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Strage di Viareggio: confermate le condanne definitive per Mauro Moretti e altri 11 imputati

Strage di Viareggio: confermate le condanne definitive per Mauro Moretti e altri 11 imputati

Dopo 17 anni di processi, la Cassazione ha reso definitive le condanne per la strage di Viareggio. Scopri le reazioni dei familiari e i dettagli della sentenza.

La Corte di Cassazione ha messo un punto definitivo alla strage di Viareggio avvenuta il 29 giugno 2009. Le condanne per Mauro Moretti ex amministratore delegato di Ferrovie dello Stato e Rete Ferroviaria Italiana e altri 11 imputati sono ora definitive. Un verdetto atteso da anni dai familiari delle 32 vittime e che chiude un capitolo doloroso della storia italiana.

La sentenza della Cassazione ha confermato le condanne già emesse dalla Corte d’Appello di Firenze a maggio del 2026 dopo un lungo iter giudiziario iniziato all’inizio del 2026. Le condanne riguardano non solo Moretti, ma anche altri ex dirigenti e tecnici delle società coinvolte nella gestione e manutenzione del treno deragliato.

Le condanne definitive e le reazioni dei familiari

La Cassazione ha confermato la condanna a 5 anni per Moretti per disastro ferroviario colposo e incendio. Tra gli altri imputati condannati ci sono Michele Mario Elia ex amministratore delegato di RFI, condannato a 4 anni, 2 mesi e 20 giorni e Mario Paolo Pizzadini manager di Cima Riparazioni condannato a 2 anni, 10 mesi e 20 giorni.

Le reazioni dei familiari delle vittime sono state intense.

Marco Piagentini uno dei superstiti che ha perso la moglie e i due figli nella strage, ha dichiarato: “Quello che abbiamo perso non ce lo restituirà mai nessuno“. Ha espresso gratitudine verso gli avvocati, la procura, la città di Viareggio e le istituzioni, ma ha anche ricordato con affetto Donatella Francesconi una giornalista e amica scomparsa un anno fa, che si era impegnata molto per la causa.

Daniela Rombi presidente de Il Mondo che Vorrei l’associazione che riunisce i familiari delle vittime, ha espresso soddisfazione per la sentenza, ma ha anche sottolineato che “non dobbiamo festeggiare nulla” perché la perdita delle loro care persone è irreparabile.

Il disastro del 29 giugno 2009: cosa accadde

La sera del 29 giugno 2009 un treno merci deragliò poco dopo aver superato la stazione di Viareggio. Il treno trasportava GPL (gas di petrolio liquefatto), che fuoriuscì da uno dei carri cisterna causando un incendio e l’esplosione di tre palazzine adiacenti alla stazione. L’incidente provocò la morte di 32 persone e il ferimento di oltre un centinaio di persone.

Il treno, composto da un locomotore e 14 carri cisterna, deragliò a 400 metri dalle banchine della stazione. A seguito del deragliamento, nel primo carro cisterna si aprì uno squarcio da cui uscì il GPL, che passò dallo stato liquido a quello gassoso. Il gas, più pesante dell’aria, si riversò verso via Ponchielli una strada non separata dai binari. In pochi istanti, il gas incontrò una fonte di innesco, causando un’esplosione sentita in tutta Viareggio.

L’esplosione provocò una colonna di fuoco visibile da ogni angolo della città. Le conseguenze furono devastanti: alcune persone morirono subito per le ustioni o per il crollo degli edifici, altre morirono nelle settimane e nei mesi successivi.

Il lungo percorso giudiziario

Il processo per la strage di Viareggio è stato lungo e complesso. La Cassazione aveva già esaminato il caso all’inizio del 2026 ma aveva disposto un nuovo passaggio in Corte d’Appello per rideterminare alcune pene e applicare le attenuanti generiche. Nel corso degli anni, si sono svolti vari processi e alcune condanne sono state diminuite, anche perché alcuni reati sono andati in prescrizione.

La sentenza definitiva della Cassazione ha confermato le condanne per tutti gli imputati, chiudendo un capitolo giudiziario durato 17 anni. Gli avvocati delle parti civili, come Gabriele Dalle Luche e Tiziano Nicoletti hanno sottolineato l’importanza di mettere a disposizione quanto appreso per evitare che simili tragedie possano ripetersi.

Riccardo Antonini ha osservato che a Viareggio si è sviluppata una partecipazione popolare senza precedenti, con una costante richiesta di verità, giustizia e sicurezza. “In questi anni, sono stati strappati e conseguiti concreti risultati attraverso l’ottimismo della volontà e della ragione“, ha dichiarato.

La sentenza definitiva della Cassazione rappresenta un passo importante verso la chiusura di una vicenda dolorosa, ma per i familiari delle vittime, la battaglia per la memoria e la sicurezza continua.

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