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Costa Concordia, la notte del naufragio e la vita di Schettino oggi: Netflix riapre il caso

Costa Concordia, la notte del naufragio e la vita di Schettino oggi: Netflix riapre il caso

Schettino, i risarcimenti e la memoria delle vittime: il naufragio della Costa Concordia protagonista con il docufilm su Netflix.

Il 13 gennaio 2012 la Costa Concordia naufragò davanti all’Isola del Giglio dopo una manovra azzardata che causò la morte di 32 persone e ferì 157 passeggeri. A quasi quindici anni dalla tragedia, il caso torna al centro dell’attenzione grazie al docufilm Netflix Costa Concordia: incubo in mare, che ricostruisce quei momenti attraverso testimonianze, immagini inedite e documenti dell’epoca, riportando alla luce le responsabilità di Schettino, conseguenze giudiziarie e il ricordo di una delle più gravi tragedie in mare.

Il docufilm Netflix ‘Costa Concordia: incubo in mare’

A riportare nuovamente l’attenzione internazionale sulla vicenda è stato il docufilm Netflix Costa Concordia: incubo in mare (Shipwrecked: Nightmare at Sea), diretto dal regista britannico James Rogan. La produzione, della durata di 87 minuti, non si limita a una semplice ricostruzione giornalistica, ma utilizza immagini private dei passeggeri, registrazioni audio della nave e trascrizioni certificate provenienti dai sistemi di bordo.

Attraverso quei filmati, spesso confusi e segnati dalla paura, emerge il clima di incredulità e caos vissuto dalle persone presenti durante l’inclinazione progressiva della nave. Il documentario analizza soprattutto i momenti dell’evacuazione, evidenziando come i ritardi nelle comunicazioni e nell’ordine di abbandono abbiano contribuito ad aumentare la gravità della situazione. Parallelamente, il film ripropone alcune dichiarazioni rilasciate da Schettino dopo l’incidente, tra cui le frasi con cui cercò di difendersi pubblicamente: «Io ho eseguito una normale manovra turistica», «Quello scoglio non era segnato sulle carte» e «Non è vero che ho abbandonato la nave, me ne sono andato per ultimo».

Queste affermazioni sono state successivamente messe in discussione dalle ricostruzioni giudiziarie e dai materiali d’archivio utilizzati nel documentario.

La notte del naufragio della Costa Concordia: la vita di Schettino oggi

Il 13 gennaio 2012 la Costa Concordia, una delle più grandi navi da crociera dell’epoca con un peso di circa 114.000 tonnellate, naufragò davanti all’Isola del Giglio dopo una manovra di avvicinamento alla costa finita in tragedia. L’impatto contro gli scogli delle Scole avvenne alle 21:45 e provocò uno squarcio di circa 70 metri nello scafo, il blackout della nave e l’allagamento dei compartimenti interni. Quella che doveva essere una manovra di “inchino”, si trasformò in uno dei più gravi incidenti marittimi della storia recente: morirono 32 persone e altre 157 rimasero ferite.

Le indagini hanno individuato nell’ex comandante Francesco Schettino il principale responsabile della sequenza di decisioni che portò al disastro. Secondo l’accusa, la navigazione troppo vicina alla costa e la successiva gestione dell’emergenza contribuirono ad aggravare le conseguenze dell’incidente. Schettino è stato condannato definitivamente dalla Corte di Cassazione a 16 anni di reclusione per omicidio colposo plurimo, lesioni, naufragio colposo e abbandono della nave. Dal 12 maggio 2017 si trova nel carcere romano di Rebibbia, dove ha mantenuto una condotta considerata regolare, dedicandosi anche a percorsi di formazione universitaria in ambito giuridico e giornalistico.

Nel corso degli anni l’ex comandante ha continuato a sostenere la propria versione dei fatti, affermando di non essere l’unico responsabile della scelta dell’inchino e dichiarando che tale decisione fosse stata condivisa. Dopo la condanna ha ottenuto la possibilità di usufruire di alcuni permessi, mentre nell’aprile 2025 avrebbe deciso di ritirare la richiesta di semilibertà lavorativa presentata dai suoi avvocati. Il progetto prevedeva un’attività presso la Fabbrica di San Pietro in Vaticano, con un incarico legato alla digitalizzazione di archivi e beni culturali, ma la proposta non sarebbe andata avanti per difficoltà organizzative e contrattuali.

Risarcimenti, conseguenze ambientali e il ricordo della tragedia della Costa Concordia

Dopo il naufragio è iniziato un lungo percorso di risarcimenti: Costa Crociere ha raggiunto accordi con circa l’85% delle persone a bordo, tra cui 2.623 passeggeri e 964 membri dell’equipaggio, per un totale di 66,5 milioni di euro. I superstiti hanno ricevuto generalmente tra gli 11mila e i 14mila euro, mentre alcuni casi sono stati valutati dai tribunali per danni psicologici più gravi.

La tragedia ha avuto conseguenze anche sull’ambiente marino dell’Isola del Giglio: il relitto ha danneggiato fondali protetti, tra cui le praterie di Posidonia oceanica e il Coralligeno. Per favorire il recupero dell’ecosistema è stato avviato un progetto di ripristino ambientale su circa 2.100 metri quadrati di area marina. La rimozione della Costa Concordia si è conclusa definitivamente a Genova il 7 luglio 2017 attraverso il progetto di smantellamento denominato “green ship recycling”, che ha permesso il recupero e il riciclo di circa il 90% dei materiali della nave. Oggi del grande relitto non resta più nulla, ma la memoria dell’incidente continua a essere custodita dalla comunità del Giglio.

Dal 2015, ogni 13 gennaio viene celebrata la “Giornata delle vittime della Costa Concordia”, un momento dedicato al ricordo delle persone che persero la vita e al riconoscimento della solidarietà dimostrata dagli abitanti dell’isola.

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