casa, arrestarono Gertrude, i tre figli più grandi, Coy Hubbard, Richard Hobbs e cinque ragazzini, tra cui tre femmine, che si trovavano nella casa.

Il processo seguente fece molto clamore negli USA. I responsabili di reati simili potevano essere chiunque. Si trattava infatti di persone apparentemente sane di mente e lontane dal compiere mostruosi crimini del genere. Infermità mentale per Gertrude e plagio per gli altri imputati, queste le imputazioni. L’autopsia sul corpo della povera Sylvia evidenziò le violenze subite e il fatto che era ancora vergine.

La maledizione

Verità o fantasia, una maledizione scese su tutta la famiglia di Gertrude. La figlia Paula partorì durante il processo e la piccola fu data in adozione. La madre come la figlia furono condannate a vita, Stephanie testimoniò contro Gertrude e fu prosciolta, come Marie. Richard, Coy e John, terzo figlio di Gertrude furono condannati al riformatorio, ma uscirono dopo poco tempo. Hobbs morì di cancro nel 1972 a soli 21 anni. John cambiò nome e rigò dritto, ma morì a 52 anni, Lepper a 56 nel 2010.

Paula cambiò nome e diventò maestra, ma fu scoperta e licenziata. Gertrude rimase i carcere fino al 1985, si comportò bene. Ammise le sue colpe davanti alla commissione che doveva giudicarla. Ella disse di avere preso farmaci e droghe e che il suo stato mentale era quindi alterato. Nonostante le molte proteste e manifestazioni, Gertrude uscì dal carcere. I giudici considerarono il suo cattivo stato di salute. Gertrude divenne Nadine Van Fossan, si trasferì in Iowa e qui morì di cancro a 60 anni, il 16 giugno 1990.

Jenny, dopo essersi rifatta una famiglia morì improvvisamente a 54 anni. Non si può parlare di maledizione, ma di degrado sociale assolutamente sì. Due film e parecchie opere letterarie ricordano questa macabra storia di violenza gratuita. Sylvia Likens è ora ricordata da un piccolo monumento, che si trova in un parco pubblico di Indianapolis. E’ stato inaugurato nel 2001. La casa dove è morta Sylvia non fu più abitata. Demolita nel 2009, ora ha dato il posto a un parcheggio. Sylvia Likens rimarrà nei nostri cuori, emblema di una mente malata, che le ha inflitto tanto dolore. Le persone considerate normali, spesso nascondono verità terribili, Sylvia Likens ne è stata vittima.

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