Nuovi elementi emergono nelle indagini sul duplice delitto di Pietracatella, dove Antonella Di Ielsi e la figlia quindicenne Sara Di Vita sono morte dopo essere state avvelenate con la ricina. Un indirizzo IP riconducibile alla zona del paese e nuove audizioni in Questura potrebbero aggiungere elementi alla ricostruzione dei fatti.
Morte avvelenate a Pietracatella, nuove audizioni in Questura: ascoltate anche due donne
Come riportato da Leggo, nel pomeriggio del 2 ottobre, la Squadra Mobile di Campobasso avrebbe convocato due donne, parenti di altre persone già ascoltate nei mesi scorsi, per raccogliere le loro testimonianze come persone informate sui fatti.
Intanto, martedì, è stato nuovamente ascoltato in Questura anche Gianni Di Vita, marito e padre delle due vittime.
L’uomo avrebbe consegnato spontaneamente agli investigatori un dispositivo elettronico. Il suo legale, Vittorino Facciolla, ha precisato: «Gianni non è indagato, ma parte offesa». Secondo quanto riferito dall’avvocato, Di Vita avrebbe inoltre consentito agli agenti di accedere ai suoi due studi, a Pietracatella e Campobasso, accompagnandoli personalmente durante le perquisizioni.
Morte avvelenate a Pietracatella, trovata la traccia della ricina sul pc: cosa emerge
Le indagini sul duplice omicidio di Pietracatella registrano una nuova svolta. Come riportato dall’Adnkronos, negli Stati Uniti sarebbe stato individuato l’indirizzo IP associato a un computer dal quale, pochi giorni prima delle morti, sarebbe stata effettuata una ricerca online sulle modalità di preparazione della ricina in polvere. Gli accertamenti avrebbero consentito di ricondurre quell’indirizzo a un’area compatibile con la zona di Pietracatella, dove nel dicembre 2025 sono morte Antonella Di Ielsi e la figlia quindicenne Sara Di Vita, avvelenate con la ricina.
L’attenzione degli investigatori non sarebbe quindi concentrata soltanto sull’autore della ricerca sul web. Gli accertamenti puntano a ricostruire l’intera catena legata al veleno: chi lo avrebbe preparato, chi lo avrebbe procurato e chi, infine, lo avrebbe portato nella casa dei Di Vita. Le indagini proseguono senza sosta.
