Gli Stati Uniti hanno lanciato un’offensiva economica senza precedenti contro l’Iran, mirando a isolare il paese dal resto del mondo. Il segretario al Tesoro, Scott Bessent, ha svelato i dettagli dell’Operation Economic Outcast una campagna volta a tagliare i legami finanziari del regime iraniano e a soffocare la sua economia.
Le Nuove sanzioni colpiscono cinque settori strategici: asset digitalitecnologiaoroaviazione e trasporti marittimi.
Bessent ha avvertito che chiunque faciliti transazioni con l’Iran sarà preso di mira, senza eccezioni, nemmeno per la Cina, principale acquirente di petrolio iraniano.
L’obiettivo: isolare l’Iran economicamente
L’amministrazione americana ha chiarito che l’obiettivo è quello di creare il più pesante isolamento nella storia dell’Iran. Bessent ha dichiarato che gli Stati Uniti sono concentrati su cinque aree che rappresentano la linfa vitale dell’economia iraniana.
“Metteremo fine all’accesso al sistema del dollaro per coloro che riciclano denaro iraniano”, ha affermato con toni duri.
Donald Trump ha contattato i leader mondiali, chiedendo loro di cessare le interazioni con il regime iraniano. “Lo sapete che sa essere persuasivo”, ha commentato Bessent con un sorriso ironico. Ai paesi è concessa una tempistica definita per interrompere la cooperazione economica con l’Iran, altrimenti si troveranno ad affrontare il “cappio” delle sanzioni americane.
Le reazioni di Teheran e le implicazioni per Cina e Russia
L’Iran ha risposto alle nuove sanzioni con fermezza. Il portavoce del ministero degli Esteri di Teheran, Esmaeil Baghaei, ha dichiarato che il paese userà tutte le sue risorse per contrastare le sanzioni economiche. “Teheran non si piegherà”, ha affermato, sottolineando che le conseguenze più alte della stretta americana saranno pagate dai civili iraniani.
Le nuove sanzioni potrebbero avere ripercussioni significative anche per Cina e Russia. Bessent ha chiarito che nessuno è al di sopra delle sanzioni secondarie americane. La Cina, principale acquirente di petrolio iraniano, e la Russia, storico alleato di Teheran, potrebbero trovarsi in una posizione difficile.
Le minacce di ritorsioni
Mohsen Rezaei, numero uno del consiglio supremo per la sicurezza nazionale iraniano, ha dichiarato che l’Iran potrebbe rispondere con ritorsioni contro gli alleati americani nel Golfo. “Considereremo la partecipazione e il sostegno alla guerra economica americana contro il popolo iraniano come un atto di guerra”, ha detto.
Bessent ha anche rivolto un appello ai soldati iraniani, invitandoli a riflettere sulle conseguenze delle azioni del regime. “Ai soldati semplici che sostengono questo regime, mentre sempre più dei vostri stipendi smettono di arrivare, chiedetevi se i vostri comandanti stiano conducendo il vostro Paese verso il trionfo o verso la rovina”, ha affermato.
Le conseguenze per l’economia iraniana
Le sanzioni occidentali hanno già causato un balzo dell’inflazione e una crisi del mercato del lavoro in Iran, innescando proteste di massa contro il governo di Teheran all’inizio dell’anno. I leader del regime hanno risposto con una sanguinosa stretta, portando all’uccisione di migliaia di manifestanti.
L’inasprimento della postura economica americana arriva mentre i negoziati per mettere fine alla guerra sono in una fase di stallo. Trump, a 70 giorni dalle elezioni di metà mandato, ha optato per non procedere con un’azione militare più forte, consapevole della contrarietà degli americani e di parte del Congresso alla guerra.
Quali effetti ulteriori la stretta avrà su un’economia iraniana già in crisi e alle prese con il rial ai minimi storici rispetto al dollaro non è ancora chiaro. Tuttavia, è evidente che questa mossa potrebbe avere ripercussioni significative non solo per l’Iran, ma anche per le relazioni internazionali.
