Presidenziali Usa 2016: Trump sotto attacco, da Cuba all'Iran
Presidenziali Usa 2016: Trump sotto attacco, da Cuba all’Iran
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Presidenziali Usa 2016: Trump sotto attacco, da Cuba all’Iran

donald trump

Il candidato alla presidenza Usa Donald Trump è sotto attacco su più fronti: ecco tutti i guai del tycoon in vista del prossimo dibattito del 9 ottobre.

Continua la marcia di avvicinamento alle elezioni del prossimo presidente degli Stati Uniti d’America. Più che di programmi elettorali, però, dopo il primo dibattito pubblico si sta parlando soprattutto dei problemi del candidato repubblicano Donald Trump.

I guai di Trump: da Michelle Obama a Cuba

La prima grana per Trump è arrivata dall’attuale first lady Michelle Obama. Giovedì scorso, durante un comizio pro Hillary Clinton a Philadelphia, Michelle Obama ha dichiarato che alla Casa Bianca “serve un adulto, una persona che prenda il lavoro seriamente”. Chiaro il riferimento alla carenza di esperienza politica e, più in generale, alla discutibilità di Donald Trump.

Venerdì è arrivato invece, a sorpresa, l’annuncio di Usa Today. Il terzo quotidiano americano per numero di copie ha deciso di tradire il proprio voto di imparzialità (che durava da più di trent’anni) dichiarando in modo aperto che Donald Trump “non è adatto a fare il presidente”.

Sempre venerdì il settimanale Newsweek ha diffuso la notizia della cosiddetta “Castro Connection”. Donald Trump avrebbe fatto affari con Cuba alla fine degli anni Ottanta dello scorso secolo, violando l’embargo.

Nel mirino è finito un anno, in particolare, il 1988. A capo della Trump Hotels and Casino Resorts. Donald Trump avrebbe speso nel 1988 circa 70 mila dollari per iniziative imprenditoriali nell’isola di Fidel Castro. In campagna elettorale, Trump sta continuando a sostenere di essere intenzionato a retrocedere rispetto al disgelo avviato da Obama se il governo cubano non libererà i prigionieri politici e non consentirà la libertà di culto.

Molti i commenti del mondo politico americano, fra i quali spicca quello dell’ex candidato repubblicano Marco Rubio, il quale, riferendosi alla ricostruzione di Newsweek, ha dichiarato che “se è davvero successo, si tratta di una violazione della legge americana”.

Il ministro degli Esteri francese e la banca iraniana

Un attacco a Trump è arrivato anche dall’Europa, per la precisione dal ministro degli Esteri francese Jean-Marc Ayrault, che ha commentato i progetti in politica internazionale del tycoon definendoli “molto confusi”.

Ayrault ha poi voluto sottolineare di non avere gradito i commenti dopo gli attentati di Parigi, quando Trump disse che se i francesi fossero stati armati le cose sarebbero andate in modo diverso.

Oggi infine la rivelazione del Consorzio Internazionale dei Giornalisti Investigativi: Donald Trump, fra il 1998 e il 2003, avrebbe affittato alcuni uffici a New York ad una banca iraniana presente sulla black list degli istituti legati al terrorismo e al programma nucleare.

Il prossimo dibattito pubblico sarà il 9 ottobre. Per ora Hillary Clinton conduce nei sondaggi con circa 3 punti percentuali di vantaggio: 43% per lei, 40% per Donald Trump.

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