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Perché non basta il vaccino a sconfiggere il Covid?

La fine della pandemia non coincide con l'arrivo dei vaccini. Perché non è sufficiente per mettere fine allincubo Covid?

Il Covid non si batterà solo con il vaccino

Negli Stati Uniti il Coronavirus si è accanito in maniera così incontrollata e per un lunghissimo tempo che si sta iniziando a pensare che, pur facendo vaccinare milioni di persone, altri milioni saranno ancora infetti dal virus. E l’unica soluzione, secondo alcuni scienziati della Colombia University, sarebbe quella di continuare a mantenere le distanze ed indossare la mascherina continuamente, almeno fino all’estate, se non ancora dopo.

Con l’arrivo dei vaccini a dicembre si è ovviamente sollevata la speranza che finalmente la pandemia sarebbe incorsa in un rallentamento o addirittura che la diffusione del virus si sarebbe fermata del tutto. Ma i vaccini da soli non bastano. Anzi, pensare di allentare l’ultilizzo, ad esempio, delle mascherine significa commettere un grave errore e diffondere ancora di più il Covid.

Perché il vaccino da solo non fermerà il Covid

Non c’è dubbio che farsi vaccinare previene la malattia. Tuttavia, alcuni ricercatori di malattie infettive hanno pensato bene di avvisare che sarebbero passati mesi prima che negli Usa un numero sufficente di persone avesse ricevuto il vaccino in modo tale da creare un’immunità di gregge. Solo quando accadrà ciò, infatti, e il numero di coloro che hanno avuto la malattia e sono guarite sarà aggiunto a quelle vaccinate, diventerà possibile che la popolazione sconfigga il Coronavirus.

Questa è la teoria di un epidemologo della Columbia, Jeffrey Shaman, il quale è giunto a questa posizione assieme alle ricerche fatte con il suo team, dando vita ad un vero e proprio modello di calcolo.

Shaman stima che negli Stati Uniti più di 105 milioni di persone sono già state infettate, curiosamente questi dati sono molto al di sopra di quelli segnalati, tanto è vero che nel suo modello di calcolo l’epidemologo mostra come ci dovranno essere altri milioni di infettati anche dopo il lancio del vaccino.

Sarà, dunque, necessario secondo queste posizioni che le precauzioni usate finora rimangano in vigore fino alla fine di luglio, in caso contrario ci sarà un’altra possibile esarcebazione della pandemia. Shaman stesso invita tutta la popolazione a non pensare che, avendo un vaccino che rappresenta la luce alla fine del tunnel, si sistemerà tutto in pochi mesi. Difatti, i prossimi mesi sono fondamentali nella corsa per sconfiggere il virus. Pensare di abolire le restrizioni già a Febbraio, quando la maggior parte degli operatori sanitari e di color che vivono nelle case di cura sarà vaccinato, equivale a provocare un numero maggiori di morti. Tanto è vero che, sebbene ci siano attualmente determinati atteggiamenti attuati per prevenire il virus, ci sono comunque delle aree del paese in cui la pandemia è diventata incontrollabile.

Lo studioso stima anche che il 60% della popolazione del Nord Dakota sia già stato infettato. E’ ovvio che il vaccino sarà d’aiuto, ma il Covid si esaurirà piano piano da solo. D’altro canto, nel Vemont, che ha un tasso di infezione di circa il 10%, il vaccino, se fosse distribuito rapidamente, potrebbe proteggere quasi l’intera popolazione.

Ma di cosa tiene conto questo modello di calcolo creato da Shaman? Esso tiene conto di fattori come la velocità e l’ordine di distribuzione del vaccino, l’efficacia di quest’ultimo dopo entrambe le dosi e, infine, le restrizioni per il contenimento del Coronavirus. La ricerca è stata finanziata da Pzifer, l’azienda farmaceutica che ha prodotto il vaccino, dalla National Science Foundation e dalla Morris-Singer Foundation.

Inoltre, l’amministrazione Biden ha detto di voler accellerare con la distribuzione del vaccino; tuttavia, secondo Trevor Bedford, genetista presso il Fred Hutchinson Cancer Research e l’università di Washington, non ci sono dati certi per affermare che tale velocizzazione della distribuzione avverrà. Bedford ha addirittura sottolineato che nel Regno Unito una nuova variate del virus è emersa di recente e sarebbe più trasmissibile di altre.

Appare evidente che con la giusta strategia di vaccinazione i dati sulla mortalità potrebbero scendere, nonostante l’infezione continui a circolare. In realtà, ciò dipende prima di tutto dai lavoratori, i quali sono quotidianamente esposti al contagio.

Tenuto conto di tutto ciò che finora si è detto, i risultati sembrano essere delle vere e proprie sgradite notizie alle orecchie della popolazione, che non desidera altro che tornare quanto prima alla vita normale. Gli stessi politici sono già consapevoli delle restrizioni che ci accompagneranno in questo 2021.

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