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Monte Grappa, abbattuto un raro esemplare di aquila reale: si cercando i responsabili 

Monte Grappa, abbattuto un raro esemplare di aquila reale: si cercando i responsabili  che potrebbero essere fra i bracconieri che frequentano la zona

L'esemplare ucciso

Criminali in azione sul Monte Grappa, dove è stato abbattuto un raro esemplare di aquila reale, un soggetto immaturo: si cercando i responsabili dopo la denuncia sui social del consigliere regionale del Partito Democratico Andrea Zanoni. Consigliere che dopo aver saputo del crimine avvenuto sul comprensorio del Monte Grappa, in provincia di Treviso, ha parlato in una denuncia postata sulla sua pagina Facebook di “atto criminale, un episodio di una gravità inaudita”. 

Abbattuto un giovane esemplare di aquila reale: a trovare il corpo i volontari Lipu 

A rinvenire il corpo del povero e nobile animale abbattuto i volontari della Lipu, la Lega Italiana Protezione Uccelli, che lo hanno dato in consegna ai Carabinieri forestali di Valdobbiadene. I militari a loro volta hanno portato il cadavere all’Istituto Zooprofilattico. Era l’unico giovane esemplare presente nel massiccio del Grappa. 

Il consigliere Zanoni sull’esemplare di aquila reale abbattuto: “Abbiamo davvero toccato il fondo”

Ha commentato Zanoni: “È una cosa tristissima.

Abbiamo davvero toccato il fondo, stiamo parlando di una specie superprotetta”. E ancora: “Per chi la caccia è previsto anche l’arresto da due a otto mesi in base all’articolo 30 della legge 157/1992. Faccio un appello agli inquirenti per rintracciare chi ha sparato: spero vengano incrociati i dati dei soggetti che erano in zona, tramite le celle telefoniche e il controllo dei tesserini di caccia, visto che c’è l’obbligo di segnalare l’uscita”. 

“Troppi delinquenti fra i cacciatori”: ecco perché è stato abbattuto l’esemplare di aquila reale

Zanoni è chiaro: “Non dovrebbe essere impossibile, si tratta di soci delle Riserve alpine, quindi un numero limitato di soggetti su cui indirizzare le indagini. In uno stato civile dovrebbero essere applicate pene accessorie come la moratoria di 5 anni della caccia nei comuni dove accadono gravissimi atti di bracconaggio come questo”. Poi la chiosa amara: “Purtroppo in Veneto abbiamo ancora troppe persone che circolano armate con regolare licenza di caccia e tra queste ci sono anche dei delinquenti”.

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