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Sanremo 2026: Achille Lauro canta Perdutamente in ricordo delle vittime

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Achille Lauro ha eseguito Perdutamente all'Ariston in omaggio alle vittime di Crans Montana, accompagnato da Valentina Gargano e da un coro di venti elementi; standing ovation e commenti di Carlo Conti

Achille Lauro ha aperto la seconda serata del Festival all’Ariston con una versione intensa di Perdutamente. L’esibizione, proposta in un’atmosfera di buio controllato, ha ricordato il lutto seguito al rogo di Capodanno a Crans Montana. Sul palco una sezione corale di venti voci e il contributo del soprano Valentina Gargano hanno trasformato la performance in un momento di raccoglimento collettivo.

Il pubblico ha risposto con una sentita standing ovation, mentre l’artista ha mostrato evidente commozione.

Un omaggio nato dalla memoria

Alla fine dell’esibizione, dopo la standing ovation, l’omaggio ha assunto una dimensione privata oltre che pubblica. La versione proposta da Lauro riprende la canzone che la madre di Achille Barosi aveva intonato accanto alla bara del figlio, trasformando l’intervento in un riferimento diretto al lutto di quella notte.

Sul palco, l’uso di luci attenuate e la presenza del soprano e del coro hanno acuito l’atmosfera. L’interpretazione ha funzionato come un appello alla memoria e alla solidarietà verso le famiglie colpite, segnando uno dei momenti più raccolti della serata.

Parole e reazioni dopo l’esibizione

Dopo l’esibizione Achille Lauro ha sottolineato che la musica non è solo intrattenimento, ma un elemento in grado di accompagnare e sostenere. «Se questo può aver confortato anche solo una persona, per noi era un dovere», ha aggiunto, visibilmente commosso. Anche il conduttore e direttore artistico Carlo Conti ha rimarcato il senso dell’omaggio, dedicandolo «a quei ragazzi, a chi sta ancora soffrendo e lottando» e auspicando che tragedie simili non si ripetano. Il momento è stato rivolto alle famiglie colpite e ha suscitato la reazione unanime del pubblico, contribuendo a rendere la serata tra le più raccolte.

Il quadro della serata: musiche, ospiti e momenti simbolici

La serata ha unito performance e riflessione, con esibizioni di artisti noti e momenti dedicati alle vittime di conflitti. Sul palco si sono alternati Patty Pravo, Enrico Nigiotti ed Ermal Meta. Quest’ultimo ha dedicato il proprio brano a una bambina vittima del conflitto a Gaza, sottolineando che i bambini dovrebbero fare rumore, non silenzio. La scelta ha reso il momento tra i più raccolti della serata.

La presenza fissa di Laura Pausini come co-conduttrice ha conferito continuità al programma. Pausini ha chiuso una parte della scaletta con un duetto insieme ad Achille Lauro sul brano “16 Marzo”. L’esibizione ha alternato passaggi di grande energia e momenti di malinconia, suscitando reazioni miste del pubblico.

Secondo Roberto Conti, osservatore musicale con lunga esperienza nella cronaca di eventi, la formula della serata ha bilanciato intrattenimento e impegno civile. I dati di ricezione del pubblico mostrano che i segmenti più riflessivi hanno avuto ampia risonanza mediatica. Il prossimo sviluppo atteso riguarda le dichiarazioni degli artisti nelle interviste postevento, che potrebbero alimentare dibattiti su musica e responsabilità sociale.

Il coro Anffas e lo spazio per lo sport

Dopo le dichiarazioni degli artisti nelle interviste postevento, il programma ha proseguito con un momento dedicato all’inclusione. Il coro Anffas ha eseguito «Si può dare di più» insieme a Laura Pausini, sottolineando il valore collettivo della partecipazione. L’esibizione ha messo in luce il talento di persone con disabilità intellettive e disturbi del neurosviluppo, valorizzando la musica come veicolo di integrazione sociale.

Subito dopo, le campionesse delle Olimpiadi invernali di Milano Cortina, Francesca Lollobrigida e Lisa Vittozzi, sono salite sul palco insieme ad atleti paralimpici. L’appello è stato a sostenere con pari attenzione le Paralimpiadi, riconoscendo lo sport come esempio di resilienza e impegno competitivo. L’intervento ha ribadito la necessità di pari riconoscimento mediatico e istituzionale per le manifestazioni paralimpiche.

Competizioni, momenti leggeri e dinamiche della serata

Dopo l’intervento che ha ribadito la necessità di pari riconoscimento mediatico e istituzionale per le manifestazioni paralimpiche, la serata ha proseguito con le competizioni e i momenti di intrattenimento.

Si sono svolte le semifinali delle Nuove Proposte. Hanno vinto Nicolò Filippucci e Angelica Bove, che accederanno alla finale di categoria. I dati di affluenza e i responsi della giuria hanno confermato un confronto serrato tra i giovani talenti.

Sul Suzuki Stage e dalla Costa Toscana sono arrivati contributi live. Bresh e Max Pezzali hanno ravvivato Piazza Colombo con esibizioni che hanno alternato brani di repertorio e arrangiamenti in chiave ritmica. Le performance hanno mantenuto alta l’attenzione del pubblico presente.

Non sono mancati momenti di leggerezza. L’imitatore Vincenzo De Lucia ha proposto siparietti comici, mentre la co-conduzione di Lillo e Pilar Fogliati ha stemperato i passaggi più intensi della serata con battute calibrate. Gli interventi umoristici hanno contribuito a variare il ritmo del programma senza interrompere la continuità delle esibizioni.

Gli interventi umoristici hanno variato il ritmo del programma senza interrompere la continuità delle esibizioni. La mescolanza di momenti toccanti e di intrattenimento ha confermato la doppia anima del festival: contenuto culturale e popolare insieme.

L’omaggio di Achille Lauro a Crans Montana è rimasto uno dei passaggi più ricordati della serata. La performance ha impiegato musica e parole per richiamare la memoria collettiva e offrire un momento di condivisione emotiva tra artisti e pubblico.

La serata ha così alternato competizione, spettacolo e commemorazione in un bilanciamento che ha preservato il senso delle singole esibizioni. Rimane l’impressione di un evento capace di coniugare intrattenimento e impegno simbolico, con passaggi destinati a restare nel repertorio mediatico.