Sant'Ambrogio: chi era e come nasce la ricorrenza
Sant’Ambrogio: chi era e come nasce la ricorrenza
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Sant’Ambrogio: chi era e come nasce la ricorrenza

Sant'Ambrogio

Sant’Ambrogio è uno dei santi più importanti di tutta la cultura occidentale. Viene presentata la sua vita e come nasce la ricorrenza del 7 dicembre.

Sant’Ambrogio è stato uno degli uomini più importanti di tutta la religione cristiana. Eccellente oratore, il suo vero nome è Aurelius Ambrosius e assieme a San Girolamo, Sant’Agostino e San Gregorio I Papa fa parte dei quattro massimi dottori della Chiesa d’Occidente.

Egli nacque tra il 339/340 a Treviri , suo padre infatti era il Prefetto del Pretorio in Gallia. La sua famiglia era cristiana da diverse generazioni, infatti anche i suoi fratelli Marcellina e Satiro vengono venerati come santi. Rimasto orfano del padre, divenne prima consularis dell’Emilia e della Liguria e poi successivamente vescovo nel 374. Divenne subito un personaggio molto influente, non solo per i tanti scritti teologici composti, ma anche per la sua missione in Gallia dove fece desistere l’usurpatore Massimo dall’attaccare per il momento l’Italia (l’imperatore Valentiniano e la madre Giustina dimostrarono assai gratitudine ad Ambrogio per questo gesto).

Al Concilio di Aquileia nel 381 egli si fece campione dell’ortodossia contro gli ariani.

Ambrogio entrò in contrasto con Giustina poiché ella favoriva questi ultimi. Quando nel 386 giunse a Milano Aussenzio (un vescovo eretico) per ricevere dalla corte la basilica Porzia, Ambrogio fece occupare il luogo sacro dalla folla. Animata dalla fede del vescovo cattolico e dai suoi canti liturgici, soste un vero assedio, vedendola poi vincitrice. Egli, durante la Pasqua del 387, battezzò Sant’Agostino.

Inoltre Sant’Ambrogio influì sulla politica di Teodosio I, imperatore romano. Egli ordinò al vescovo di ricostruire il tempio di Callinico, distrutto recentemente dai cristiani, accusandolo di aver istigato i rivoltosi. Egli si scagliò contro il provvedimento e lo fece revocare dopo le minacce di sospendere l’attività religiosa. Momento di maggior scontro si ebbe nel 390, poichè l’imperatore Teodosio aveva ucciso migliaia di persone a Tessalonica, colpevoli di aver linciato il capo del presidio romano in città. Tramite una lettera Sant’Ambrogio gli ordinò, pena esclusione dai riti sacri, di pentirsi (cosa che Teodosio fece pubblicamente la notte di Natale dello stesso anno).

Durante la lotta per il potere tra Teodosio I e Flavio Eugenio, quando il secondo varcò le Alpi per conquistare Milano, Sant’Ambrogio si ritirò a Bologna e poi a Firenze.

Appena Teodosio riuscì a cacciare il nemico dall’Italia, egli tornò a Milano. Morì nella città meneghina il 4 Aprile del 397.

Sant’Ambrogio si festeggia il 7 dicembre, sia dai cattolici che dagli ortodossi. E’ stata scelta questa data per ricordare lo stesso giorno del 374, quando venne ordinato vescovo. Egli scrisse, poco prima di morire, che fu quasi obbligato a diventare vescovo, salvo poi impegnarsi a fondo per il resto della sua vita. Nei dipinti e nelle immagini è spesso raffigurato con un libro in mano (perchè dottore della chiesa) o un alveare (simbolo dell’eloquenza e per ricordare la leggenda delle api che sfamassero da piccolo Ambrogio senza pungerlo) o il flagello (per ricordare la penitenza che il santo diede a Teodosio I dopo i fatti di Tessalonica). La più antica immagine del santo è quella nella Basilica Ambrosiana, nella cappella dei santi Vittore e Satiro, datata V secolo. Egli è protettore degli apicoltori e dei vescovi, oltre che della Lombardia, di Milano e di Vigevano.

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