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Occupazione, a novembre persi 27 mila posti di lavoro

I dati sull'occupazione di novembre 2022 sono negativi

L'occupazione in Italia è stabile su scala annuale ma a novembre sono andati persi 27 mila posti di lavoro: la causa nei troppi contratti a termine

Da un report dell’Istat arrivano i dati sull’occupazione e sono dati che dicono che a novembre sono andati persi 27 mila posti di lavoro.

Si registra dunque una lieve flessione del mercato del lavoro dopo due mesi di crescita netta ma ci sono motivi precisi che rimandano a congiunture di comparto e non all’azione della politica o del governo. Cosa accade dunque all’economia italiana? Che il mercato del lavoro è in frenata nel mese di novembre: lo dicono i dati provvisori diffusi oggi dall’Istat sotto ai quali torna a fare capolino il segno meno.

Novembre, persi 27 mila posti di lavoro

Quel report spiega che il tasso di occupazione scende al 60,3% (-0,1 punti), quello di disoccupazione è stabile al 7,8 mentre sale al 34,5% il tasso di inattività (+0,1 punti). Ma allora cosa è accaduto? Che se da un lato e su base annua il numero di occupati a novembre supera quello di novembre 2021 dell’1,2% con un aumento che coinvolge uomini, donne e tutte le classi d’età, fanno eccezione dall’altro i 35-49enni per effetto della dinamica demografica negativa.

L’effetto dei contratti a termine scaduti

In pratica il tasso di occupazione nel suo complesso è in aumento di un punto percentuale e la diminuzione del numero di occupati è meno marcata di quella della corrispondente popolazione complessiva. Ma quella a cui ci si riferisce tuttavia è una “diminuzione congiunturale del numero di occupati”. Essa infatti è frutto del calo dei dipendenti permanenti (-0,6%) che si contrappone all’aumento dei dipendenti a termine (+2%) e degli autonomi (+0,1%).

A fare le spese di questo taglio dei posti di lavoro sono le donne e i 35-49enni.