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Coronavirus in Lombardia, Ilaria Capua: “C’è qualcosa di anomalo”

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Secondo la virologa Ilaria Capua, in Lombardia ci sono fattori che hanno favorito la diffusione e la permanenza del coronavirus.

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Il coronavirus in Lombardia sta circolando “in modo anomalo”: è quanto sostiene la virologa Ilaria Capua, direttrice dell’Emerging Pathogens Institute presso l’Università della Florida. “La pandemia – ha detto l’esperta – ha mostrato alla luce del sole l’assoluta impreparazione dei governi occidentali: sono situazioni in cui non si può discutere di ogni scelta, ci vuole una catena di comando chiara”.

Ilaria Capua sul coronavirus in Lombardia

Ilaria Capua è una virologa ed ex parlamentare italiana: dal 2013 al 2016 è stata deputata di Scelta Civica. Nel 2006 rese nota la sequenza genica del virus dell’aviaria, avviando lo sviluppo della scienza open-source e venendo eletta dalla rivista Seed “mente rivoluzionaria”.

L’anno 2014 è stata coinvolta in un’inchiesta che vedeva tra i reati ipotizzati il traffico illecito di virus. Nel 2016 è stata prosciolta dall’accusa ma ha comunque lasciato la Camera e si è trasferita negli Stati Uniti.

Gli squilibri globali

Un mese prima dello scoppio di quella che l’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) avrebbe classificato come pandemia, la virologa aveva già lanciato l’allarme. “Nel mio libro Salute Circolare – ha affermato l’esperta – mi ero precisamente concentrata sugli squilibri globali che rendono sempre più probabili simili scenari.

In un certo senso, questa pandemia la stavamo tutti aspettando”.

L’accelerazione evolutiva del virus

Tra le cause della diffusione del Covid-19 ci sarebbero insomma le infrastrutture, la nostra velocissima tecnologia che di fatto produce una “accelerazione evolutiva del virus”. “L’influenza spagnola un secolo fa ci ha messo ben due anni per diffondersi.

– ha continuato la virologa – Questa volta invece sono bastate un paio di settimane. Siamo noi ad aver creato l’ecosistema perfetto per generare spontaneamente delle armi biologiche naturali”.

Il coronavirus in Lombardia

E allora cos’è successo al coronavirus in Lombardia? Secondo Ilaria Capua ci sarebbero fattori ancora sconosciuti che potrebbero aver favorito la diffusione e la permanenza del virus, eventualmente legati alle strutture ospedaliere. Il virus Sars1 si è accertato che era circolato attraverso la condotta dell’aria di un albergo di Hong Kong.

“Oggi noi dobbiamo essere certi che il coronavirus non sia entrato negli impianti di aerazione di edifici vetusti. – ha detto la studiosa italiana – Anche la letalità potrebbe essere legata a diversi fattori ancora da studiare. Si possono fare infinite ipotesi con criteri epidemiologici: caratteristiche demografiche, qualità dell’aria, resistenza agli antibiotici, abitudini alimentari, comportamenti”.


“Abbiamo bisogno di capire”

Che in Lombardia sia accaduto qualcosa di particolare al coronavirus è un’ipotesi ma in qualche modo, per il resto del mondo, una speranza. “Se la Lombardia non fosse un caso eccezionale, – ha chiarito Ilaria Capua – se dopo Milano allo stesso ritmo dovessero cadere Roma e Parigi e Londra e tutte le altre città, allora avremmo a che fare con una catastrofe di proporzioni gigantesche, persino più grandi di quelle con cui ci stiamo confrontando ora. Per quello abbiamo bisogno di capire cosa sta succedendo”.

Giornalista, copywriter, social media manager, esperto di comunicazione. Ho lavorato per Il Mattino e sono stato caporedattore centrale de il Gazzettino vesuviano. Laureato in Scienze della Comunicazione, ho conseguito un Master in Ufficio Stampa, Digital Pr e Influencer Marketing per la Cultura. Con la mia tesi su “La crisi del giornalismo” ho vinto il Premio Nazionale Nostalgia di Futuro organizzato da Fieg. Collaboro con iGv Network, con Antimafia Duemila, con Media Duemila e sono il fondatore di Effequadro.


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Anna Fantini

Dite la verità, siamo stufi di farci prendere per i fondelli per tutto, l’Italia é una vergogna.

Filippo

esatto, dite come stanno le cose, attacco batteriologico? prima persone del ministero hanno minimizzato il problema, poi era un problema solo per anziani. Balle, muoiono persone di 30-20 anni senza patologie. !! Dateci le protezioni e dite la verità,il virus va ucciso con candeggina, non muore da solo!
Felix

No Longer Human

Ma quando mai? Qua non è ancora mai morto nessuno di 20-30 anni, non diffondete falsità.

attilio

E’ una vergogna cantare canzonette o ancor peggio” SOAM PRONTI ALLA MORTE”
davanti a migliaia di bare dove nessuno e PRONTO a infettarsi per sostituirli
non sono cose ma pur sempre persone, che salutano i suoi figli le sue mogli
che non vedranno mai più per un viaggio che non si sa dove si fermerà in coda con altre
ambulanze davanti a un pronto soccorso che se si è fortunati si va a morire in un letto
altrimenti ce la via del crematorio.

No Longer Human

Il virus ha attecchito bene per via per via dell’inquinamento (la Lombardia è la regione più inquinata, non a caso), in quanto le polveri sottili sono il suo veicolo ideale, e si è diffuso così tanto perchè gli italiani sono poco svegli e non rispettano le regole che sono state date loro, per giunta TROPPO TARDI e in modo confusionario. Muoiono in tanti perchè ci sono un fottio anziani, molti dei quali se ne vanno bellamente in giro quando vogliono senza mascherine e senza rispettare le norme di sicurezza. Un altro fatto non da trascurare è che gli italiani sono… Leggi il resto »

Bruno

Chi è deputato a capire se nn gli scienziati o medici che dir si voglia ? Questo la dott.ssa CAPUA neanche ce lo fa capire .Mi scusi dott.ssa ma il suo modo di fare rispecchia alla perfezione l’italianita’di noi tutti davanti a determinate situazioni denunciabili . Mi riferisco ai ” vedo ma non so , so’ ma non dico eccetera.E’ bello x Lei ottenere visibilità parlando di problemi e non di soluzioni come del resto la sua figura potrebbe imporre. Noi in qualità di cittadini siamo stufi di leggere continue metafore e poche affermazioni concrete sul problema.Abbia il coraggio di… Leggi il resto »


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Francesco Ferrigno

Giornalista, copywriter, social media manager, esperto di comunicazione. Ho lavorato per Il Mattino e sono stato caporedattore centrale de il Gazzettino vesuviano. Laureato in Scienze della Comunicazione, ho conseguito un Master in Ufficio Stampa, Digital Pr e Influencer Marketing per la Cultura. Con la mia tesi su “La crisi del giornalismo” ho vinto il Premio Nazionale Nostalgia di Futuro organizzato da Fieg. Collaboro con iGv Network, con Antimafia Duemila, con Media Duemila e sono il fondatore di Effequadro.

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