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Piano di disarmo Hamas: Netanyahu apre a Trump, Idf si ritirano sulla Linea Gialla

Piano di disarmo Hamas: Netanyahu apre a Trump, Idf si ritirano sulla Linea Gialla

Il premier israeliano Benyamin Netanyahu avrebbe espresso disponibilità al piano di disarmo di Hamas proposto da Trump, mentre le Forze di Difesa Israeliane iniziano il ritiro verso la Linea Gialla.

La situazione nella Striscia di Gaza continua a evolversi rapidamente, con nuove dichiarazioni e mosse strategiche che potrebbero cambiare il corso del conflitto. Il premier israeliano Benyamin Netanyahu avrebbe espresso disponibilità a valutare il piano di disarmo di Hamas proposto dall’ex presidente Donald trump aprendo una nuova fase di negoziati. Contemporaneamente, le Forze di Difesa Israeliane (Idf) hanno iniziato un graduale ritiro verso la Linea Gialla segnando un possibile cambiamento nella strategia militare.

La notizia della disponibilità di Netanyahu a considerare il piano di Trump è emersa da una conversazione avvenuta la scorsa settimana con Jared Kushner consigliere del presidente statunitense. Secondo quanto riportato, il premier israeliano avrebbe affermato di essere disposto a dare una possibilità al piano, anche se la posizione ufficiale del governo israeliano rimane cauta.

La Casa Bianca ha confermato che non ci sono preoccupazioni riguardo a queste dichiarazioni, sottolineando che il ritiro delle truppe verso la Linea Gialla è un passo graduale e che gli attacchi contro la Striscia di Gaza sono stati interrotti.

La Jihad Islamica accetta la fase 2 del piano Trump

Mentre le trattative continuano, anche la Jihad Islamica Palestinese ha mostrato disponibilità a procedere con la fase 2 del piano di Trump, acconsentendo al disarmo.

Tuttavia, rimangono diversi nodi da sciogliere, in particolare riguardo alle condizioni per il ritiro delle truppe israeliane e il disarmo delle milizie palestinesi. La roadmap del piano, composta da 15 punti, è stata oggetto di dibattito, con divergenze su chi debba agire per primo: il ritiro delle truppe israeliane o il disarmo di Hamas.

Nel frattempo, le Idf continuano a colpire obiettivi nella Striscia di Gaza, rivendicando raid contro membri delle milizie palestinesi coinvolti nel massacro del 7 ottobre. Le operazioni militari proseguono nonostante le dichiarazioni di apertura al dialogo, creando un clima di incertezza e tensione. Mohammed Dahlan rivale di Abu Mazen nel Fatah, ha assicurato di aver ricevuto garanzie dagli Stati Uniti riguardo alla cessazione dei raid, invitando tutte le fazioni palestinesi a cessare le azioni armate per non compromettere l’accordo.

Le obiezioni di Israele e le ambiguità del piano

Israele ha sollevato tre obiezioni principali al piano di disarmo proposto dal Board of Peace. La prima riguarda l’immagazzinamento delle armi all’interno della Striscia di Gaza, mentre Israele chiede che vengano portate fuori dall’enclave. La seconda obiezione riguarda la partecipazione del Qatar e della Turchia nel meccanismo di monitoraggio del progresso delle varie fasi del piano. Infine, le Idf vogliono mantenere la libertà di azione anche nelle aree da cui si ritireranno, un punto che potrebbe essere al centro dei prossimi negoziati tra Israele e Libano.

Le ambiguità del piano, in particolare riguardo alla distinzione tra armi pesanti e armi personali hanno lasciato scettica l’opinione pubblica israeliana. Gadi Eizenkot principale rivale di Netanyahu nella corsa elettorale, ha parlato di un possibile fallimento del piano, sottolineando i rischi di una nuova guerra civile in Palestina. Secondo alcune fonti, Hamas starebbe già trasferendo le armi personali a uomini sotto copertura civile, un segnale che le tensioni potrebbero non essere ancora risolte.

La situazione rimane complessa e in evoluzione, con molte incognite sul futuro della Striscia di Gaza e delle relazioni tra Israele e le milizie palestinesi. Le prossime settimane saranno cruciali per capire se il piano di disarmo proposto da Trump potrà effettivamente portare a una soluzione duratura o se, invece, le tensioni continueranno a persistere.

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