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Giovanni Toti a Berlusconi: “Non si candidi alle europee”

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Toti: "Berlusconi ha fatto tante battaglie, con grande successo e onore, ma credo che oggi Fi non sia nelle condizioni ottimali per le europee"

Giovanni Toti
Giovanni Toti

“Modificheremo il simbolo ma ci sarà sempre Forza Italia”. Lo ha detto Silvio Berlusconi a proposito della lista con cui gli azzurri si presenteranno alle prossime Europee. “L’Altra Italia non è un partito, non è un movimento, è stata una mia definizione per indicare quella parte di italiani che secondo me la pensa come noi”, aveva fatto sapere l’ex premier. Ma Giovanni Toti avverte: “Berlusconi non si candidi”.

Giovanni Toti su Berlusconi

“È una sua scelta, ma onestamente io consiglierei a Berlusconi di non candidarsi alle europee. Il presidente in passato ha fatto tante battaglie, con grande successo e onore, ma credo che oggi Fi non sia nelle condizioni ottimali per questa corsa”. Lo ha dichiarato in una recente intervista all’Adnrkonos il governatore della Liguria Giovanni Toti, consigliere politico dello stesso Berlusconi.

Toti ha bocciato anche l’idea lanciata da Silvio Berlusconi di andare a caccia di grillini scontenti per dar vita a un nuovo governo di centrodestra.

“L’operazione scoiattolo? Gli scoiattoli li lascerei al campo della zoologia, ai documentari sulla natura e non al Parlamento”, è stato il suo commento. E su un’eventuale nuova maggioranza di centrodestra con il soccorso dei parlamentari delusi in caso di crisi del governo Conte, ha dichiarato: “Non so se è possibile. Io lo riterrei molto inutile, forse addirittura dannoso”.

Poi il suo auspicio: “Ritengo che sia il centrodestra sia il centrosinistra debbano compiere un percorso di maturazione per tornare la governo. L’opinione pubblica non vedrebbe di buon occhio l’ennesimo tentativo di trasformismo parlamentare dopo un governo come quello gialloverde fatto con la colla. Oggi vedere un ulteriore ribaltone con un pezzo di partito che si spacca e una serie di novelli responsabili, non è esattamente quello che la gente vuole”.

Toti sul governo Lega-M5S

“La mia convinzione profonda è che metà del successo (e forse più di metà) dei grillini e, in parte anche di Salvini, derivi dalle colpe di Fi e di Renzi, ovvero dall’incapacità dei partiti con vocazione di governo di dare ascolto e risposte alle esigenze del Paese”, ha dichiarato il governatore ligure.

Giovanni Toti torna a lanciare un j’accuse nei confronti del suo partito e dei suoi vertici.

Fi ha snobbato con qualche sciatteria l’esigenza di rinnovamento, di democrazia interna, di meritocrazia e di cambiamento dei propri quadri. La ‘base’ è andata via”. E ancora: “L’opposizione che facciamo in Parlamento, talvolta quasi indistinguibile da quella del Pd, non è la risposta che i nostri elettori cercano”.

Quindi avverte: “Fi si deve aprire, si deve aprire alla democrazia, deve trovare una sua posizione chiara in Europa, deve trovare un equilibrio. Così non si può andare avanti”. Infatti, non nasconde che “la matematica parla chiaro: avevamo 9 milioni di voti, oggi viaggiamo intorno ai 4 milioni, eravamo il primo partito del centrodestra, ora spesso le liste dei governatori e dei sindaci sopravanzano i voti di Fi, come quella mia e di Bucci a Genova”.

Ma ha concluso: “Nel complesso Fi resta una forza politica moderata del 18% ma chi oggi è andato a fare un’esperienza civica non tornerà in una Fi che non si è rinnovata”.

Nata a Varese, classe 1996, è laureata in Comunicazione. Collabora con Notizie.it.


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Asia Angaroni

Nata a Varese, classe 1996, è laureata in Comunicazione. Collabora con Notizie.it.

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