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Coronavirus, Remdesivir ha effetti positivi su 53 pazienti: lo studio

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Tra i farmaci per il coronavirus c'è il Remdesivir, l'antivirale di Gilead Sciences ha avuto effetti benefici su 53 pazienti ricoverati.

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Coronavirus, il Remdesivir è un farmaco vincente? Lo studio

Tra i farmaci per il coronavirus potrebbe esserci il remdesivir. Un enzima polimerasi (nsp12), che è la componente centrale della replicazione del virus, sembrerebbe essere il target principale dell’antivirale remdesivir, già utilizzato per Ebola, e adesso in via sperimentale anche per questo Coronavirus, con risultati diversi e buoni in alcuni casi, tanto che è usato, come e insieme ad altre molecole.

I dati sono stati pubblicati sul New England Journal of Medicine. Il remdesivir è un farmaco antivirale nella classe degli analoghi nucleotidici. È stato sviluppato da Gilead Sciences come trattamento per la malattia da virus Ebola e le infezioni da virus Marburg. È stato poi dimostrato che possiede attività antivirale contro altri virus a RNA a singolo filamento come il virus respiratorio sinciziale umano, virus Junin, virus della febbre da virus Lassa, virus Nipah, virus Hendra e i coronavirus (compresi i virus che causano la MERS e SARS).

È in fase di studio per le infezioni da virus Covid-19.

Coronavirus, il Remdesivir e i suoi effetti

Il remdesivir, dunque, è un profarmaco che viene metabolizzato nella sua forma attiva GS-441524, analogo dell’adenosina.

Interferisce con l’azione dei virus a RNA polimerasi. Non è noto se funga da terminatore delle catene di RNA o causi mutazioni. L’RNA polimerasi RNA-dipendente del virus dell’ebola è inibita per la maggior parte dalla terminazione della catena. Nel 2018 sono state identificate mutazioni dell’RNA del virus dell’epatite di topo che causano una resistenza parziale a remdesivir. Queste mutazioni rendono i virus meno efficaci in natura.

Il remdesivir ha avuto effetti benefici su 53 pazienti, affetti da coronavirus, ricoverati in gravi condizioni. Jonathan D. Grein, direttore di Epidemologia del Cedars-Sinai Medical Center, autore dell’articolo pubblicato sulla rivista scientifica, rivela: “Attualmente non esiste un trattamento provato per Covid-19. Non possiamo trarre conclusioni definitive da questi dati, ma le osservazioni di questo gruppo di pazienti ospedalizzati che hanno ricevuto remdesivir fanno ben sperare. Attendiamo con ansia i risultati degli studi clinici controllati per convalidare questi dati”

“Sebbene i risultati osservati in questa analisi sull’uso compassionevole siano incoraggianti, i dati sono limitati”, ha detto Merdad Parsey, Chief Medical Officer, Gilead Sciences.

“Gilead ha in corso diversi studi clinici per il remdesivir con i dati iniziali previsti nelle prossime settimane. Il nostro obiettivo è quello di aggiungere al crescente corpus di prove il più rapidamente possibile per valutare in modo più completo il potenziale del remdesivir e, se del caso, sostenere un uso più ampio di questo farmaco sperimentale”.

Lo studio sul Remdesivir

In un rapporto pubblicato sul NEJM sono stati descritti gli esiti di una coorte di pazienti ricoverati per gravi condizioni da coronavirus che sono stati trattati con remdesivir su base compassionevole. I soggetti campionati sono stati quelli con saturazione di ossigeno del 94% o meno, aiutati anche dalle macchine. I pazienti hanno ricevuto un ciclo di 10 giorni di remdesivir, composto da 200 mg somministrati per via endovenosa il primo giorno, seguiti da 100 mg al giorno per i rimanenti 9 giorni di trattamento. Questo rapporto si basa sui dati dei pazienti che hanno ricevuto il remdesivir nel periodo dal 25 gennaio 2020, fino al 7 marzo 2020, e hanno dati clinici per almeno 1 giorno successivo.

Il 68% dei pazienti che hanno ricevuto il remdesivir ha registrato un miglioramento nella classe di supporto dell’ossigeno in circa 18 giorni. Il 57% di quelli sottoposti a ventilazione meccanica sono stati estubati e il 47% del totale è stato dimesso dall’ospedale. Dopo 28 giorni di follow-up, l’incidenza cumulativa del miglioramento clinico è stata dell’84% (dimissioni dall’ospedale e/o almeno un miglioramento di due punti dalla linea di base in una scala predefinita di sei punti). Il tasso di mortalità, nei soggetti curati con remdesivir, è stato del 13%, inferiore al 18% in un sottogruppo di pazienti in ventilazione invasiva.

La produzione di Remdsevir

Gilead Science sta aumentando la produzione del remdesivir. lo ha dichiarato l’amministratore delegato Daniel O’Day in una lettera aperta sabato 11 aprile, annunciando il dimezzamento dei tempi di produzione di remdesivir da un anno a sei mesi. Grazie a questo programma di produzione accelerato, entro la fine del mese di maggio Gilead prevede di donare 1,5 milioni e mezzo di dosi di remdesivir per studi clinici in corso, per sconfiggere il coronavirus.

Nato a Reggio Calabria il 13 maggio del '93 con due passioni: lo sport e il giornalismo. Laureato in Comunicazione Pubblica e di Impresa a La Statale di Milano, ha ricoperto il ruolo di content editor per testate giornalistiche generaliste e a indirizzo sportivo del network Tmw. Ha ricoperto il ruolo di social media per le pagine di UrbanPost e LuxGallery. Appassionato di cinema e moda, ha preso parte alla Mostra del Cinema di Venezia 2016 e al Pitti Uomo edizioni 2017 e 2018. In ambito politico, ha seguito la campagna elettorale del Referendum 2016 grazie al soggiorno presso la città di Firenze


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Antonino Paviglianiti

Nato a Reggio Calabria il 13 maggio del '93 con due passioni: lo sport e il giornalismo. Laureato in Comunicazione Pubblica e di Impresa a La Statale di Milano, ha ricoperto il ruolo di content editor per testate giornalistiche generaliste e a indirizzo sportivo del network Tmw. Ha ricoperto il ruolo di social media per le pagine di UrbanPost e LuxGallery. Appassionato di cinema e moda, ha preso parte alla Mostra del Cinema di Venezia 2016 e al Pitti Uomo edizioni 2017 e 2018. In ambito politico, ha seguito la campagna elettorale del Referendum 2016 grazie al soggiorno presso la città di Firenze

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