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Mestrino: azienda ricerca 150 telefonisti, nessuno risponde

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Nonostante sia una realtà già affermata, l'azienda in questione non ha infatti ricevuto nessun curriculum da vagliare. Ecco perché.

Accade a Mestrino, in provincia di Padova, che una azienda alla ricerca di 150 operatori telefonici da inserire nel proprio organico non riceva nessuna candidatura.

Nessuna candidatura ricevuta

L’azienda non ha infatti ricevuto nessun curriculum da vagliare, nonostante sia una realtà già affermata, che al momento da lavoro a 150 persone. Ma che a causa di questa carenza non riesce a sfruttare appieno le potenzialità delle 150 postazioni telefoniche già presenti, lavorando quindi alla metà delle proprie capacità. Un lavoro per il quale non è richiesta nessuna conoscenza lavorativa specifica. Infatti il gruppo assume sia ragazzi anche giovani, purché abbiano finito la scuola dell’obbligo e ricevano il consenso dei genitori, sia lavoratori un po’ più avanti con l’età, che per ragioni personali o perché hanno perso il lavoro siano interessati a fare parte del gruppo.

Il trattamento economico

Potremmo essere portati a pensare che il motivo di tale mancata risposta da parte dei lavoratori sia da ricercare nel trattamento economico a loro riservato dall’azienda. Ma il contratto offerto è in linea con quello nazionale Assocontact per i call-center, che prevede una paga è in base alle ore di lavoro effettuate, a cui si aggiungono premi per la produzione. Quindi si parla di un contratto che con un part-time di sei ore al giorno frutta in busta paga 750 euro, e che con il full time di 8 ore arriva ai 2500 euro.

Netti.

Le assunzioni sono necessarie al gruppo

Un gruppo, quello di Mestrino, che ha registrato una forte impennata al proprio giro di affari nel corso del 2017. Per questo ha ciclicamente aperto a nuove assunzioni stagionali, ma che ora ha la necessità di raddoppiare le assunzioni, e come dicevamo, nessun candidato per farlo. Secondo Irene Testa, responsabile delle risorse umane del gruppo, la difficoltà nel trovare i lavoratori è da imputare alla poca volontà di mettersi in gioco in un lavoro che non si è mai fatto.

E sopratutto in cui i candidati non si danno il tempo necessario a capirne le dinamiche. Secondo la responsabile infatti non sarebbero sufficienti un paio di settimane per capire se si è adatti per questo tipo di lavoro, bensì almeno un paio di mesi.

A Palermo nessun problema

Il gruppo nasce nel 2008, e si è avviato agli affari assumendo 12 ragazze, che oggi come dicevamo sono 150. Inoltre l’azienda ha anche aperto una seconda sala in provincia di Palermo, dove però l’amministratore unico della compagnia Federico Bregolato fa sapere che “le candidature non mancano e il lavoro di call-center è visto come una buona opportunità”.

Un caso più unico che raro, in un paese in cui negli ultimi anni si registra una carenza sul lato dell‘offerta lavorativa più che su quello dell’offerta, ma che ci ricorda come in effetti in Italia – sopratutto in alcuni settori – il problema del mercato del lavoro non sia sempre legato alla insufficiente offerta lavorativa, ma assenza di domanda.