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Sevastopol annulla i limiti di acquisto di carburante: cause e conseguenze

Sevastopol annulla i limiti di acquisto di carburante: cause e conseguenze

Dopo mesi di limiti, il porto di Sebastopoli riaccende i rubli alle pompe, ma il prezzo della benzina resta tra i più alti d’Italia.

Le autorità installate dal Cremlino nella penisola di Crimea hanno iniziato a smantellare le misure di razionamento di carburante introdotte nei mesi scorsi. La decisione arriva dopo una serie di attacchi ucraini che hanno messo in difficoltà le raffinerie russe e le linee di approvvigionamento verso la regione annessa.

Il governatore di Sevastopol, Mikhail Razvozhayev, ha comunicato lunedì che i limiti di acquisto saranno revocati a partire dalla mezzanotte, poiché le consegne di benzina hanno raggiunto una stabilità sufficiente a garantire la vendita senza interruzioni per il breve periodo.

Fine al razionamento di carburante a Sevastopol

Razvozhayev ha dichiarato che la decisione è stata presa perché «la situazione logistica con la benzina è praticamente stabilizzata», citando l’agenzia Interfax. Il governatore ha sottolineato che la città dispone di scorte adeguate per sostenere la domanda, sebbene alcune stazioni di servizio hanno subito una momentanea carenza di determinati gradi di carburante nella mattinata di lunedì, prima di essere rapidamente rifornite.

Impatto immediato sui distributori

Le stazioni di servizio di Sevastopol hanno riportato un’affluenza più alta rispetto ai giorni di razionamento, con i clienti che hanno potuto acquistare senza dover attendere i permessi di acquisto giornaliero. Il ripristino della normale attività commerciale è stato accolto con sollievo dai residenti, ma le autorità hanno avvertito di monitorare costantemente la situazione logistica per evitare ricadute.

Le radici del razionamento: attacchi ucraini e inflazione dei prezzi

Il razionamento era stato introdotto a maggio, quando droni ucraini hanno colpito camion militari e rimorchi di carburante che rifornivano la Crimea dal nord, creando una carenza locale di benzina. Gli stessi attacchi si sono poi estesi alle raffinerie russe, provocando due ondate di carenze a livello nazionale. Il 12 ottobre, secondo i dati di Rosstat, il prezzo medio della benzina a Sevastopol ha raggiunto i 131,76 rubli per litro (circa 6 dollari per gallone), collocandosi tra le località più costose del Paese.

Riflessi sul mercato russo e relazioni internazionali

A livello nazionale, il prezzo della benzina è aumentato di oltre il 21% dall’inizio dell’anno. Le tensioni si sono ulteriormente complicate quando l’ex presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha attribuito gli aumenti dei prezzi del diesel alle azioni ucraine contro le raffinerie russe, nonostante gli analisti ritengano che la guerra in corso contro l’Iran sia il principale motore dei costi energetici. Trump aveva annunciato un «ceasefire energetico» tra Russia e Ucraina, ma la pausa è durata poco, con le forze russe che hanno continuato gli attacchi alla rete elettrica ucraina.

Nel frattempo, l’Ucraina ha proseguito le proprie operazioni contro le infrastrutture energetiche russe, lanciando più di 1.000 droni che hanno colpito un terminale petrolifero a San Pietroburgo e altri impianti. Questi attacchi, sebbene non direttamente collegati al razionamento di Sevastopol, hanno mantenuto alta la pressione sui flussi di carburante russi, contribuendo a una situazione di mercato ancora volatile.

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