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Scoperto asilo irregolare a Treviso: bonus nido per 320mila euro e evasione Iva oltre 150mila euro

Scoperto asilo irregolare a Treviso: bonus nido per 320mila euro e evasione Iva oltre 150mila euro

Un asilo nido privo di titoli autorizzativi a Vittorio Veneto è stato al centro di un’indagine che ha ricostruito l’erogazione indebita di oltre 320mila euro di bonus nido e un’evasione dell’Iva superiore a 150mila euro; la legale rappresentante è stata denunciata alla Procura della Repubblica di Treviso.

Una verifica fiscale condotta dal Comando provinciale di Treviso della Guardia di Finanza ha portato alla luce una vicenda di irregolarità amministrative e fiscali legate a un asilo nido abusivo con sede a Vittorio Veneto. Le indagini hanno ricostruito due filoni principali: l’indebita percezione del bonus nido e una consistente evasione dell’Iva legata alle operazioni della struttura.

L’attività investigativa è scaturita da un controllo svolto nel dai carabinieri del Nas che hanno riscontrato la mancanza dei titoli autorizzativi necessari per esercitare come asilo nido privato. Sulla base di quei rilievi, il Nucleo speciale spesa Pubblica e Repressione Frodi Comunitarie della Guardia di Finanza ha acquisito i dati dell’Inps relativi alle misure di sostegno per le famiglie dei bambini frequentanti la struttura.

Indebita erogazione del bonus nido per oltre 320mila euro

Le verifiche sui flussi di erogazione del bonus nido hanno evidenziato che le somme sono state corrisposte per un totale superiore a 320mila euro nel periodo compreso tra il 2019 e il 2026. L’elargizione dei contributi si basa sul presupposto che i bambini frequentino servizi autorizzati rivolti alla fascia d’età da 0 a 3 anni tuttavia, nel caso in esame la struttura non risultava in possesso dei requisiti previsti.

Falsi titoli abilitativi forniti alle famiglie

Secondo gli accertamenti, la struttura avrebbe fornito alle famiglie indicazioni su titoli abilitativi che si sono poi rivelati falsi consentendo così alle richieste presentate di essere accolte dall’ente erogatore. L’uso di documentazione non veritiera ha determinato l’erogazione indebita di contributi pubblici e ha rappresentato il nucleo della contestazione per truffa aggravata nei confronti della legale rappresentante dell’asilo.

Evasione dell’Iva e responsabilità della società

Parallelo al capitolo dei contributi pubblici, le fiamme gialle della Compagnia di Vittorio Veneto hanno ricostruito la posizione fiscale della società che gestiva l’asilo, accertando un’evasione dell’Iva superiore a 150mila euro. Tale somma risulta collegata all’applicazione impropria di regimi di esenzione riservati a strutture regolarmente autorizzate:

La mancanza dei requisiti autorizzativi ha

Provvedimenti giudiziari e amministrativi in corso

La legale rappresentante è stata denunciata alla Procura della Repubblica di Treviso con l’accusa di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche reato per il quale è prevista una pena da due a sette anni di reclusione. La società è stata inoltre segnalata per la responsabilità amministrativa derivante da reato e potrebbe affrontare una sanzione pecuniaria fino a 500 quote il cui valore sarà determinato in funzione delle condizioni economiche e patrimoniali dell’ente.

Gli elementi accertati dalla Guardia di Finanza saranno inoltrati anche alla Corte dei Conti per la valutazione di un eventuale danno erariale, a tutela delle risorse pubbliche coinvolte.

Ruolo degli enti e ricadute territoriali

L’operazione ha visto il coordinamento tra diverse autorità: i carabinieri del Nas per gli aspetti sanitari e autorizzativi, il Nucleo speciale della Guardia di Finanza per le frodi sulla spesa pubblica e l’Inps per la fornitura dei dati relativi ai beneficiari del bonus. Sul piano locale, l’attività investigativa è stata svolta nel territorio della provincia di Treviso con la Compagnia della Guardia di Finanza di Vittorio Veneto impegnata nella ricostruzione del quadro economico e fiscale della struttura.

La vicenda sottolinea come la corretta gestione dei servizi per l’infanzia e la verifica delle autorizzazioni siano elementi fondamentali non solo per la tutela dei minori ma anche per la salvaguardia delle risorse pubbliche. Le autorità competenti proseguiranno gli accertamenti per definire gli aspetti penali e contabili ancora aperti.

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