Dopo aver iniziato a fare il DJ in giovane età, Stefan Rose ha progressivamente trasformato una passione coltivata per anni in un progetto artistico più ampio, affiancando alla dimensione della consolle quella della produzione musicale. Un percorso iniziato professionalmente solo negli ultimi anni e che ha trovato una spinta decisiva in un periodo personale complesso, diventato per l’artista un’occasione per dare finalmente spazio a un desiderio rimasto a lungo in sospeso.
Il suo sound si muove tra Melodic House & Techno e Indie Dance, con una particolare attenzione al groove, alle atmosfere melodiche e alla componente emotiva. Dopo l’EP di debutto Abyss, capace di raggiungere il terzo posto della classifica generale di Beatport, Rose ha continuato a sviluppare una propria identità sonora, arrivando al più recente Closing In, un singolo pensato per il dancefloor ma caratterizzato anche da una forte componente melodica e vocale.
Tra le sue influenze cita tre nomi che hanno segnato profondamente il suo rapporto con la musica elettronica: Dixon, Maceo Plex e Solomun. Una visione che si riflette anche nella sua idea di club culture, tra il sound system di Moni a Mykonos e il ricordo di Space Ibiza. In questa intervista, Stefan Rose racconta il suo percorso dalla consolle alla produzione, i momenti più significativi della sua carriera, il rapporto con i social media e i progetti che lo attendono nei prossimi mesi.
Ciao Stefan, e benvenuto su notizie.it
Quando hai deciso di iniziare a produrre musica?
Ho iniziato a fare musica professionalmente qualche anno fa. Ho attraversato un periodo di lutto in famiglia e, sebbene sia stato un momento difficile, volevo riuscire a trasformarlo in qualcosa di positivo. Ho deciso quindi di usare quella difficoltà come stimolo per raggiungere i miei obiettivi creativi. Faccio il DJ da quando ero giovane e avevo sempre desiderato dedicarmi alla produzione, ma non riuscivo mai a trovare il tempo per farlo davvero. Solo recentemente ho iniziato a dedicare alla produzione musicale la stessa energia che avevo sempre riservato al DJing. È stata una sensazione incredibile poter finalmente inseguire un sogno che coltivavo da tutta la vita.
Quando hai capito che la musica sarebbe stata la tua strada?
La musica elettronica è stata una parte importante della mia vita per tutta l’età adulta e, in realtà, fin dall’infanzia. Qualunque strada avessi scelto, avrebbe comunque avuto un ruolo importante nella mia vita. Gli eventi recenti nella mia famiglia sono stati un momento decisivo per il mio percorso artistico, perché mi hanno aiutato a far emergere una passione che era sempre stata dentro di me. Una delle cose più gratificanti dell’essere un artista è proprio l’imprevedibilità del percorso, e io sto ancora costruendo la mia strada, giorno dopo giorno.
Quali sono i tuoi artisti preferiti?
Sono troppi per poterli elencare tutti, ma spesso mi riferisco ai miei personali “Big 3”: Dixon, Maceo Plex e Solomun. Sono stati tutti fondamentali nel farmi avvicinare a questo tipo di musica anni fa. Sono artisti straordinari e continuano ancora oggi ad avere una grande influenza sulla scena.
E quali sono i tuoi club e festival preferiti?
In questo momento probabilmente il mio club preferito è Moni a Mykonos. Ha uno dei migliori sound system che abbia mai ascoltato, è molto intimo e durante la stagione propone line-up di altissimo livello, con i DJ ospiti più importanti che spesso non vengono nemmeno annunciati. È aperto sette sere alla settimana e va avanti fino a tarda notte, con un pubblico internazionale e un’atmosfera molto divertente. Il mio locale preferito di sempre è probabilmente Space Ibiza, ma purtroppo ormai non è più con noi.
Come descriveresti musicalmente il tuo ultimo singolo, “Closing In”?
È un incontro tra Melodic House & Techno e Indie Dance. C’è una forte componente ritmica, tipica del mio sound, e una bassline molto groove che, insieme, danno al brano una forte identità da club. Allo stesso tempo, gli interventi dei synth melodici e la presenza importante delle voci originali aggiungono una dimensione emotiva e ne accentuano la natura ipnotica. È un singolo versatile, che posso suonare in contesti molto diversi, e questa estate ha ricevuto un incredibile supporto da tutto il mondo.
Qual è il momento più bello della tua carriera musicale che ricordi?
Quando è uscito il mio EP di debutto, “Abyss”, raggiungendo il terzo posto nella classifica generale di Beatport. È stata la conferma di tutto il lavoro e dell’impegno che avevo dedicato alla produzione musicale, e un momento che porterò con me per sempre.
E quello più assurdo o imbarazzante?
Una volta avevo un DJ set e sono arrivato presto al locale, dove era in corso una festa di compleanno per bambini. All’inizio ho pensato sinceramente di essere nel posto sbagliato, ma poi ho scoperto che durante il giorno lo spazio veniva affittato anche a gruppi e organizzazioni non legati alla musica, per contribuire a coprire i costi della struttura. Quando ho iniziato a suonare quella sera, i bambini erano ormai andati via e il pubblico era completamente cambiato, così come la musica e il volume. È stato sicuramente uno dei momenti più inaspettati e divertenti della mia vita on the road.
Cosa fai nel tempo libero?
Mi alleno, leggo, viaggio e trascorro tempo con le persone che amo.
Che rapporto hai con i social media?
Sono ormai una necessità nell’industria musicale e li utilizzo regolarmente per promuovere il mio lavoro, raccontare il mio percorso artistico e ampliare la mia fanbase. Mi permettono di fare cose che in passato non sarebbero state possibili, come entrare in contatto con musicisti di tutto il mondo e interagire direttamente con chi mi segue. Allo stesso tempo, però, possono assorbire moltissimo tempo e, cosa ancora più preoccupante, compromettere la concentrazione e l’attenzione. Per un artista è un equilibrio difficile da trovare, e molti dei miei colleghi affrontano la stessa difficoltà.
Quali sono i tuoi prossimi progetti?
Ho in programma altre tre uscite entro la fine dell’anno, oltre a diversi importanti show negli Stati Uniti e in Europa, che saranno annunciati molto presto. È un periodo intenso ed emozionante per me, con tante cose interessanti all’orizzonte.

