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Padova, aereo precipitato: morto Egidio Gavazzi, fondatore della rivista “Airone”

L’aereo di piccole dimensioni precipitato a Padova ha causato la morte di Egidio Gavazzi, editore e fondatore della storica rivista “Airone”.

Padova

Un aereo da turismo di piccole dimensioni, un Beechcraft Bonanza 35, si è schiantato contro un albero, in prossimità dell’aeroporto civile “Gino Allegri” di Padova: in seguito all’impatto, il velivolo ha preso fuoco e ha causato la morte del pilota.

Padova, aereo precipitato: morto Egidio Gavazzi, le dinamiche dell’incidente

Nella tarda mattinata di sabato 19 giugno, poco dopo le ore 13:00, un Beechcraft Bonanza 35 è precipitato in via Sorio, una strada cittadina particolarmente trafficata, vicina all’aeroporto civile “Gino Allegri” di Padova.

Sulla base delle ricostruzioni sinora effettuate, il mezzo stava effettuando le manovre di atterraggio quando si è scontrato con un albero, finendo poi per abbattersi nel cortile di un condominio. La vicenda potrebbe essersi verificata a causa di un errore oppure per un improvviso problema tecnico del mezzo.

Dopo lo schianto contro l’albero, il piccolo aereo ha preso fuoco, provocando la morte del pilota che non è riuscito a salvarsi. L’uomo, un 84enne originario di Milano, era l’unica persona presente a bordo del velivolo.

Sul posto, si sono recate due autopompe dei vigili del fuoco, due autobotti e dodici operatori coordinati dal comandante Cristiano Cusin dal funzionario di turno. I pompieri sono riusciti a spegnere l’incendio, recuperando il corpo carbonizzato del pilota.

In seguito all’incidente, non sono state registrate altre vittime, oltre all’84enne, o feriti e anche le auto presenti in zona non hanno riportato alcun tipo di danno.

Padova, aereo precipitato: morto Egidio Gavazzi, la ricostruzione degli eventi

Il pilota del Beechcraft Bonanza 35, deceduto dopo essersi scontrato con il suo mezzo contro un albero, è stato identificato come Egidio Gavazzi.

In relazione agli accertamenti sinora condotti, l’84enne sarebbe morto sul colpo: al momento, secondo le informazioni rilasciate dai carabinieri che si stanno occupando del caso, la sua salma è stata trasferita presso l’obitorio dell’Ospedale Civile di Padova, dopo essere stata estratta dalle lamiere dai vigili del fuoco.

Per quanto riguarda il drammatico incidente, sembra che Egidio Gavazzi fosse partito da Bresso, in provincia del capoluogo lombardo, verso le 10:00 del mattino e, dopo tre ore di volo, era pronto ad atterrare all’aeroporto di Padova. In questo frangente, l’uomo avrebbe perso il controllo del velivolo, colpendo l’albero e precipitando nel piazzale antistante l’entrata dell’aeroporto civile di Padova.

Gli inquirenti, inoltre, si sono mostrati convinti che il pilota si fosse reso conto di essere diretto contro un edificio e, per questo motivo, abbia tentato di virare per evitarlo.

Padova, aereo precipitato: morto Egidio Gavazzi, fondatore della rivista “Airone”

Egidio Gavazzi, unica persona a bordo dell’aereo che si è incendiato dopo essersi abbattuto al suolo, era nato nel 1937 a Erba, comune in provincia di Como, ma risiedeva a Milano da svariati anni.

L’uomo, discendente da una nobile famiglia originaria della Lombardia, ha praticato la professione di editore e ha fondato le riviste Airone, creata degli anni ’80 e dedicata ai reportage naturalistici, e Acqua.

Tra le passioni dell’84enne, figuravano la natura, il giornalismo e la fotografia ma si dedicava anche alla promozione di fondamentali battaglie ambientali. Amava gli animali.

Nel 2005, Egidio Gavazzi ha pubblicato un libro incentrato su uno degli aspetti più importanti della sua vita: il volo.

Il padre dell’84enne, infatti, era stato ufficiale pilota dell’aeronautica e la medesima carriera era stata intrapresa anche da tre dei suoi quattro fratelli minori. Lo stesso Egidio Gavazzi, del resto, aveva preso il brevetto di volo a vela nel 1954, all’età di 17 anni, seguito poi da quello di aeroplano e di elicottero.

A proposito dell’amore per il volo, Egidio Gavazzi affermava: “Amo un aereo come una ragazzina di scuderia può amare un cavallo. Il volo è la metafora della vita. E come per la vita un viaggio ha da essere lungo e avventuroso. Coloro che da bambini provano desiderio di volare scelgono un uccello nel quale immaginarsi. Io scelsi il nibbio. Predatore, individualista e vagabondo”.

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