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Neonati prematuri: un trattamento abbassa il rischio di disabilità

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Il DRIFT, un'importante terapia frutto di uno studio inglese, aiuta a scongiurare la disabilità nei neonati prematuri.

Neonati prematuri: una terapia abbassa il rischio di disabilità
Grazie a un nuovo trattamento, il rischio di disabilità nei neonati prematuri è ridotto.

Secondo uno studio inglese, il “Drenaggio, irrigazione e terapia fibrinolitica“, un trattamento medico noto anche come DRIFT, riduce nei neonati prematuri le gravi conseguenze dell’emorragia cerebrale, ossia abbassa di gran lunga il rischio di disabilità.

Il DRIFT abbassa il rischio di disabilità

Lo studio in questione, condotto dai ricercatori dell’Università di Bristol, ha dimostrato l’efficacia della tecnica di “lavaggio cerebrale”, messa a punto dall’ateneo inglese più di un decennio fa. Il DRIFT (Drenaggio, irrigazione e terapia fibrinolitica) non è altro che una terapia che consente di abbassare il rischio di gravi disabilità nell’apprendimento e paralisi cerebrale per tutti i bambini nati prima del nono mese di gravidanza, che hanno subito una grave emorragia intraventricolare.

Sulla rivista Archives of Diseases in Childhood, i ricercatori spiegano di aver concluso un’analisi durata più di dieci anni basata su questo trattamento che lava i ventricoli del cervello.

I risultati della terapia

I tanti anni di studio hanno consentito ai ricercatori dell’Università di Bristol di valutare il livello di disabilità dei neonati prematuri che hanno avuto un’emorragia cerebrale. Dai risultati ottenuti dallo studio si evince che i bambini, che avevano ricevuto il trattamento di “Drenaggio, irrigazione e terapia fibrinolitica”, avevano quasi il doppio delle probabilità di sopravvivere senza riportare gravi conseguenze cognitive rispetto a quelli che invece avevano ricevuto una terapia standard.

Karen Luyt, la coordinatrice della ricerca, ha spiegato: “L’emorragia cerebrale è una delle complicanze più gravi della nascita prematura. La condizione può causare significative lesioni cerebrali che possono determinare delle significative difficoltà di apprendimento”.


Lo studio di follow up

Nel corso dello studio di follow up, i ricercatori hanno valutato le condizioni di 52 dei 65 sopravvissuti al primo trial randomizzato del DRIFT, che venne condotto su 77 neonati prematuri, i quali avevano subito una grave emorragia cerebrale.

Mentre 39 di questi bimbi vennero trattati con la terapia in questione, altri 38 ebbero un trattamento standard. La nuova ricerca indica che per i membri del primo gruppo le probabilità di sopravvivere senza gravi disabilità cognitive sono di gran lunga maggiori (quasi raddoppiate). La coordinatrice ha così concluso: “Speriamo che questi risultati possano supportare l’implementazione del trattamento DRIFT”.

Nata a Melito Porto Salvo (RC) nel 1982, si è laureata in Giurisprudenza nel 2011 presso l’università “Mediterranea” di Reggio Calabria ed ha conseguito l’abilitazione forense nel 2016. Da sempre appassionata di scrittura, collabora con Notizie.it, Blasting News e alcuni blog di wine & food.


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Giuseppina Maria Rosaria Sgrò

Nata a Melito Porto Salvo (RC) nel 1982, si è laureata in Giurisprudenza nel 2011 presso l’università “Mediterranea” di Reggio Calabria ed ha conseguito l’abilitazione forense nel 2016. Da sempre appassionata di scrittura, collabora con Notizie.it, Blasting News e alcuni blog di wine & food.

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