In un momento di crisi economica e incertezza geopolitica Mario Draghi e Patrick Collison, CEO di Stripe, hanno deciso di unire le forze per dare una nuova spinta all’Europa. Insieme hanno fondato il Rhine Group un think tank con sede a Ginevra che mira a promuovere il dialogo tra esperti di vari settori per trovare soluzioni concrete ai problemi del continente.
Il gruppo, che si presenta come un’associazione indipendente e apartitica, ha come obiettivo principale quello di sviluppare e promuovere soluzioni di politica pubblica basate sulle evidenze. Tra i membri del Rhine Group ci sono nomi di spicco del mondo della finanza, della tecnologia e della politica, tra cui Andrea Pignataro, patron di Ion, e Luca Ferrari di Bending Spoons.
I membri del Rhine Group e i loro obiettivi
Il Rhine Group è guidato da Mario Draghi e Patrick Collison, ma conta anche su altri membri di rilievo. Tra questi ci sono Tobi Lutke di Shopify, Sebastian Siemiatkowski di Klarna e Michael Miebach di Mastercard. Inoltre, il gruppo include le direttrici del Financial Times e dell’Economist, Roula Khalaf e Zanny Minton Beddoes, e l’editore di Le Monde Louis Dreyfus.
Uno degli obiettivi principali del Rhine Group è quello di tradurre in fatti le raccomandazioni del rapporto Draghi. Nel 2026, la Commissione europea aveva sostenuto di aver completato oltre la metà delle iniziative previste dalla Bussola per la competitività, ispirata al rapporto stilato da Draghi. Tuttavia, un audit indipendente citato dal Financial Times considerava pienamente attuate solo 60 raccomandazioni su 383.
Il ruolo degli italiani nel Rhine Group
La presenza italiana nel Rhine Group è significativa. Tra i membri ci sono Francesco Giavazzi, consigliere economico di Palazzo Chigi, e Vittorio Colao, ex ministro per l’Innovazione tecnologica e la Transizione digitale. Inoltre, il gruppo include Andrea Pignataro, fondatore di Ion Group, e Luca Ferrari di Bending Spoons, società milanese quotata a Wall Street.
Lucrezia Reichlin, professoressa alla London Business School, e Francesco Decarolis, professore alla Bocconi, completano la rappresentanza italiana nel think tank. La loro presenza sottolinea l’importanza di un approccio multidisciplinare per affrontare le sfide economiche dell’Europa.
Le sfide economiche dell’Europa e il ruolo del Rhine Group
Il manifesto del Rhine Group è chiaro: il declino non è inevitabile, ma è la direzione verso cui ci stiamo muovendo se non agiamo con urgenza. Il gruppo riconosce che l’Europa si trova in una posizione difficile, con una crescita economica bassa e una dipendenza crescente da eventi esterni che non controlla.
Gli Stati Uniti sono diventati più protezionisti, mentre la Cina è un concorrente sempre più aggressivo. In questo contesto, il Rhine Group vuole essere un luogo dove esperti di diversi settori possono discutere e trovare soluzioni concrete per rilanciare l’innovazione e la competitività europea.
Il think tank non è formalmente un’istituzione europea e non pretende di sostituirsi alla Commissione o ai governi nazionali. Si propone piuttosto come un luogo nel quale persone che normalmente siedono a tavoli diversi possano ragionare insieme sulle grandi riforme di cui l’Europa avrebbe bisogno.
