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Rivoluzione in Rai, con Italia-Macedonia cambia il modo di raccontare lo sport: via Paola Ferrari

La gara dei playoff Italia-Macedonia del Nord "catapulterà" la Rai verso una nuova era del racconto dello sport. Paola Ferrari lascia lo studio.

italia Macedonia Paola Ferrari

La prima partita dei playoff della Nazionale Italiana di calcio con la Macedonia del Nord segnerà un profondo cambiamento per Rai Sport che rivoluzionerà il modo di raccontare lo sport. Con l’arrivo della nuova direttrice della sezione sportiva della televisione di Stato Alessandra De Stefano, saranno infatti diversi gli aspetti legati alla telecronaca e non solo che verranno svecchiati a cominciare dallo studio che scomparirà.

Ciò porterà inevitabilmente ad un addio di Paola Ferrari dopo essere stata per anni uno dei volti di punta di trasmissioni iconiche come “90esimo minuto”.

Italia-Macedonia del Nord, Paola Ferrari lascia il tradizionale studio

La direttrice di Rai Sport De Stefano che è subentrata a novembre 2021 alla precedente gestione di Auro Bulbarelli ha spiegato in una recente intervista rilasciata al “Corriere della Sera” chi saranno i volti che commenteranno le partite della Nazionale.

Ad ogni modo non si tratta di una rivoluzione totale: rimarranno infatti i telecronisti Alberto Rimedio e Antonio di Gennaro. A bordo campo – ha aggiunto – ci sarà “Tiziana Alla, voce del calcio femminile, cronista capace a cui il posto spettava da anni. Racconterà cosa succede in panchina, se Mancini si alza, che giocatore abbraccia, perché cambia tono di voce o si slaccia la cravatta. Ciò che in TV non si vede, appunto”.

Ha poi precisato che Paola Ferrari sarà destinata ad un’altra trasmissione: “Non condurrà più i post partita e nemmeno il nuovo 90° Minuto, ma un contenitore domenicale assieme ad altre giornaliste”.

De Stefano: “L’unico genere che conta è la bravura”

Alessandra De Stefano ha infine lanciato un messaggio importante sottolineando come sia necessario guardare oltre l’aspetto esteriore femminile: “Lo sport è maschilista, lo sappiamo. Il primo modo di cambiarlo è cambiare regia: che senso ha inquadrare sempre dal basso le donne per mostrare cosce, caviglie e scarpe? Togliamoci la maschera decorativa della femminilità, quel triste ‘è carina e anche brava’.

Per l’abbigliamento, a ciascuno il suo stile: ma certe scollature io le metterei solo al mare”.

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