Nove anni e quattro mesi di carcere per l’omicidio volontario di Hazem Ahmed, 13 anni, morto a Milano dopo essere stato accoltellato al culmine di una lite legata a una compravendita di droga. È la condanna inflitta con rito abbreviato a Randi Martinez Despaigne, 28enne cubano, arrestato al termine delle indagini dei Carabinieri coordinate dalla pm Francesca Crupi.
A fare discutere sono ora le motivazioni della sentenza, depositate dalla gup di Milano Francesca Ballesi. La giudice ha confermato la contestazione di omicidio volontario, ma ha escluso l’aggravante legata alla minore età della vittima, ritenendo che per l’imputato l’errore sull’età del ragazzo fosse “scusabile“. Una decisione che ha provocato la protesta dei familiari del 13enne, assistiti dall’avvocato Francesco Egidi.
9 anni per omicidio: la corporatura del 13enne e l’errore sull’età
Secondo quanto scritto dalla gup nelle motivazioni, Hazem Ahmed era alto circa un metro e ottanta e pesava 86 chili. La sua corporatura, secondo la giudice, avrebbe potuto farlo apparire come un giovane adulto e non come un ragazzino di 13 anni.
Proprio questo elemento è alla base della decisione di non riconoscere l’aggravante della minore età. La gup ritiene infatti che Martinez Despaigne, al momento dei fatti, non fosse consapevole della reale età della vittima e che potesse ragionevolmente ritenerla maggiorenne.
Nelle motivazioni viene sottolineato anche che tra i due non esisteva alcun rapporto precedente che avrebbe potuto consentire all’imputato di conoscere l’età effettiva del ragazzo. Per la giudice, dunque, non sarebbe stato concretamente prevedibile che la vittima fosse minorenne.
La circostanza è rilevante dal punto di vista giuridico: l’aggravante, spiega la gup, richiede infatti un concreto coefficiente di prevedibilità dell’età della vittima, che nel caso esaminato non sarebbe stato riscontrato.
La morte dopo due settimane di ricovero
I fatti risalgono al maggio dello scorso anno, quando Hazem Ahmed rimase gravemente ferito in viale Vittorio Veneto, a Milano. Secondo la ricostruzione accusatoria, l’aggressione sarebbe avvenuta al termine di una lite scoppiata nel corso di una compravendita di droga, in pieno pomeriggio. Il 13enne era stato colpito con più coltellate, riportando una grave ferita al costato e la perforazione di un polmone. Dopo essere stato trasportato in ospedale, è rimasto ricoverato per circa due settimane, prima di morire a causa delle conseguenze delle ferite riportate.
Le indagini dei Carabinieri hanno portato all’arresto di Randi Martinez Despaigne, successivamente condannato per omicidio volontario con rito abbreviato. La pena di nove anni e quattro mesi tiene conto anche dello sconto previsto per la scelta del rito e delle attenuanti generiche riconosciute all’imputato. La decisione della giudice sull’aggravante della minore età ha però suscitato la reazione dei familiari di Hazem, tra cui i genitori e i fratelli. Per loro, la condanna rappresenta un esito particolarmente difficile da accettare alla luce della giovanissima età della vittima e della gravità dell’episodio.
