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Sanremo, Luché spegne le polemiche sull'autotune

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Luché risponde alle critiche sulla presenza dell'autotune all'interno del suo brano in gara, Labirinto.

Luché è in gara al Festival di Sanremo 2026 dimostrando l’ennesima vicinanza tra il mondo del Rap e la kermesse Sanremese che ora abbraccia altri stili riuscendo a portare nelle case degli italiani la bellezza del panorama musicale italiano e lo sviluppo dell’ascolto di diverse generazioni.

Luché e il suo brano Labirinto

Luché a Sanremo porta Labirinto ed allo stesso tempo si apre svelando il perché è arrivato il momento perfetto per abbracciare il Festival di Sanremo evitandone di stargli lontano.

Sanremo in fondo è una vetrina importante e permette di farsi conoscere e valorizzare ad un pubblico più ampio rispetto a quello ormai consolidato degli appassionati di un genere, in questo caso il rap.

Il rapper nel corso del tempo è uscito dalla sua nicchia venendo apprezzato totalmente sul territorio italiano anche se le esperienze già avute come ospite all’Ariston sono certamente un aiuto.

Autotune? Mi da tanto fastidio

Luché è stato intercettato in sala stampa da una domanda che è presente in ogni Festival degli ultimi anni ovvero la presenza dell’autotune quando i cantanti si esibiscono live.

“Quando sento delle cose mi dà fastidio” ha riportato Open dall’intervista dell’artista a Fanpage.it lui accetta la critica sull’autotune ma fa capire che in Italia bisogna riuscire a staccarsi da questa visione negativa, nel suo brano vi sono 6 effetti sulla voce, non è quindi solo autotune.

Allo stesso tempo lui ha provato e prova a contaminare il suo stile con influenze americane o inglesi e l’Italia dovrebbe essere ormai pronta a queste contaminazioni sulle tracce che vengono prodotte. Purtroppo non sembra essere questa la strada.