La Spagna si trova nel bel mezzo di un caos politico dato che già la posizione dell’attuale premier Pedro Sanchez è andata sempre diminuendo in termini di consensi, soprattutto dopo il caso Ceuta che lo ha visto intervenire in ritardo perché prima era impegnato in vacanza e anche successivamente ha gestito la questione in modo non proprio esemplare.
I decreti casa, la sconfitta inattesa
Il tema che ha portato al centro lo stato di fiducia di Pedro Sanchez in parlamento è relativo ai “decreti casa” che il governo del Premier ha fatto votare ai politici.
L’esito della tornata di voti è stato negativo per lui, nel primo decreto vi è stata la bocciatura con 172 voti favorevoli e 178 contrari.
A quel punto sperava almeno di invertire la tendenza negativa con il secondo decreto, purtroppo per lui è stato anche questo bocciato con 166 voti favorevoli e ben 184 contrari.
Ha quindi provato ad avvertire i parlamentari di pensare alla gente ma ormai la votazione ne aveva sancito la sconfitta.
Ipotesi elezioni anticipate, si terrebbero a novembre
A seguito della batosta in parlamento con 2 decreti su 2 bocciati, Sanchez deciderà questo fine settimana se andare alle elezioni anticipate.
Qualora dovesse decidere per chiamare gli elettori iberici alle urne, le votazioni si terranno il prossimo 29 novembre, come riporta TGCom24.
La data è la prima utile all’interno del calendario elettorale, nel frattempo la bocciatura dei decreti casa ha portato centinaia di persone a protestare davanti al Congresso allo slogan “la lotta è l’unica strada”.
Per la giornata di domani, sabato 3 ottobre, sono state infatti convocate manifestazioni di protesta relativamente al tema casa, molto sentito nella penisola iberica, in ben 50 città della nazione.
E’ bene ricordare che la bocciatura dei decreti non significa un’automatica caduta di governo e rispettiva chiamata al voto.
