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Roncadello, al “Funky Gallo” la bolletta dell’Enel allegata al menù

La pizzeria Funky Gallo a Roncadello espone la bolletta della luce per spiegare la pizza margherita a 10 €.

Roncadello, al «Funky Gallo» la bolletta allegata al menù: Pizza a 10 euro

La pizza margherita a 10 € non è più un’utopia: è accaduto in una pizzeria italiana a causa della bolletta della luce. Non siamo a Napoli, bensì a Roncadello, una frazione di Casalmaggiore tra Cremona e Mantova. La pizzeria in questione è Funky Gallo, storica attività di ristorazione sulla piazza centrale, conosciuta proprio per la buona e conveniente qualità-prezzo delle sue pizze. 

La bolletta della luce allegata al menu e la pizza margherita vola a 10 euro

Il titolare della pizzeria, Alberto Rovati, ha messo in vetrina un cartello con la bolletta di luglio: 4 mila euro da pagare soltanto di energia elettrica. Il titolo è: “Quando le spese diventano insostenibili”.

Una provocazione, ma così non si può andare avanti. Meglio mettere la pizza margherita a 10 euro e passare da ladro, oppure chiudere l’attività?”.

Un urlo di aiuto del titolare 

Un urlo di aiuto, insomma, quando con 4 mila euro da pagare soltanto di energia elettrica, un proprietario di un’attività non vede via di uscite percorribili. 

“La bolletta dell’energia elettrica mi è arrivata domenica scorsa: la sera stessa ho deciso di esporla. Non l’ho certo fatto per spaventare i clienti, dato che loro sono affezionati e credo che arriveranno ancora. Ma per essere molto trasparente. E per lanciare una forte protesta: così non si va avanti”.

D’altronde, la bolletta fa riferimento alla sola energia elettrica del mese di luglio 2022. 

“Il parallelo immediato va fatto con la stessa bolletta, per la medesima fornitura, di un anno prima, sempre a luglio, un mese nel quale storicamente lavoriamo bene, nonostante Roncadello, in piena campagna, non sia affatto una località turistica. All’epoca spendemmo 1.350 euro: dunque abbiamo subìto in dodici mesi il rincaro è stato del 300%. Aggiungo che a giugno di quest’anno, dunque un mese prima, eravamo arrivati a 2.200 euro, e già la cifra mi sembrava alta. È vero che a luglio abbiamo fatto qualche pizza in più, ma si parla da un mese con l’altro del doppio della spesa”.

Lo sfogo del proprietario 

Senza dimenticare che per un ristoratore le bollette non sono l’unico costo da sostenere:

“Ho esposto la bolletta della luce perché è la più eclatante. Poi ci sono gas e tutte le forniture essenziali. E soprattutto ci sono le materie prime: olio, grano, tutto quello che serve per fare funzionare una pizzeria-ristorante come la nostra. Abbiamo fatto un rapido calcolo: se prima potevamo servire una margherita a 5-6 euro, adesso dobbiamo passare al rialzo. Siamo costretti. L’alternativa è chiudere l’attività”.

Tuttavia, c’è da dire che alzare il prezzo di una semplice margherita a ben 10 euro sembra quasi una provocazione, più che una richiesta di aiuto:

“Ho arrotondato, ma non siamo così lontani da una proiezione reale. Chi lavora, lo fa per avere un guadagno, anche minimo, non per andare in pari, altrimenti non ci sarebbe spirito imprenditoriale. Se io oggi mettessi una margherita a 8-9 euro, probabilmente pareggerei tutte le spese. Da lì la prospettiva di farla pagare 10 euro. Se non altro credo di essere stato onesto e trasparente coi miei clienti. Senza dimenticare che negli ultimi due anni, tra lockdown e limitazioni di vario genere, l’unica stagione davvero buona per lavorare in continuità è sempre stata l’estate. E pure questo aspetto va considerato nel ragionamento complessivo”.

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