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Marea nera in Thailandia con fuoriuscita di petrolio da un oleodotto

La Star Petroleum Refining innesca un possibile disastro ambientale: marea nera in Thailandia con copiosa fuoriuscita di petrolio da un oleodotto

Operatori sulle spiagge colpite dalla marea nera

Marea nera in Thailandia con una grossa fuoriuscita di petrolio da un oleodotto che ha provocato lo sversamento in mare di quasi 70mila litri di idrocarburi nella parte orientale del paese. I media spiegano che dal giorno del disastro, martedì 25 gennaio, le squadre sono al lavoro per scongiurare una catastrofe ambientale ed ecologica. 

Marea nera in Thailandia: quasi sette giorni con il petrolio nel mare e sulle spiagge

Da quasi una settimana dunque le autorità locali e i team della società proprietaria dell’oleodotto stanno intraprendendo una maxi operazione di pulizia per ripulire il petrolio fuoriuscito. Il liquido, che ha ricoperto gradualmente la superficie dell’oceano con una sottile patina oleosa, scura e maleodorante, è sfuggito da una falla nell’oleodotto sottomarino di proprietà della Star Petroleum Refining

Rischio disastro ambientale e turistico: vicino ci sono barriera corallina e impianti di Rayong

Nella zona c’è una vivissima preoccupazione per l’impatto ambientale sulle barriere coralline e sulle spiagge turistiche nella provincia di Rayong.  Dal giorno successivo al rilevamento della perdita l’intera area è stata transennata ma le stime attuali parlando di almeno 55/70mila litri già sversati nelle acque a circa 20 chilometri dalla zona orientale industrializzata del paese. Sul posto sono attive squadre di monitoraggio e raccolta dati e documentazione fotografica di Greenpeace.

Fra dipendenti e personale della Marina una task force di 350 operatori al lavoro per ripulire tutto

I media spiegano che ci sono 150 lavoratori della Star Petroleum Refining e 200 effettivi del personale della Marina thailandese impegnati a ripulire la zona. Si teme una vera catastrofe che potrebbe essere incentivata anche dall’arrivo di tempeste che potrebbero rallentare sia la ripulitura della zona che le operazioni di stabilizzazione meccanica di un grosso manicotto fissato sulla conduttura che aveva generato la perdita.

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