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Sanremo, intrusi sul palco: i due episodi con Pippo Baudo

Disturbatore sale sul palco dell’Ariston all’inizio della prima serata del Festival e il super-ospite Fiorello lo blocca come Baudo con Cavallo Pazzo.

L'episodio
L'episodio che coinvolse Pippo Baudo

E’ cominciato subito con momenti di tensione il Festival di Sanremo. Fiorello era giunto pochi istanti prima sul palco dell’Ariston per aprire la kermesse, che arrivato uno sconosciuto chiedendo di poter parlare per essere ascoltato “dal procuratore … Dal Sindaco di Sanremo”, con cui avrebbe cercato di avere contatti da due mesi. Fiore ha saputo gestire l’imprevisto, bloccando il disturbatore e tentando di capire che cosa volesse, poi, poco dopo, l’uomo è stato allontanato dagli uomini della sicurezza.

Purtroppo non è la prima volta che avvengono fatti simili a Sanremo: lo stesso Fiorello ha detto che avrebbe dovuto “fare il Pippo della situazione” bloccando l’intruso, riferendosi al celebre precedente di Pippo Baudo con Cavallo Pazzo.

Sicurezza, disturbatore e Fiorello

L’episodio

Momento di tensione

Ma come era avvenuto quel famoso episodio che è rimasto nella storia del Festival? Era il 1992 e il personaggio, che all’anagrafe si chiamava Mario Appignani, presentandosi semplicemente in giacca e cravatta aveva proprio fatto irruzione sul palco, gridando che il Festival era truccato e rivelando il nome del presunto vincitore – Fausto Leali -, che però rimase solo presunto.

Anche in quel caso il conduttore aveva cercato di buttarla sull’ironia, definendo Appignani “un pazzerellone” ed esortando il pubblico a non pensare che lo portasse con sè ovunque. Successivamente lo stesso disturbatore ribadì le accuse al Festival della Canzone Italiana e a Baudo.

Cavallo Pazzo, era un giovane romano di 34 anni non nuovo a fenomeni di disturbo e contestazione. Nel 1991, alla 48° edizione del Cinema di Venezia, durante la diretta per la consegna dei Leoni d’Oro, aveva irruzione gridando frasi proprio contro Pippo Baudo.

In seguito, nel 1994, si era reso protagonista di un’invasione di campo allo Stadio Olimpico di roma durante una partita calcio. Appignani – che aveva avuto un’infanzia difficile, figlio di una prostituta cresciuto tra orfanotrofi e brefotrofi, tra cui uno del quale sarebbe stata arrestata la direttrice per maltrattamenti -, finì la sua vita in modo tragico, morendo, nel 1996, di AIDS.

Episodio successivo

Il fatto

Tre anni dopo Cavallo Pazzo, sempre con Pippo Baudo come presentatore – co Anna Falchi e Claudia Koll come vallette -, un 40 enne, Pino Pagano, residente a Bologna, aveva minacciato il suicidio gettandosi da una balconata ed era salvato e dissuaso dallo stesso presentatore a compiere il gesto. In seguito sul traumatico episodio si diffusero diverse versioni, tra cui quella che il Pippo Nazionale fosse al corrente di tutto e che Pagano non volesse veramente suicidarsi.

Per quanto riguarda quest’ultima ipotesi, in effetti, cinque anni più tardi l’ “aspirante suicida” scrisse una lettera a Baudo scusandosi per ciò che aveva fatto: ammise di aver compiuto tutto per pubblicità e soldi. Per un breve periodo fece anche ospitate nelle discoteche e incise persino un disco.


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