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“Punti di Differenza”: al via la campagna Johnson & Johnson MedTech Italia per sensibilizzare i cittadini sul tema della prevenzione delle infezioni del sito chirurgico

Professor Marco Scatizzi, Presidente ACOI – Associazione Chirurghi Ospedalieri Italiani.

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Un video cartoon con protagonista un giovane Frankenstein di terza generazione, più informato e consapevole nella gestione delle ferite post-operatorie grazie ad un portale web creato dall’azienda: www.puntididifferenza.it.

  • Ogni anno in Italia si verificano circa 530.000 infezioni correlate all’assistenza sanitaria in pazienti ricoverati in ospedale di cui più di 7.500 hanno un esito fatale. Il 14,4% sono infezioni del sito chirurgico;
  • In media, il 50% delle infezioni del sito chirurgico potrebbero essere potenzialmente prevenibili grazie all’adozione di adeguati sistemi di sorveglianza e di programmi di prevenzione;
  • Si stima che l’impatto economico delle infezioni ospedaliere sia di circa 1 miliardo di euro all’anno;
  • La campagna ha ottenuto il patrocinio di ACOI – Associazione Chirurghi Ospedalieri, SIC – Società Italiana di Chirurgia, SIGO – Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia e di SIOT – Società Italiana di Ortopedia e Traumatologia.

Roma, 15 settembre 2022 – Ogni anno, in Italia, si verificano circa 530.000 infezioni correlate all’assistenza sanitaria, più di 7.500 delle quali con esito fatale, in pazienti ricoverati in ospedale che manifestano i sintomi generalmente 48 ore dopo l’inizio della degenza. Il 14.4% sono infezioni del sito chirurgico di cui, in media, il 50% potrebbe essere prevenibile grazie all’adozione di adeguati sistemi di sorveglianza e di programmi di prevenzione. Per questo nasce “Punti di Differenza”, la campagna informativa rivolta ai pazienti – promossa da Ethicon di Johnson&Johnson Medtech Italia con il patrocinio delle società scientifiche ACOI – Associazione Chirurghi Ospedalieri, SIC – Società Italiana di Chirurgia, SIGO – Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia e di SIOT – Società Italiana di Ortopedia e Traumatologia – che si pone l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza di una corretta prevenzione e cura delle ferite post-operatorie al fine di ridurre le possibili infezioni.

Le infezioni del sito chirurgico rappresentano, infatti, una delle complicanze principali in pazienti sottoposti a chirurgia, con importanti implicazioni in termini di morbilità e oneri finanziari, ma di cui si parla ancora troppo poco. I pazienti sono 5 volte più esposti al rischio di una nuova ospedalizzazione, 2 volte al rischio di degenza in terapia intensiva e 2 volte più esposti al rischio di decesso. E non è tutto: le infezioni ospedaliere hanno anche un impatto economico di circa 1 miliardo di euro all’anno, che può incidere notevolmente sulla sostenibilità del nostro Sistema Sanitario Nazionale, con costi indiretti risparmiabili e con un impatto notevole anche sulla capacità del sistema sanitario di trattare più pazienti e recuperare più velocemente le liste di attesa.

“Siamo impegnati a sostenere la ripartenza del sistema sanitario post-pandemia investendo su prodotti, servizi e soluzioni tecnologici in grado di creare valore misurabile per i nostri stakeholders” Silvia De Dominicis, Presidente e Amministratore Delegato di Johnson & Johnson MedTech Italia “Allo stesso tempo ci impegniamo a coinvolgere ed informare i cittadini con il fondamentale contributo delle Società Scientifiche che come noi hanno cuore la salute degli italiani, convinti che anche ciò sia determinante nel creare efficienze e contribuire a migliorare gli esiti di cura” conclude.

La campagna “Punti di differenza”

Per creare consapevolezza sul tema J&J Medtech Italia ha creato un sito, www.puntididifferenza.it, uno spazio pubblico dedicato ai cittadini in cui saranno pubblicate informazioni e materiali utili sul tema della prevenzione delle infezioni del sito chirurgico. Il sito, che fungerà da punto di atterraggio della campagna, verrà promosso anche attraverso un video cartoon che ha come protagonista un giovane Frankenstein di nuova generazione, pronipote di quello storico, “testimonial” rappresentativo di una nuova generazione più consapevole dei rischi delle infezioni chirurgiche. Un personaggio positivo che nulla a che fare con il famoso nonno, fiero di raccontare che, nonostante le sue innumerevoli operazioni, anche grazie ad una corretta prevenzione che ha ridotto il rischio di insorgenza di possibili complicazioni, è potuto tornare rapidamente ai suoi affetti e alle sue abitudini.

A differenza del suo celebre parente, infatti, il giovane Frankenstein non è un mostro ma un ragazzo come tanti, attento alla sostenibilità ambientale, informato, che con un linguaggio positivo, diretto, comedy, comprensibile e accattivante, è in grado di combinare entertainment, ironia e utili contenuti informativi. L’obiettivo è di incuriosire, educare e sensibilizzare il pubblico dei social, sull’importanza del contributo che un paziente informato può portare, in unione all’equipe chirurgica che lo ha in cura, alla riduzione del rischio di infezione.

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Professor Marco Scatizzi, Presidente ACOI – Associazione Chirurghi Ospedalieri Italiani

“ACOI in questi anni ha scelto di affrontare frontalmente il fenomeno delle Infezioni del Sito Chirurgico: attraverso Academy, workshop e appuntamenti nazionali abbiamo voluto promuovere tutte quelle azioni contenute nelle ‘Linee Guida per la Prevenzione delle Infezioni del Sito Chirurgico’ elaborate dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, perché sappiamo quanto questo problema incida sui pazienti nel percorso pre-peri e post operatorio e sull’intero Sistema Sanitario Nazionale. Gli appuntamenti di sensibilizzazione e approfondimento però hanno subìto un brusco rallentamento a causa degli effetti della pandemia sulle nostre strutture ospedaliere ed anche per questo motivo che, non solo abbiamo recentemente portato a termine il progetto ACOISSIMA pubblicando le raccomandazioni per la prevenzione delle Infezioni del Sito Chirurgico sul Giornale di Chirurgia – Journal of Italian Surgical Association, ma abbiamo anche scelto di patrocinare la campagna ‘Punti di Differenza’ sviluppata da Johnson & Johnson MedTech Italia ed il team Ethicon all’interno del nostro 40° Congresso Nazionale di Riva del Garda: iniziative come queste, all’interno di un contesto scientifico nazionale, possono aiutare a radicare nuovi comportamenti e nuove abitudini per abbattere il fenomeno delle Infezioni del Sito Chirurgico che hanno un impatto economico e sociale non più sopportabile”.

Professor Francesco Basile, Presidente SIC – Società Italiana di Chirurgia

In Italia le infezioni del sito chirurgico che riguardano gli interventi in elezione variano dal 5 al 10%. In chirurgia d’urgenza, la percentuale dei casi sale anche fino a circa il 20%, fondamentalmente per l’impossibilità di una appropriata preparazione del paziente. Quello delle infezioni del sito chirurgico è un problema che riguarda non solo i pazienti, ma anche il Sistema Sanitario perché, a causa del prolungamento dei giorni di ricovero in ospedale, i costi aumentano. Oltre a motivi tecnici che attengono più a un tema di misure intra-operatorie, vi sono poi fattori correlati alla fase di preparazione e decorso post-operatorio.

Per prevenire il rischio delle infezioni del sito chirurgico, è raccomandabile che il paziente comunichi al medico, al momento del pre-ricovero, tutte le informazioni cliniche che lo riguardano, per esempio se ha contratto una patologia da deficit del sistema immunitario, o se ha altre patologie concomitanti o, ancora, se assume farmaci che potrebbero interferire con il decorso post- operatorio aumentando il rischio di infezione. Anche la cura per l’igiene personale è fondamentale per prevenire le infezioni del sito chirurgico, sia in fase di preparazione dell’operazione, tenendo più pulita possibile la superficie da operare, sia nel decorso, con la cura della medicazione del sito che deve essere effettuata sempre attenendosi alle indicazioni ricevute in fase di dimissione/visita dal team ospedaliero”.

Professor Nicola Colacurci, Presidente SIGO– Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia

“Le infezioni del sito chirurgico interessano un numero elevato di pazienti. Le cause sono molteplici, in rapporto anche alla tipologia di paziente e di intervento. In ostetricia e ginecologia, la maggiore frequenza si osserva sicuramente in seguito ad interventi laparotomici, in donne con BMI (Body Mass Index, indice di massa corporea) aumentato, in tutte quelle situazioni, frequenti, in cui è necessario ricorrere ad un intervento di urgenza, con ridotta preparazione della paziente. È necessaria una specifica conoscenza delle buone pratiche di trattamento del sito chirurgico, alfine di eliminare tutte quelle cause dipendenti da cattiva gestione della ferita.

Quasi la metà dei casi può infatti essere evitata grazie all’adozione di adeguati sistemi di controllo sia in fase pre operatoria che postoperatoria, durante la degenza della paziente; è necessario, pertanto, che vi sia una adeguata informazione a tutto il personale sanitario alfine di ridurre conseguenze, a volte fatali, a cui potrebbe andare incontro la paziente in caso il sito chirurgico si infetti. Campagne di sensibilizzazione come ‘Punti di Differenza’ sono fondamentali perché portano alla luce un problema spesso sottovalutato e poco conosciuto di cui si parla poco ma che merita la massima attenzione”.

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Professor Alberto Di Martino, Segretario SIOT – Società Italiana di Ortopedia e Traumatologia

“Nonostante le infezioni del sito chirurgico in ortopedia non siano frequenti, l’impatto che determinano sul paziente può essere significativo perché richiedono terapie mirate sia mediche, che chirurgiche. Si osservano più di frequente nel paziente traumatizzato, fragile, ed in coloro in cui siano stati impiantati dei dispositivi come placche, viti o protesi articolari. Quando si verificano, le infezioni possono richiedere un ulteriore intervento chirurgico, assieme ad una terapia antibiotica prolungata.

La SIOT, Società Italiana di Ortopedia e Traumatologia, consapevole della delicatezza e del carico sociale del paziente ortopedico con infezioni del sito chirurgico, ha dedicato a questa problematica il proprio Congresso Nazionale nel 2017, ed ha prodotto nel 2021 le linee guida sulla ‘Prevenzione delle infezioni in chirurgia ortopedica’, con la finalità di fornire raccomandazioni sulle procedure idonee a minimizzare i fattori di rischio legati al paziente, la contaminazione batterica intraoperatoria e lo sviluppo dei microrganismi che, nonostante le corrette procedure di contenimento, possono determinare infezioni del sito chirurgico. Oggi sappiamo che alcuni pazienti sono maggiormente esposti ad infezioni: fra i fattori di rischio più diffusi ci sono l’obesità, il fumo, l’assunzione non moderata di alcool ed il diabete non compensato. Il paziente può contribuire in maniera significativa a ridurre il rischio di infezioni smettendo di fumare, cercando di mantenersi in buona forma fisica e mantenendo uno stile di vita più salutare.

Inoltre, prima degli interventi chirurgici, è opportuno che segua le indicazioni del personale infermieristico effettuando il lavaggio antisettico preoperatorio, per ridurre la carica batterica a livello della pelle. Quando si riceve una diagnosi di infezione, tuttavia, è molto importante non assumere antibiotici che non siano stati prescritti da un medico; l’uso di un farmaco inappropriato, infatti, stimola la selezione di batteri cosiddetti antibiotico-resistenti, più difficili da trattare e spesso anche più dannosi per l’organismo. Per ogni dubbio è opportuno confrontarsi con il proprio medico di medicina generale e con lo specialista”.

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