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“Whatever it takes”, l’espressione di Mario Draghi che cambiò l’Europa

Nel 2012, l’allora presidente della Bce Mario Draghi pronunciò l’espressione “Whatever it takes”, destinata a cambiare per sempre la storia dell’Europa.

Whatever it takes

L’espressione “Whatever it takes”, coniata nel 2012 dall’allora presidente della Bce Mario Draghi, può essere tradotta in italiano come “costi quel che costi” o anche come “tutto ciò che è necessario”.

Per il suo significato, il “Whatever it takes” è stata spesso menzionato nel corso dei primi mesi che hanno caratterizzato lo svilupparsi dell’emergenza sanitaria causata dal coronavirus.

In tempi più recenti, poi, durante i giorni dell’ultima crisi di governo italiana e ancor più dopo la convocazione di Mario Draghi al Quirinale comunicata dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, la locuzione è stata e continua ad essere pronunciata in modo sempre più frequente, assumendo quasi le caratteristiche di un mantra.

“Whatever it takes” di Draghi nella Treccani

Nel 2020, la Treccani ha creato una pagina apposita dedita al “Whatever it takes” evocato da Mario Draghi nel 2012, nella quale vengono spiegati contesto e nascita dell’affermazione.

Rispetto alla genesi dell’espressione, infatti, la Treccani riporta quanto segue: «È il 26 luglio del 2012. L’Europa dell’euro è in grande difficoltà. Sale lo spread in molti Paesi. In Grecia tornano a soffiare pesanti venti di crisi. L’euroscetticismo inglese si gonfia. Draghi, da meno di un anno Presidente della Banca centrale europea, sale sul palco della conferenza di Londra e, senza troppi preamboli, dopo una manciata di minuti di introduzione, pronuncia la frase che cambia la storia della crisi: ‘Entro il suo mandato la Bce preserverà l’euro, costi quel che costi (whatever it takes).

E, credetemi, sarà abbastanza’. Whatever it takes. Da quel momento, si può dire che l’Europa diventi l’Europa di Mario Draghi».

Il “Whatever it takes” contro il Covid

Il “Whatever it takes” è stato ripetutamente citato e invocato, non solo in Italia, nell’ambito della pandemia provocata dal SARS-CoV-2. Durante l’emergenza sanitaria, infatti, Mario Draghi ha espresso la propria opinione circa una delle possibili reazioni economiche da adottare rispetto alla crisi indotta dal coronavirus, rilasciando un’intervista al Financial Times.

La proposta avanzata da Draghi è stata esplicitata dall’ex presidente della Bce in questi termini: «Le banche devono rapidamente prestare fondi a costo zero alle aziende preparate a salvare posti di lavoro. Poiché in tal modo esse diventano veicoli di politica pubblica, il capitale di cui necessitano per eseguire questo compito deve essere fornito dallo Stato sotto forma di garanzie pubbliche su tutti gli sconfinamenti aggiuntivi di conto o sui prestiti».

La riflessione di Draghi, diffusa dal Financial Times, è stata riportata poi da numerosi giornali italiano e internazionali assumendo le sembianze di una sorta di “Whatever it takes” da attuare contro il Covid.


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Giuliano
5 Febbraio 2021 07:52

La crisi di governo è stata creata appositamente da Renzi per potere insediare un nuovo massone che farà le stesse porcate che ha fatto monti nel 2008 tagliare pensioni togliere posti di lavoro e indirizzare gli aiuti a banche e multinazionali in favore della quarta economia,fare sparire piccole attività, artigiani commercianti,ecc.


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