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Mattarella commenta pubblicamente il caso Roggero: "Non si adatti la legge al singolo"

Mattarella commenta pubblicamente il caso Roggero: "Non si adatti la legge al singolo"

Sergio Mattarella affronta i principali temi dell’attualità politica e sociale durante la cerimonia del Ventaglio al Quirinale.

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, durante la cerimonia del Ventaglio al Quirinale, è intervenuto anche sul caso Roggero, richiamando il principio secondo cui la legge non può essere modificata in base ai singoli comportamenti.

Elezioni, astensionismo e immigrazione: l’appello di Mattarella a non perdere di vista i cittadini

Nel discorso del Quirinale ha trovato spazio anche la competizione politica in vista delle prossime urne. Mattarella ha invitato i partiti a non anticipare eccessivamente il clima elettorale, ricordando che “per le urne c’è ancora un po’ di tempo“. L’auspicio del presidente è che le tensioni non finiscano per oscurare le questioni concrete che interessano la popolazione: “Mi auguro che le tensioni elettorali, ancora, per la verità, piuttosto intempestive, non sottraggano attenzione ai problemi che riguardano la vita quotidiana dei nostri concittadini e non inducano ad alterare la realtà delle questioni“.

Tra le principali preoccupazioni indicate dal capo dello Stato c’è anche la crescente disaffezione dal voto: “La preoccupazione per il crescente fenomeno della mancata partecipazione al voto dovrebbe essere il punto di attenzione principale per tutte le parti politiche“.

Mattarella ha affrontato inoltre il tema dell’immigrazione, richiamando, anche attraverso le parole di Leone XIV, la necessità di superare una gestione fondata esclusivamente sull’emergenza.

Ha parlato della “insuperabile necessità di accantonare la logica dell’emergenza – del tutto improduttiva, come risulta ormai senza ombra di dubbio – e di impegnarsi in interventi di strategia di governo del fenomeno“. Nel suo ragionamento ha poi inserito il ruolo dell’Europa, capace di trasformarsi “da continente lacerato per tanti secoli da contrasti e guerre sanguinose, nella più vasta area di pace e sviluppo comune“.

Un modello che, secondo il presidente, va difeso di fronte al rischio di un ritorno allalegge del più forte“, pur riconoscendo la necessità di rendere più incisiva l’azione dell’Ue. Mattarella ha osservato che le critiche all’Unione per la sua scarsa efficacia vengono spesso mosse proprio da chi “ne ostacola, in ogni modo e circostanza, la possibilità di strumenti decisionali e operativi più efficaci“.

Un’altra parte dell’intervento è stata dedicata al mondo dell’informazione, particolarmente significativo vista la presenza della stampa parlamentare. Il presidente ha definito “difficilmente comprensibile” il ritardo italiano nel recepimento del regolamento europeo del 2025 sulla libertà dei media e ha auspicato una soluzione alla situazione di stallo della Rai, parlando della necessità di porre rimedio alla “paralisi del sistema radio tv pubblico determinato dal blocco nel funzionamento della Commissione” di vigilanza.

Infine, Mattarella ha posto l’accento sulla trasformazione dell’informazione nell’epoca dell’intelligenza artificiale e sul rischio di contenuti prodotti senza adeguati controlli: “Cloni di notizie, prodotti artificialmente da macchine, senza alcuna verifica“. Un fenomeno che, per il capo dello Stato, non può sostituire il valore del giornalismo: “L’informazione non è clone di se stessa. Non è la caricatura della pecora Dolly“.

Mattarella rompe il silenzio sul caso Roggero: “Non si adatti legge a singoli casi”

Alla cerimonia del Ventaglio al Quirinale, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha affrontato alcuni dei temi più delicati dell’attualità italiana, partendo dalle tensioni sociali e politiche che hanno accompagnato gli ultimi episodi di cronaca. Un passaggio centrale è stato dedicato agli scontri avvenuti in Val di Susa durante le proteste contro la Tav, definiti senza esitazioni «inammissibili». “Sono chiamate in causa le basi stesse della convivenza democratica“, ha affermato il capo dello Stato, sottolineando come non possa esserci “alcuna esitazione né circospezione nel condannare e contrastare simili comportamenti aggressivi“. Mattarella ha poi lanciato un monito ancora più netto: “La violenza è un virus letale per la democrazia e per la vita sociale. Aggredisce la Costituzione chi la pratica, chi la predica, chi la giustifica“.

Nel suo intervento è comparso anche il caso Roggero, richiamato come esempio della necessità di mantenere saldo il principio della legalità. Secondo il presidente, non sono i comportamenti individuali a dover determinare di volta in volta il contenuto delle norme: “Se si pensa che le regole della legge debbano adattarsi ai comportamenti individuali, occasionali, cambiando il proprio contenuto di volta in volta, di caso in caso, non si rafforza la sicurezza ma si decide l’abdicazione dello Stato“. Il tema si intreccia con il dibattito parlamentare sul riconoscimento facciale e con le proposte di inasprimento delle pene dopo gli scontri e le devastazioni legate alle proteste contro la Tav.

La sfida, per la politica, resta quella di tenere insieme fermezza, tutela dei diritti e rispetto delle regole democratiche. Mattarella ha quindi rivolto un appello a evitare esasperazioni e strumentalizzazioni, chiedendo che il confronto pubblico “si svolga nel reciproco rispetto; senza inopportuna aggressività verbale, spesso immotivata, e, a mio avviso, anche controproducente“.

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