Inizialmente si è ipotizzato che si trattasse di un episodio isolato ma le accurate ed approfondite indagini condotte a seguito dell’agguato con kalashnikov avvenuto, in mezzo a decine di persone, a Seriate lo scorso 21 giugno, hanno portato a galla la verità. Una vera e propria svolta che ha consentito peraltro di scoprire che prima di questo episodio se ne era verificato un altro ad esso strettamente collegato.
E che entrambe i fatti sono strettamente collegati ad un giro di droga.
Sparatoria con kalashnikov, la svolta dalle indagini: c’entra la droga
La vicenda risale al 21 giugno quando un agguato è stato messo a segno alle piscine di Seriate, in provincia di Bergamo. Dando il via ad una serie di indagini coordinate dal pubblico ministero Antonio Mele e condotte dai Carabinieri della Sezione Operativa della Compagnia di Bergamo.
Un episodio pericoloso perché avvenuto in mezzo a decine di famiglie: si sarebbe trattato di una vera e propria guerra tra gruppi rivali per ottenere il controllo dello spaccio di droga nell’area. Al termine delle indagini è stato catturato il presunto capo ‘Botros’, trovato nel comune di Vigevano e sono stati sequestrati Kalashnikov, SIG 550, AR-15, pistole e droga.
Ma non è tutto perché una spedizione omicidiaria risalente al 15 giugno e avvenuta nelle aree boschive di San Paolo d’Argon è ritenuta dagli investigatori un episodio correlato a quanto accaduto a Seriate. In questa occasione un gruppo composto da una dozzine di persone con il volto coperto e con fucili d’assalto Ak-47 è sbucato dalla vegetazione muovendosi poi tra le strade per, infine, dileguarsi. Stando a quanto emerso dalle indagini dietro all’azione vi sarebbe Botros, classe 97, nato in Marocco e clandestino, il ‘capo’ del gruppo che si muoverebbe, pur senza fissa dimora, tra Arluno, Vermezzo con Zelo e Vigevano.
Sparatoria con kalashnikov, l’arresto della banda armata
Il suo obiettivo era quello di eliminare i gruppi rivali e ottenere il predominio sullo spaccio di stupefacenti. Obiettivo della spedizione era il gruppo guidato da E.R.M., classe ’99, nato in Marocco e senza fissa dimora. Gruppo che si occupava di gestire le aree di spaccio nella boscaglia in provincia di Bergamo. Quello del 21 giugno sarebbe dunque il secondo agguato, organizzato da Botros proprio perché il 15 giugno non era riuscito a colpire i rivali. Il commando è arrivato alle piscine di Seriate a bordo di una Peugeot (il conducente non è stato ancora identificato) e, in mezzo alla gente, uno di loro ha aperto il fuoco con un Kalashnikov AK-47. Era presente anche Botros che, impugnando una pistola mitragliatrice, è entrato anche nei locali del bar e della reception inseguendo la sua vittima. E.R.M. è riuscito a scampare all’agguato ed è fuggito, mentre gli aggressori si sono allontanati in tutta fretta pochi secondi dopo.
E.R.M. è stato localizzato l’8 luglio: era stato sottoposto, in passato, alla misura cautelare dei domiciliari con braccialetto elettronico ma era evaso e per tale motivo era stata emessa un’ordinanza, da parte della Corte d’Appello di Milano, di custodia cautelare in carcere. I militari lo hanno individuato su un’auto diretta da Brescia verso il sud Italia. Lo hanno pedinato arrestandolo, durante una sorta, fuori da un centro commerciale di Marcianise ed è ora rinchiuso nel carcere di Santa Maria Capua a Vetere. É stato lui a fornire l’identità dell’aggressore oltre ad una serie di importanti dettagli che hanno consentito ai carabinieri di proseguire le indagini. Arrivando all’arresto di alcuni dei responsabili del gruppo criminale e al sequestro di droga ed armi da fuoco.
