Luca Lucci, ex leader della Curva Sud del Milan, ha avanzato una richiesta di concordato in appello per una pena complessiva di 8 anni di reclusione. La decisione è emersa durante la prima udienza del processo davanti alla terza sezione della Corte d’Appello di Milano, nel filone principale dell’inchiesta ‘Doppia Curva’.
L’inchiesta, condotta dalla Dda di Milano dalla Polizia e dalla Gdf ha portato alla luce un’ampia rete di attività illecite legate alle curve di San Siro. Lucci, condannato in primo grado a 10 anni con rito abbreviato, ha ottenuto il via libera della Procura generale milanese per l’accusa principale di essere stato il capo di un’associazione per delinquere che gestiva la Curva Sud rossonera.
Le richieste di concordato e le nuove confessioni
Oltre a Lucci, altri sette imputati hanno intrapreso la strada del concordato in appello, sempre per l’accusa di associazione per delinquere. Tra questi, Daniele Cataldo, ex vice di Lucci, ha confessato il suo ruolo nella tentata uccisione di Enzo Anghinelli, avvenuta nel 2019.
La pena chiesta da Lucci, con l’ok della sostituta pg Simonetta Bellaviti e del pm Paolo Storari, è di 8 anni complessivi.
Le parti civili del processo includono l’Inter il Milan e la Lega Serie A rappresentata dall’avvocato Salvatore Pino. Tra gli altri imputati figurano Giuseppe Caminiti, ritenuto vicino alle cosche della ‘ndrangheta, e altri ultras come Renato Bosetti, Fabiano Capuzzo, Luciano Romano e Matteo Norrito.
Le pene richieste e le condanne precedenti
Alessandro Sticco ha presentato un concordato per una pena di 3 anni e 10 mesi, mentre Islam Hagag ha richiesto 2 anni e 10 mesi. In primo grado, nel giugno 2026, la gup Rossana Mongiardo aveva inflitto 16 condanne per un totale di quasi 90 anni di reclusione. L’indagine, iniziata nel, ha portato a una serie di arresti di capi ultrà e sodali della Nord interista e della Sud milanista di San Siro.
Alcuni imputati, tra cui gli ex capi della Nord Andrea Beretta e Marco Ferdico, hanno rinunciato a ricorrere in appello. Per Lucci e Cataldo, il concordato in appello non riguarda l’accusa di tentato omicidio di Anghinelli, per cui è stata emessa un’ordinanza di custodia in carcere.
Le motivazioni della difesa e le prossime udienze
La difesa di Lucci ha sostenuto che la pena di 8 anni è ‘proporzionata a quella irrogata ai coimputati resisi responsabili di fatti di violenza ma qualificati come subordinati a Lucci nel sodalizio’ e a quella ‘irrogata agli imputati di fede interista la cui contestazione è aggravata dal favoreggiamento mafioso’.
I giudici dovranno decidere nelle prossime udienze, a partire dal 17 settembre, se accettare le richieste di concordato. La vicenda continua a tenere banco nel mondo del calcio e delle curve, con nuove rivelazioni e confessioni che emergono nel corso del processo.
