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Qatargate, Panzeri: "Non sono io la mente"

Pier Antonio Panzeri

L'avvocato Kennes svela lo scenario: "Lui ha deciso di parlare e ha determinato in anticipo la sua pena", Qatargate, Panzeri: "Non sono io la mente"

Sul Qatargate Pier Antonio Panzeri non si dichiara innocente ma rivela: “Non sono io la mente”.

L’eurodeputato lo fa sapere all’Ansa per bocca del suo legale che spiega come non sia il “protagonista”. In una serie di dichiarazioni rilasciate all’Ansa Pier Antonio Panzeri fa sapere che lui “non è la mente” del Qatargate. Lo stesso ex eurodeputato lo ha voluto rivelare per bocca del suo avvocato, Laurent Kennes.

Panzeri: “Non sono io la mente”

Ha detto il legale: “Panzeri non ha mai corrotto per se stesso, ma per altre persone in Qatar e Marocco che gli hanno chiesto di farlo e hanno organizzato tutto”.

Poi l’affondo che schiude nuovi scenari dopo quelli che in Italia hanno imbarazzato e non pco il Pd: “Non è lui la mente dell’organizzazione. Ne ha approfittato? Certo. Ha agito attivamente? È vero. Ma non è lui il principale attore”.

“Lui ha parlato ed ha determinato la pena”

Poi l’avvocato Kennes ha spiegato: “Panzeri ha deciso di parlare e ha determinato in anticipo la sua pena. La legge prevede la collaborazione con la giustizia”.

Tutto questo mentre secondo i suoi, di legali, l’ex vicepresidente del Parlamento europeo Eva Kaili, è stata sottoposta a “una condizione di tortura in carcere la scorsa settimana”. Lo denunciano i due avvocati della politica greca, Mihalis Dimitrakopoulos e André Risopoulos, a margine dell’udienza sul riesame della custodia cautelare.