La vicenda giudiziaria legata al cosiddetto Pandoro-Gate si è finalmente conclusa, segnando un punto di svolta per Chiara Ferragni e per l’ex manager Fabio Maria Damato. Dopo mesi di polemiche, silenzi e esposizione mediatica costante, le decisioni del tribunale hanno messo fine a un caso che ha inciso profondamente sulle loro vite personali e professionali.
Ecco il loro commento a distanza di ore dal verdetto dei giudici.
Il caso Pandoro-Gate, la parola fine di Chiara Ferragni: tra giustizia e consapevolezza
Chiara Ferragni è tornata a parlare dopo la chiusura definitiva del procedimento legato ai casi del pandoro Balocco Pink Christmas e delle uova di Pasqua Dolci Preziosi. Lo ha fatto prima sulle pagine del Corriere della Sera e poi attraverso i social, chiarendo sin dall’inizio l’esito giudiziario: “Il mio procedimento si è chiuso con un proscioglimento. Il giudice ha stabilito che non c’erano nemmeno i presupposti per un processo penale“. Una precisazione netta, che per l’imprenditrice rappresenta un punto fermo dopo un periodo complesso, come lei stessa riconosce: “Questi due anni sono stati a dir poco complessi“.
Non tanto per dubbi personali, quanto per il peso di un’esposizione costante, vissuta senza possibilità di replica. Ferragni ha ribadito di aver riconosciuto l’errore sul piano amministrativo, assumendosene la responsabilità: “Ho pagato, ho corretto, ho chiesto scusa“. Allo stesso tempo ha voluto distinguere con forza tra un’irregolarità e un’accusa penale, sottolineando che “una cosa è un errore amministrativo, un’altra è un reato penale. E non sono mai state la stessa cosa“. Oggi, dice, non c’è spazio per rivalse: “Non festeggio una vittoria. Oggi chiudo un capitolo“.
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Il caso Pandoro-Gate e la posizione di Fabio Maria Damato
Con la conclusione del caso Pandoro-Gate si è chiusa anche la vicenda giudiziaria dell’ex manager Fabio Maria Damato, per il quale è stato disposto il proscioglimento dopo la riqualificazione dell’accusa e l’estinzione del reato in assenza di querele, tutte ritirate in seguito ai risarcimenti.
Dopo due anni di silenzio, Damato ha affidato a Instagram uno sfogo carico di emozione: “Sono stati due anni di estremo dolore, sofferenza e spaesamento. Il mio silenzio autoimposto é stata la prova più dura di rispetto verso le autorità competenti e verso tutte le persone coinvolte nella vicenda“. Un silenzio scelto come segno di rispetto, che oggi lascia spazio alla rivendicazione della propria integrità: “La mia onestà e la correttezza umana che ho dimostrato sempre nel mio percorso di vita e di lavoro oggi sono state restaurate“.
Subito dopo, arriva una dichiarazione che molti hanno letto come una stoccata rivolta all’ex amica Chiara Ferragni: “Ci sono voluti anni per costruire una storia imprenditoriale e socio-culturale pionieristica studiata anche all’estero. Peccato aver voluto cancellare tutto in un soffio“. Nonostante il destino giudiziario condiviso, il legame personale e professionale tra Damato e Ferragni si è però spezzato. Da tempo i due non compaiono più insieme e, secondo quanto riportato da Gabriele Parpiglia, quel rapporto fatto un tempo di vicinanza quotidiana si sarebbe dissolto definitivamente.
Resta così una storia che si chiude sul piano legale, ma che lascia strascichi umani e relazionali difficili da ricomporre.