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Ondate di calore: perché l'Italia non registra picchi di mortalità come il nord Europa

Ondate di calore: perché l'Italia non registra picchi di mortalità come il nord Europa

Mentre il nord Europa affronta un aumento di mortalità per il caldo, l'Italia resiste meglio. Scopri i motivi e le misure di prevenzione attivate dal ministero della Salute.

Mentre molte nazioni del nord Europa stanno registrando un aumento preoccupante di decessi legati alle ondate di calore, l’Italia sembra affrontare meglio questa emergenza climatica. A fare il punto della situazione è Maria Rosaria Campitiello, capo dipartimento Prevenzione del ministero della Salute, che ha chiarito come i dati italiani differiscano significativamente dalle proiezioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms).

La differenza fondamentale, spiega Campitiello, risiede nella metodologia di raccolta dei dati. Mentre l’Oms utilizza proiezioni statistiche per stimare l’impatto del caldo sulla mortalità, il ministero della Salute si basa su dati reali e concreti. Questo approccio differente rende i due set di informazioni non direttamente confrontabili.

Perché l’Italia resiste meglio al caldo estremo

Un fattore chiave che contribuisce alla maggiore resilienza degli italiani è l’abitudine alle alte temperature. La popolazione italiana, infatti, è più preparata a gestire le ondate di calore rispetto a quella del nord Europa, dove le temperature estreme sono meno frequenti. Tuttavia, questo non significa che si possa abbassare la guardia.

Campitiello ha sottolineato l’importanza di mantenere alta l’attenzione, soprattutto per le fasce più vulnerabili della popolazione, come anziani, bambini e donne in gravidanza.

Per questo motivo, il ministero della Salute ha emanato una circolare per allertare tutti i Pronto soccorso e le Regioni, invitandoli ad attivare reti di risposta medica, coinvolgendo anche i medici di famiglia e le Case di comunità.

Le misure di prevenzione attivate dal ministero della Salute

Dal 2026 è attiva una cabina di regia specifica per le ondate di calore, e il piano nazionale caldo è operativo dal 25 maggio scorso. Questi strumenti permettono di monitorare costantemente la situazione e di intervenire tempestivamente in caso di necessità. “Stiamo monitorando la situazione”, ha affermato Campitiello, “senza allarmismi, ma valutando il reale pericolo”.

Un altro aspetto cruciale è la gestione dei Pronto soccorso. Per evitare sovraffollamenti, il ministero ha invitato i cittadini a recarsi in ospedale solo in caso di reale urgenza. Questo approccio mira a garantire che le risorse mediche siano utilizzate in modo efficiente e che i pazienti più bisognosi ricevano le cure necessarie.

Le misure attivate dal ministero della Salute e la consapevolezza dei cittadini sono elementi chiave per affrontare al meglio questa sfida climatica.

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