Nel cuore della notte, i campi di Bottedo, nella zona di Lodi Vecchio, sono diventati il teatro di una tragedia che ha colpito l’intera comunità. Il corpo del quindicenne Jacopo Trabattoni è stato scoperto intorno alle 21:30, sollevando subito una serie di domande sul motivo per cui il giovane si trovasse in quella posizione.
Le prime ricostruzioni suggeriscono che il ragazzo si fosse arrampicato su un traliccio elettrico di più di 20 metri, forse per scattare un selfie o per partecipare a una sfida social che ha ripetutamente spinto i giovani a mettere alla prova i propri limiti.
La scomparsa di Jacopo Trabattoni era già stata segnalata la sera precedente dalla madre, preoccupata perché il figlio non era rientrato a casa.
L’allarme è partito quando, in assenza di notizie, la donna ha contattato le autorità locali, avviando le ricerche nella zona. Dopo ore di operazioni di ricerca, il corpo è stato localizzato tra i campi che si estendono tra Lodi e Lodi Vecchio, una zona abitualmente tranquilla ma che quella notte è stata teatro di un drammatico ritrovamento.
Ritrovamento del corpo nei campi di Bottedo
Il ritrovamento è avvenuto in una zona rurale dove la vegetazione rende difficile un intervento rapido. Il corpo è stato scoperto da alcuni passanti che, notando un movimento insolito sull’ampio traliccio elettrico hanno avvisato immediatamente i soccorsi. Lì, i vigili del fuoco del comando provinciale di Lodi sono intervenuti con apparecchiature specializzate, garantendo la sicurezza dell’area e procedendo al recupero della salma. Parallelamente, le squadre volanti della Polizia di Stato hanno sorvolato la zona per assicurare il perimetro e supportare le operazioni sul terreno.
Intervento dei vigili del fuoco e della Polizia di Stato
Grazie alla rapidità dell’intervento dei vigili del fuoco è stato possibile estrarre il corpo senza ulteriori rischi di folgorazione, nonostante i segni di scossa elettrica osservati sul cadavere. La presenza delle forze di polizia ha consentito di mantenere l’area sgombra da curiosi, preservando le prove per le indagini successive. Il cadavere è stato poi consegnato alle onoranze funebri che lo hanno trasportato all’Istituto di Medicina legale di Pavia per gli accertamenti tecnici necessari.
Ipotesi sulla dinamica: sfida social o allenamento
Le prime ricostruzioni indicano che il giovane, appassionato di parkour e skateboard, avrebbe potuto considerare il traliccio elettrico una “sfida” da superare, forse in chiave di allenamento. Tuttavia, la presenza di un possibile selfie al momento della caduta ha spinto gli inquirenti a ipotizzare una sfida social fenomeno sempre più diffuso tra gli adolescenti. Un ulteriore elemento di rilievo è il calo di tensione sulla rete elettrica registrato nello stesso momento dell’incidente, che ha interessato un’ampia zona di campi e abitazioni, alimentando ulteriori sospetti sulla dinamica dell’accaduto.
Il caso è ora sotto la responsabilità della Procura di Lodi diretta da Laura Pedio che ha disposto l’autopsia per chiarire le cause esatte del decesso. Si attende il risultato degli esami anatomico-legali, che potranno confermare se la morte è stata provocata da una folgorazione diretta, da una caduta dall’altezza o da una combinazione di entrambi i fattori. Nel frattempo, la comunità locale resta sconvolta, mentre la discussione su quanto i social network possano influenzare i comportamenti a rischio continua a crescere.
