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«Accendo il motore per non congelare, non riesco più a lavorare». La triste storia di Gaetano

«Accendo il motore per non congelare, non riesco più a lavorare». La triste storia di Gaetano

Malato di cuore e affetto da sclerodermia, Gaetano vive in auto a Viterbo: dopo le dimissioni dal Gemelli, non ha un alloggio adeguato e aspetta risposte dal Comune.

A 61 anni, con gravi problemi cardiaci e una malattia rara che gli provoca lesioni alla pelle, Gaetano è costretto a vivere nella sua auto a Viterbo. Con un assegno di inclusione da 460 euro al mese non riesce a permettersi un alloggio e a sostenere le spese mediche. Dopo il ricovero al Policlinico Gemelli, la sua situazione resta difficile: la Caritas gli offre un posto per la notte, ma al mattino deve tornare in macchina, esposto al freddo.

Gaetano vive in auto a Viterbo: la storia del 61enne malato e senza casa

Ha 61 anni, ha lavorato per gran parte della sua vita come fabbro serramentista e oggi si trova a fare i conti con gravi problemi di salute e l’impossibilità di permettersi un’abitazione. Come riportato da Viterbo Today, è la storia di Gaetano, che vive a Viterbo e può contare su un assegno di inclusione di appena 460 euro al mese, una somma insufficiente per pagare un affitto, acquistare i farmaci e sostenere le spese necessarie per vivere.

Per oltre sei mesi la sua automobile è stata l’unico rifugio in cui dormire, mentre da mercoledì 7 ottobre ha trovato ospitalità notturna presso la Caritas. La permanenza nella struttura, tuttavia, è limitata alle ore notturne: alle 8 del mattino deve uscire e trascorrere il resto della giornata in macchina, esposto alle temperature sempre più rigide dell’autunno.

Una situazione particolarmente pericolosa per le sue condizioni cliniche, tanto che l’uomo racconta di dover accendere il motore per riscaldarsi. «Ogni tanto mi tocca accendere per scaldarmi perché altrimenti si congela», spiega. La sua storia a Viterbo è iniziata circa quattro anni fa, quando ha deciso di trasferirsi dalla Lombardia per ricevere assistenza sanitaria. A Monza, dove lavorava, aveva cominciato ad accusare problemi cardiovascolari e polmonari, ma durante il periodo della pandemia le liste d’attesa erano bloccate. Su consiglio di un’amica ha quindi raggiunto la Tuscia, dove ha potuto riprendere i controlli cardiologici. Inizialmente era riuscito a trovare una sistemazione in un rifugio per animali, offrendo il proprio lavoro in cambio di un alloggio. Con il peggioramento delle condizioni fisiche, però, non ha più potuto proseguire quell’attività. «Prima lavoravo a Monza come fabbro serramentista. Solo che adesso non sono in grado di fare più niente perché non riesco neanche a tenere un cacciavite in mano», racconta a Viterbo Today.

L’intervento al cuore, la sclerodermia e la richiesta di Gaetano al Comune

Il quadro sanitario di Gaetano è particolarmente complesso. L’uomo convive con le conseguenze di un infarto miocardico acuto, un’insufficienza cardiaca con frazione d’eiezione ridotta e una fibrosi polmonare. A queste patologie si aggiunge la sclerodermia sistemica, una malattia autoimmune che colpisce i tessuti connettivi e può compromettere anche gli organi interni. La patologia ha provocato un progressivo indurimento della cute, che si lacera persino durante i normali movimenti delle mani. «Con la sclerodermia sistemica la cute si è indurita», spiega Gaetano, ricordando le difficoltà incontrate durante il ricovero: «Al Gemelli hanno fatto fatica persino a mettermi l’ago al braccio perché la pelle è molto spessa, alla fine me l’hanno messa al collo. Ho la pelle talmente indurita che a ogni movimento che faccio con la mano si spacca».

Le ferite e le bolle che si formano sulla pelle aumentano inoltre il rischio di infezioni, rendendo ancora più complicata la permanenza in un ambiente non adeguato. Il 5 ottobre scorso, al Policlinico Gemelli di Roma, è stato sottoposto a un nuovo intervento per l’impianto di uno stent coronarico, dopo un’operazione analoga affrontata nel novembre precedente. Dimesso il 6 ottobre, non ha però potuto contare su una sistemazione idonea per il periodo successivo all’intervento. «Al Gemelli hanno chiesto al Comune di Viterbo di prendere provvedimenti perché con le malattie che ho mi serve un luogo sicuro al caldo», racconta, aggiungendo che i medici avrebbero inviato una comunicazione per segnalare l’impossibilità di continuare a dormire in automobile. In un primo momento, dopo essersi rivolto agli uffici comunali, gli sarebbe stata prospettata una soluzione abitativa entro 30 giorni. Successivamente, però, la situazione sarebbe cambiata: «Mi hanno parlato di convivenza con qualcun altro e un progetto. Insomma, da quello che ho capito non se ne fa niente».

A rendere ancora più difficile la situazione è la questione dell’invalidità. Dopo aver presentato una richiesta di aggravamento nel settembre dell’anno precedente, a marzo l’Inps gli ha riconosciuto il 65%, rispetto al precedente 55%. Gaetano ha quindi presentato ricorso, convinto che la gravità della sua malattia giustifichi il riconoscimento del 100%, e ora attende l’udienza. «Se prendo quella somma mi affitto un appartamento in autonomia, ma ora non posso farlo: l’assegno d’inclusione è di 460 euro al mese», afferma.

Nel frattempo, il freddo continua a rappresentare un pericolo concreto: durante un controllo alla guardia medica, racconta, non è stato possibile misurargli la saturazione dell’ossigeno perché aveva le mani congelate. Una condizione di fragilità che rende urgente trovare una sistemazione stabile e riscaldata, affinché possa affrontare le cure senza essere costretto a trascorrere le giornate nella propria automobile.

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