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Michele Alboreto, il pilota della Ferrari morto lontano dalle gare

Nel 2001 muore Michele Alboreto, il pilota di Formula Uno, volto della Ferrari. La scomparsa avviene fuori dalle piste che lo avevano reso campione.

Michele Alboreto, pilota della Ferrari morto nel 2001

Era l’ultimo pilota italiano ad essere stato scelto da Enzo Ferrari. Quando è morto, Michele Alboreto per la Ferrari aveva ottenuto un secondo posto al Mondiale del 1985. Ma la morte sa essere beffarda e per lui giunge lontano dalle gare, nel lontano 2001.

Alboreto, da San Marino a Maranello

Michele Alboreto era amato da tanti. Nato a Milano, debutta in Formula Uno nel 1981, a San Marino, al volante della Tyrell-Ford. Come pilota si fa conoscere con due vittorie non italiane: con la scuderia britannica, ottiene due vittorie negli Stati Uniti. È un pilota eccezionale e lo nota Enzo Ferrari. Sarà lui a dargli la “benedizione”, portandolo in Ferrari. Il passaggio alla storica casa di Maranello non è scontato: il Cavallino era visto come “intoccabile” per i piloti italiani.

Con l’arrivo di Alboreto, il circo rosso accelera. Il giovane pilota finisce, così, nell’olimpo degli indimenticabili. Con Ferrari gareggia dal 1984: un anno dopo arriva secondo, cedendo ad Alain Prost. Resta a Maranello fino al 1988, torna alla Tyrell, poi Lola, Footwork e Minardi. Ormai il nome Alboreto parla per sé: 194 Gran Premi, cinque vittorie e due pole position, fra i traguardi più importanti.

Morto Michele Alboreto, l’omaggio della Ferrari

Il legame con la casa di Maranello rimarrà sempre. Dopo la sua scomparsa fra i primi a commentare la sua morte è Luca Cordero di Montezemolo, presidente della scuderia: “Alboreto è stato un pilota importante nella storia della Ferrari“. Quando Alboreto muore, è ancora un uomo che amava correre, anche se la sua corsa si arresta fuori dalle piste, lontano dalle gare che lo avevano consacrato. Il 25 aprile 2001 lo scontro fatale a Lausitzring, vicino Dresda: stava effettuando i collaudi delle nuove Audi R8 Sport quando la vettura sbanda e si rovescia. L’auto finisce dalla parte opposta, oltre il guard rail. Purtroppo non c’è niente da fare.

Si spegne, così, la vita non di un pilota, ma di un uomo spinto da una passione insoprrimibile.

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