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Petrocelli, via libera Giunta per il Regolamento a scioglimento commissione Esteri: “Vendetta politica”

La Giunta per il Regolamento ha votato a favore dello scioglimento della commissione Esteri presieduta dal senatore del M5S Vito Petrocelli.

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La Giunta per il Regolamento ha votato a favore dello scioglimento della commissione Esteri presieduta dal senatore del Movimento 5 Stelle Vito Petrocelli.

Petrocelli, via libera Giunta per il Regolamento a scioglimento commissione Esteri

Nella giornata di martedì 10 maggio, la Giunta per il Regolamento di Palazzo Madama ha espresso parere favorevole rispetto allo scioglimento della commissione Esteri presieduta dal politico del Movimento 5 Stelle, Vito Petrocelli.

In questo modo, si consente alla presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati, di sciogliere la commissione e riorganizzarla, rimuovendo di fatto il dissidente del M5S dalla sua carica.

Nel corso degli ultimi giorni, 20 dei 22 membri che componevano la commissione Esteri hanno rassegnato le dimissioni e non sono stati sostituiti. Sono rimasti in carica, invece, il presidente Vito Petrocelli ed Emanuele Dessì di Cal.

In seguito alla ricezione delle dimissioni dei componenti della commissione Esteri, durante la conferenza dei capigruppo, è stato deciso di chiedere un parere alla Giunta su quanto accaduto.

In considerazione del parere favorevole della Giunta per il Regolamento, dunque, spetta ora al presidente del Senato valutare la situazione e stabilire in che modo procedere.

La reazione di Vito Petrocelli alla decisione della Giunta: “Vendetta politica”

Dopo aver appreso del parere favorevole della Giunta per il Regolamento del Senato, Vito Petrocelli ha commentato la decisione con le seguenti parole:

La decisione era nell’aria. La considero una vendetta politica.

Non ho ancora ricevuto nessuna notifica di espulsione dal M5S, a tutti gli effetti ne faccio ancora parte.

Il voto della giunta, a prescindere dalle motivazioni, dal mio punto è la logica conseguenza dell’ostracismo mediatico e politico da quando io ho deciso di votare contro la risoluzione che mandava armi all’Ucraina. Gran parte dei gruppi parlamentari sono schierati su un fronte guerrafondaio.

Vorrei fare ricorso, ma non so se ne vale la pena. Chiederò al mio esperto legale.

Mi sento abbandonato dal M5S? Tutto sommato sì, in 4 anni buona parte del programma del M5S del 2018 è scomparso. Non mi sento abbandonato dal Movimento in sé, ma abbandonato dalla perdita di una linea politica che avevamo scritto che è cambiata nel tempo.

Francamente mi importa poco chi sarà il prossimo Presidente di Commissione. Se pensano di nominare Casini sarebbe un passo indietro dannevole per questa legislatura.

Se Conte vuole cacciarmi è libero di farlo, non farò ricorso. Non è come questa vendetta politica, di azzerare una commissione che fino a 7 giorni fa funzionava benissimo.

Rifarei quel tweet con la Z? Sì, sono tempi in cui essere moderati serve a poco. L’ho fatto per provocare una situazione stagnante in cui ci sono persone normali che non vogliono aderire alla campagna dell’Ucraina aggredita. Il 25 aprile abbiamo visto sfilate con slogan neonazisti.

L’Ucraina ha il diritto di difendersi, come l’Italia, la differenza sta che per me, visto che avevamo una Costituzione che ormai è stata violata, non era compito del nostro paese mandare armi. Questo è tutto.

Siederò nel gruppo misto? Quando mi verrà notificata l’espulsione dal Movimento certamente. Rimanere lì a bagnomaria, e garantire al M5S di prendere la quota di contributo che ogni gruppo prende da un senatore, onestamente mi sono un po’ stancato.

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