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Covid, Giuseppe Conte annuncia il nuovo Dpcm

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Giuseppe Conte annuncia nuovo Dpcm: "Dobbiamo gestire la pandemia senza essere sopraffatti"

Giuseppe Conte coronavirus
Giuseppe Conte corona-virus

Il discorso del Premier Giuseppe Conte sulle nuove misure anti Covid contenute nell’ultimo Dpcm è slittato alle 13.30 di domenica 25 ottobre. Annunciato per la serata di sabato, è stato poi spostato per il protrarsi del vertice a Palazzo Chigi.

Non una semplice comunicazione, ma una vera e propria conferenza stampa per spiegare cosa cambierà con il terzo Dpcm in meno di tre settimane.

Dpcm anti-Covid, parla Giuseppe Conte

Nella bozza che era anticipatamente circolata si parlava di coprifuoco a partire dalle 18 e di “forte raccomandazione” ad evitare gli spostamenti, attuando di fatto un auto-lockdown. Le nuove misure si stanno rendendo necessarie dopo l’escalation dell’epidemia.

Dobbiamo ricordare che nella penultima settimana di ottobre si sono susseguite notizie allarmanti, da ogni regione d’Italia. Sabato 24 ottobre i nuovi contagi erano saliti a 19.644 casi con 151 morti in più del giorno prima. Dati, questi ultimi, che hanno portato a una richiesta da parte di un centinaio tra scienziati, medici e professori universitari di misure più stringenti.

Nella bozza del testo circolata nelle giornata di sabato si faceva accenno a restrizioni particolarmente forti.

Tra queste la chiusura di piscine, palestre e un aumento della didattica a distanza. Il Ministro della Salute Roberto Speranza aveva parlato di “misure rigorose, robuste e serie” per “governare la curva e raffreddare la situazione” epidemiologica, evitando di arrivare a “misure più drastiche”. “Abbiamo un’impennata significativa – aveva spiegato – e dobbiamo fare i primi interventi per iniziare a stringere e dare un segnale al Paese che stava cambiando qualcosa. Non possiamo avere l’obiettivo immediato di azzerare RT, che ieri era ad una media nazionale di 1.5, ma dobbiamo assolutamente abbassarlo perché non è sostenibile”.

Il discorso

“Abbiamo analizzato i dati epidemiologici – ha principiato Conte rivolgendosi ai giornalisti (era solo, e non accompagnato come di consueto in questi momenti da Casalino) -. Non possiamo essere indifferenti. Il numero medio di infezioni ha raggiunto la soglia critica. Gli ultimi dati che abbiamo analizzato da venerdì anche con gli esperti del Cts sono gravi. L’analisi della curva epidemiologica segnala una rapida crescita. In tutti i territori della nostra penisola la diffusione del contagio e lo stress sul sistema sanitario nazionale hanno raggiunto livelli preoccupanti.

L’indice Rt ha raggiunto la soglia critica di 1,5. Il Governo si è dato un obbiettivo chiaro: gestire la pandemia senza essere sopraffatti“.

Dobbiamo evitare di ritrovarci nella condizioni di scegliere tra la salute o l’economia – ha spiegato Conte -. Abbiamo optato per nuove misure per contenere il numero dei contagi e che permettano, in questa fase, di non danneggiare ulteriormente i settori più in crisi del nostro Paese. Entreranno in vigore a partire da lunedì”. Inoltre ha ricordato: “Quello della salute è un diritto imprescindibile“.

“Un Natale sereni”

“Confidiamo di arrivare al Natale con predisposizione d’animo serena. Spero che queste nuove misure anti Covid bastino. Comunque, a Natale, anche se arriveranno le prime dosi dei vaccini, potremo tutti abbracciarci e fare feste e festicciole. L’importante è arrivarci sereni”, ha continuato il Premier.

Dpcm anti Covid, le limitazioni

Come era prevedibile, le prime restrizioni hanno riguardato il settore della ristorazione. “Bar, pub, ristoranti, gelaterie e pasticcerie potranno rimanere aperte dalle 5 alle 18 con il divieto di superare le quattro persone sedute al tavolo, a meno che non siano tutte conviventi. Dopo potranno operare il servizio da asporto”. “Se fossi un ristoratore anche io proverei rabbia nei confronti del Governo – dice Conte -. Anche io se fossi dall’altra parte avrei motivo di essere arrabbiato”. “Ma non possiamo permettere che il Paese cada nella violenza – conclude, riferendosi agli scontri di Napoli -. La violenza non è da Paese civile”.

Per quanto riguarda la scuola e gli uffici pubblici, “cercheremo di puntare sulla didattica a distanza e lo smart working“. Rimangono “chiuse le palestre, le piscine, i centri benessere”. Vietate, fino a nuovo ordine, “manifestazioni, feste cittadine e sagre”. Rimarranno aperti “i musei, ma con gli accorgimenti necessari”.

Indennizzi e aiuti

E ancora: “Non attueremo un coprifuoco. Non ci piace la parola e non è quello che vogliamo trasmettere”. “Siamo consapevoli delle difficoltà che grandi settori dell’economia e molti cittadini stanno affrontando – sottolinea il Premier -. Come siamo consapevoli dello stress e dai problemi psicologici provocati dall’epidemia. Siamo vicini a ogni cittadino, anche economicamente. Presto saranno pronti aiuti e per coloro a cui l’epidemia ha chiesto il tributo più alto, per chi ha visto perdere il posto di lavoro, per chi ha dovuto chiudere“.

“I nuovi indennizzi e ristori” per chi è penalizzato dalle nuove misure anti Covid ”sono tutti aggiunti a quelli già in vigore e confidiamo di andare in Gazzetta Ufficiale già martedì – spiega Conte che poi annuncia: ”Arriveranno nuovi contributi a fondo perduto. Ci sarà un credito d’imposta per gli affitti commerciali per i mesi di ottobre e novembre. Verrà cancellata la seconda rata Imu dovuta entro il 16 dicembre”.

“Siamo un grande Paese”

A conclusione del suo discorso, il Premier Conte si è appellato al senso di responsabilità di ogni cittadino. “Se ognuno farà la sua parte, usciremo presto dalla crisi. Tuttavia, in questa fase, l’attenzione deve rimanere alta. Presto, tra qualche mese, dovrebbe arrivare il vaccino. Se questa scadenza sarà rispettata, l’Italia risorgerà vincente e più forte di prima“. Inoltre ricorda: “Dovremo fare tutti dei piccoli sacrifici. Se non entriamo nella logica dei piccoli sacrifici, non riusciamo a gestire la pandemia e a tenere sotto controllo la curva”. Infine: ”L’Italia è un grande Paese e se è grande una volta, è grande sempre”.

Nato il 18 luglio del 1990, vive a Cassina de' Pecchi. Si è laureato in Storia per seguire la propria voglia di conoscere il passato, ho iniziato l'attività giornalistica per analizzare il presente e le sue innumerevoli contraddizioni. Collabora con Metropolis Notizie e Notizie.it.


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Mattia Pirola

Nato il 18 luglio del 1990, vive a Cassina de' Pecchi. Si è laureato in Storia per seguire la propria voglia di conoscere il passato, ho iniziato l'attività giornalistica per analizzare il presente e le sue innumerevoli contraddizioni. Collabora con Metropolis Notizie e Notizie.it.

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