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Sassi contro la nave militare “Carabiniere” a Taranto, indaga la Digos

Ci sarebbero una ventina di sospettati vicini ai centri sociali fra coloro che hanno lanciato dei sassi contro la nave militare “Carabiniere”

I manifestanti e il picchetto in murata della Carabiniere

Dopo il lancio di sassi da parte di facinorosi anti Nato contro la nave militare “Carabiniere” a Taranto sull’episodio sta indagando la Digos. Gli inquirenti stanno identificando i manifestanti che hanno lanciato oggetti e gridato “assassini” all’indirizzo dei marinai e degli ufficiali in plancia durante il tragitto lungo il canale navigabile che conduce al “Mar Piccolo”.

Le procedure di identificazione a cura del reparto deputato della Polizia di Stato procedono dalla prima serata di ieri, 16 marzo, quando la fregata Fremm era tornata in rada a Taranto dopo una missione operativa per effettuare lavori nei bacini dell’Arsenale militare.

Sassi contro la nave militare, 20 sospettati

Le indagini si stanno concentrando su alcune persone, pare una ventina, riconducibili all’ambiente dei centri sociali. I profili penali ipotetici per cui si procede sono per manifestazione non autorizzata e vilipendio di corpo armato dello Stato.

Fonti degli inquirenti della polizia spiegano comunque che “a valle dell’identificazione dei singoli, sarà però possibile individuare meglio le responsabilità di ciascuno”.

Gli insulti dei manifestanti: “Assassini”

Il lancio di pietre e l’esposizione di striscioni che inneggiavano alla “Nato fuori da Taranto” era partito all’improvviso dal lato della città vecchia prospiciente il canale navigabile. Le pattuglie di Carabinieri e Polizia dislocate non avevano fatto in tempo ad intervenire perché lontane dal punto di innesco di una contestazione che ha visto anche i marinai bersagliati dal grido di “assassini”.

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