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Cosa fare e cosa non fare con il vaping di CBD

Per chi è interessato allo svapo di CBD ma esita a causa della mancanza di informazioni è importante capire cosa fare e cosa non fare per evitare effetti collaterali gravi.

vaping cbd cosa fare e cosa non fare

Sebbene lo svapo di cannabidiolo non sia l’unico metodo di consumo è sicuramente uno tra i più popolari. Le forme alternative includono infatti commestibili, cerotti, polvere di cristalli isolati per ricette, bevande, tinture, topici e capsule.

Altre sostanze per lo svapo vantano tra l’altro la marijuana arricchita con CBD o con canapa grezza. Premesso ciò, è tuttavia fondamentale capire cosa fare e cosa non fare con il vaping di CBD se si vogliono evitare effetti collaterali gravi.

Ideologia di base a riguardo dello svapo di CBD

Per coloro che sono interessati allo svapo di CBD ma esitano a causa della mancanza di informazioni, è importante che ci siano dei post come questo e che possano tranquillizzarli fornendogli dati veritieri.

Del resto la disponibilità di una gamma così diversificata di prodotti può rivelarsi scoraggiante per un principiante, creando una sfida per sapere quali sono i più adatti per questo metodo. Dopotutto abbiamo pasticche, olii, decine di eliquid aromatizzati con CBD, creme, e tantissime altre cose che stanno invadendo il mercato.

Fatta questa importante premessa, in primo luogo va detto che il cannabidiolo è un cannabinoide naturalmente prevalente nella pianta di canapa ovvero una varietà di cannabis. In secondo luogo è dato sapere che il CBD è diventato ampiamente noto per le sue proprietà terapeutiche e per alleviare i sintomi di specifiche condizioni di salute.

Quale olio di CBD è maggiormente adatto per lo svapo?

L’olio di CBD utilizzato per lo svapo è tipicamente costituito da quello di cannabis, dalle noci di cocco, ed è spesso usato nelle tinture orali. Il tentativo di inalarne una comporta tuttavia rischi sostanziali per la salute, inclusa la cosiddetta “polmonite lipoide”.

Le etichette della tintura purtroppo non sono sufficientemente contrassegnate con avvertenze che indicano tali effetti avversi, e in particolare spesso le confezioni sono fuorvianti; infatti, le bottiglie assomigliano a quelle con il contagocce delle varietà di e-juice adatte per i vaporizzatori.

Gli oli di CBD da evitare per lo svapo

L’olio per lo svapo è a volte il riferimento dato alla sostanza in essa contenuta e denominata cannabidiolo (CBD) che viene utilizzato per il consumo tramite la vaporizzazione. Questo prodotto tuttavia non è solo a base di olio, quindi il termine è sicuramente fuorviante e ha il potenziale per confondere gli utenti.

Questi devono infatti essere considerati come succhi invece di olii o distillati e per la maggior parte, sono costituiti da ingredienti di qualità alimentare, il che significa che è possibile solo assumerli per via orale.

Per questo motivo è fondamentale leggere sempre l’etichetta prima di inalare qualsiasi prodotto a base di cannabidiolo e soprattutto per assicurarsi che non ci sia olio alimentare contenuto negli ingredienti.

Lo svapo può far sballare?

Alcune persone hanno un’idea sbagliata in merito al CBD; infatti, ritengono che lo svapo abbia il potenziale per far “sballare”. A meno che il composto non derivi dalla marijuana, che è prevalente nel THC, la suddetta sostanza non ha la capacità di intossicare.

La maggior parte delle formule di cannabidiolo designate per questo metodo di consumo derivano infatti dalla canapa industriale e si compongono solo dello 0,3% di THC o anche meno, e quindi non abbastanza per creare un effetto inebriante.

A margine si evince quindi che per essere sicuri di non ricevere inavvertitamente un livello di THC superiore a una quantità adeguata e per evitare di sentirsi come un ubriaco, è fondamentale acquistare il CBD da un produttore affidabile e che invia i propri prodotti per test di laboratorio.

Questi ultimi tra l’altro dovrebbero essere ripetuti almeno ogni nove mesi o anche prima in modo da garantire al consumatore finale un prodotto di alta qualità e privo di effetti collaterali o rischi per la salute.

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